Quando si parla di mercato del vino, la Danimarca è sicuramente uno dei Paesi da tenere in considerazione, specialmente quando si parla di strategie per le vendite all’estero.
Perché questo mercato, al secondo posto tra i più felici al mondo (World Happiness Report 2017), tanto da aver teorizzato anche un “metodo della felicità”, l’hygge, ha le carte giuste per essere esplorato dai produttori di vino italiani?
A causa delle basse temperature nordiche che influenzano tutto il territorio, per i danesi non è possibile avviare una grande produzione di vini, ma questo non impedisce al popolo danese di essere uno tra i più amanti di vino al mondo.
Il consumo quotidiano e domestico del vino da parte dei danesi è cresciuto enormemente negli ultimi anni e una buona bottiglia di vino è anche un regalo molto apprezzato.
Il consumo pro capite, infatti, è alto rispetto alla media: dalle ultime statistiche risultano infatti registrati 30 litri pro capite l’anno, una cifra alta considerando che la media europea ne conta 23,9.

Se questo dato non dovesse bastare, per guardare a questo Paese con interesse, eccone altri che sicuramente sapranno essere molto persuasivi.
Prima di tutto, stando alle stime, l’Italia, insieme alla Francia, detiene il 50,5% delle importazioni di vino in Danimarca e questo rende molto facile approcciare al mercato, che guarda già con grande interesse ai vini del Belpaese.
Inoltre, il Paese scandinavo è ottavo nella classifica mondiale di livello di PIL (prodotto interno lordo) ed in ambito finanziario molto forte: queste sono solo due delle caratteristiche che lo rendono uno dei Paesi più felici al mondo (posto che si contende da tempo con la Norvegia, al primo posto nel 2017).
Ciò ha un grande impatto sulla psicologia del consumatore che tende a comprare vino più facilmente, anche per via di risorse finanziarie più floride.
Infine non è da sottovalutare una caratteristica, all’apparenza insignificante: i danesi sono un popolo di grandi vedute e di mentalità aperta, predisposto all’ascolto.
Questo apre ad una miriade di possibilità anche per chi, nuovo nel mercato, si trova a presentare per la prima volta i propri prodotti. Trova sicuramente un terreno fertile alla curiosità, disponibilità e voglia di conoscere anche le novità.

Un elemento chiave importantissimo, è l’assenza di monopolio, a differenza degli altri mercati scandinavi.
Questo significa che esiste una competizione sana e forte, ma altrettanto alta: in Danimarca attualmente ci sono circa 1700 importatori.
L’assenza di monopolio richiede ovviamente onestà e correttezza, non sarebbe giusto vedere il proprio prodotto ad un prezzo nettamente superiore o inferiore di un concorrente. I danesi sono un popolo fedele ed onesto ed in quanto tale si aspettano gli stessi valori anche nelle altre persone.

Ultimo dato da considerare, ma non meno importante, l’80-90% dei vini in Danimarca passa attraverso i supermercati. Lì è dove avviene la concorrenza più spietata.
Le grandi catene sono molto selettive e conservatrici, hanno un numero definito di contatti con cui collaborano in esclusiva ed entrarvi è complesso.
Ma non bisogna scoraggiarsi. Il consiglio che viene dato dagli esperti in questi casi, è quello di trovare il giusto contatto, che possa sondare i canali più adatti e fruttuosi, prima di buttarsi a capofitto nel mercato.
Un elemento che non deve spaventare, infine, è il prezzo. I prodotti di nicchia sono infatti considerati i migliori, e il popolo danese non ha il timore di spendere qualche euro in più per una buona bottiglia di vino.
Per essere felici, infondo, basta poco anche nel Paese “della felicità”: una buona bottiglia di vino e la giusta compagnia.