Secondo Wine Intelligence, quando ci concentriamo sui target di consumatori di vino, spesso facciamo riferimento ad uno di questi 2 archetipi:
- il giovane, cittadino, alla moda, istruito che lavora in ambito digitale o creativo;
- il consumatore istruito, che guadagna bene, rispettato, riflessivo e avventuroso che trae piacere dal costruire e dimostrare la propria conoscenza del vino.
È vero che questi consumatori esistono, ma per la maggior parte dei brand di vino e specialmente per quelli che operano su larga scala, questa visione può essere idealizzata.
Lulie Halstead, CEO Wine Intelligence prende in considerazione questo spunto per tracciare una riflessione: “Questi consumatori potrebbero non essere così informati o impegnati come ci piacerebbe. I bevitori di vino hanno spesso bisogno di rassicurazione, familiarità e distintività. Trovare l’equilibrio tra questi elementi è una delle sfide più difficili quando si tratta di design di etichette di vino”
Tra i bevitori abituali di vino negli Stati Uniti, per esempio, le etichette che forniscono questi elementi garantiscono una probabilità di acquisto più alta.
La Generazione Treaters – composta da giovani Millennials, sicura di sé, bevitrice frequente, alto spendente ma con livelli di conoscenza del vino bassi – ha una maggiore propensione all’acquisto di etichette di vino che si caratterizzano per la loro distintività.
Tuttavia i “Social Newbies”, il segmento più giovane (ventenni) che inizia ad avvicinarsi al mondo del vino, si affida maggiormente ai parametri classici del vino e ricerca elementi di rassicurazione nelle etichette.













































