“Sustainable Wine Tourism – A Global Survey”, questo è il titolo del webinar che abbiamo seguito con grande interesse, un progetto di indagine frutto della partnership tra WineTourism.com e l’Università tedesca di Geisenheim, con il supporto di UNWTO, OIV e GWC (Great Wine Capitals). 

Calle Nilsson (co-founder di WineTourism.com), Niklas Ridoff (CEO di WineTourism.com) e Gergely Szolnoki (Professore e ricercatore della Geisenheim University) si sono confrontati sui risultati del sondaggio ed hanno fornito chiavi di lettura per quantificare e verificare la percezione e la predisposizione delle cantine nei confronti della sostenibilità applicata all’enoturismo.

Il sondaggio è stata sviluppato nel novembre 2021 ed hanno partecipato 1.579 aziende del vino dislocate in 42 Paesi, una ottima partecipazione a livello globale.

La nostra esterofilia in questo caso non ha trovato terreno fertile, l’Italia infatti si piazza al primo posto tra le le nazioni che hanno dimostrato una maggiore attenzione ai temi trattati ed una notevole partecipazione al sondaggio. Seguono Germania, Francia a Spagna.

I risultati del sondaggio hanno mostrato chiaramente che la sostenibilità è arrivata nell’industria del vino, ma anche nell’enoturismo, e sicuramente avrà un ruolo importante in futuro.

L’incontro online si è aperto con la presentazione dei risultati del sondaggio, successivamente i relatori hanno discusso ed analizzato le migliori pratiche legate all’enoturismo sostenibile e gli impatti positivi che le attività connesse possono avere sull’intera filiera del vino.

I 5 punti salienti del sondaggio

  1. rilevanza della sostenibilità nell’enoturismo
  2. i 3 pilastri dell’enoturismo sostenibile 
  3. misure che contribuiscono all’enoturismo sostenibile
  4. drivers e barriere all’enoturismo sostenibile
  5. comunicazione e percezione dei visitatori

1 – Rilevanza della sostenibilità nell’enoturismo
Il 93% del campione ha definito la sostenibilità come un elemento importante (34%) o molto importante (59%) nel contesto globale.
L’importanza della sostenibilità è valutata al massimo in Cile (4,8). Questo risultato è significativamente più alto rispetto a paesi come Germania e Ungheria.

Il 2% delle aziende non fanno alcuna attività di enoturismo sostenibile, il 35% dichiara che qualsiasi attività di enoturismo all’interno della propria azienda è sostenibile (soprattutto in Italia e Spagna), mentre la fetta più ampia del campione (63%) afferma di portare avanti attività di enoturismo solo in parte sostenibili.

Per quanto riguarda il contributo delle attività enoturistiche nello sviluppo sostenibile della cantine, la maggioranza degli intervistati risponde che il contributo è rilevante (37%) o molto rilevante (24%). Le cantine statunitensi sono le più convinte sostenitrici di questo processo virtuoso.
Solo il 12% definisce questo aspetto poco importante e l’1% lo ritiene ininfluente.

La coincidenza tra produzione di vino sostenibile ed enoturismo è un argomento su cui gli intervistati si suddividono abbastanza equamente, il 36% risponde che tra produzione di vino sostenibile ed enoturismo, c’è poca relazione (18%) o nessuna relazione (18%).
La fetta più ampia degli intervistati (39%) afferma che ci sono dei parallelismi, solo il 7% identifica una completa sovrapposizione tra  produzione di vino sostenibile ed enoturismo.

2 – I tre pilastri dell’enoturismo sostenibile
Il concetto di sostenibilità non fa riferimento esclusivamente alla dimensione ambientale, ma si compone di altri due pilastri, quello sociale e quello  economico.
Szolnoki ha sottolineato il fatto che la percezione della sostenibilità in passato era molto legata principalmente alla sfera ambientale. Il sondaggio dimostra che questo disequilibrio si è ridotto anche se persiste una maggioranza (40%) che relaziona il concetto di sostenibilità esclusivamente al settore ambientale.  Il 31% indica la sostenibilità economica ed il 29% quella sociale. 

3 – Misure che contribuiscono all’enoturismo sostenibile
Secondo gli intervistati, le principali misure in materia ambientale che contribuiscono a sviluppare le attività di enoturismo sostenibile riguardano:

  • il sostegno alla biodiversità (46%), sono le cantine francesi le più sensibili a questo aspetto,
  • il supporto ai prodotti e alle produzioni localizzarsi (42%), sono le cantine austriache le più attente,
  • l’utilizzo moderato dell’energia (40%), sono i produttori statunitensi i più scrupolosi su questo aspetto,
  • metodi di produzione biologici (38%), sono le aziende cilene le più allineate in questo caso.

Le principali misure in materia economica che contribuiscono a sviluppare le attività di enoturismo sostenibile riguardano:

  • lo sviluppo di una strategia ad hoc di lungo termine (54%), lo sottolineano in particolare le cantine australiane
  • l’implementazione dell’enoturismo per renderlo profittevole (52%), lo sottolineano in particolare le cantine sudafricane
  • lo sviluppo di nuove tecnologie nella produzione (50%), lo sottolineano in particolare le cantine austriache.

Le principali misure nell’ambito sociale che contribuiscono a sviluppare le attività di enoturismo sostenibile riguardano:

  • relazionarsi apertamente ed in maniera onesta con i dipendenti (46%), lo sottolineano in particolare le cantine austriache,
  • collaborare con aziende e stakeholder locali (40%), lo sottolineano in particolare le cantine statunitensi,
  • rispettare le norme di comportamento e sicurezza sul lavoro (38%), lo sottolineano in particolare le cantine sudafricane,
  • monitorare il grado di soddisfazione dei turisti e visitatori (36%), lo sottolineano in particolare le cantine statunitensi.

4 – Drivers e barriere all’enoturismo sostenibile
Le cantine hanno indicato 4 principali driver utili per incentivare lo sviluppo della sostenibilità nel settore enoturistico:

  • costruire fiducia e reputazione,
  • rendere il mondo un posto migliore,
  • migliorare il grado di soddisfazione dei visitatori,
  • dimostrare la responsabilità sociale d’impresa.

Ma quali sono le barriere individuate dalle aziende che possono contrastare l’enoturismo sostenibile?

  • la mancanza di risorse finanziarie,
  • la mancanza di infrastrutture,
  • la mancanza di risorse umane,
  • la mancanza di informazioni e linee guida.

​​​​​​​5 – Comunicazione e percezione dei visitatori
Szolnoki ha sottolineato che 2 cantine su 3 dichiarano di comunicare le proprie attività legate alla sostenibilità, il 41% veicola spesso contenuti ed il 24% afferma di comunicare sempre gli aspetti correlati alla sostenibilità. Solo l’8%, relativamente all’ambito della sostenibilità, indica di fare attività di comunicazione raramente ed il 2% non comunica affatto.

Per quanto riguarda la percezione dei visitatori, attualmente il 62% dei visitatori ritiene che le pratiche sostenibili concrete legate all’enoturismo siano importanti, il restante 38% le ritiene poco importanti.
La previsione per i prossimi 5 anni prefigurano un incremento del +25% dei visitatori che riterranno importante sviluppare pratiche sostenibili legate all’enoturismo, solo il 13% le riterranno poco rilevanti.