L’European Wine Summit di Taranto ha riunito oltre 130 rappresentanti di istituzioni europee, imprese e viticoltori per affrontare la crisi strutturale del settore. I consumi mondiali sono calati del 14% nell’ultimo decennio. I lavori si sono concentrati sulla competitività del vino europeo, il futuro della PAC e il rapporto tra vino, salute e politiche scientifiche.

Oltre 130 rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, imprese del vino, viticoltori, accademici e organizzazioni di settore si sono riuniti oggi a Taranto per l’European Wine Summit, organizzato dal Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV) in collaborazione con i suoi membri italiani, Federvini e Unione Italiana Vini (Uiv).

L’evento ha registrato una partecipazione istituzionale di altissimo livello, con la presenza del Commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione Christophe Hansen, del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, intervenuto con un videomessaggio, del Presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas, di membri del Parlamento europeo e di autorevoli rappresentanti della filiera vitivinicola europea e italiana.

Il settore vitivinicolo mondiale sta attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale, determinata sia dai cambiamenti del mercato sia da pressioni esterne quali il cambiamento climatico e l’instabilità geopolitica. I dati mostrano che i consumi sono passati da 242 milioni di ettolitri nel 2016 a una stima di 208 milioni di ettolitri nel 2025, con una diminuzione del 14% nell’ultimo decennio. Dopo aver raggiunto il valore record di 38 miliardi di euro nel 2022, gli scambi internazionali di vino dovrebbero ridursi a 33,8 miliardi di euro entro il 2025.

Nel corso del Summit è stato evidenziato come, in questo contesto, il modello vitivinicolo europeo – che collega la produzione locale ai mercati globali attraverso filiere integrate – rappresenti un elemento fondamentale di resilienza e competitività. Garantendo sbocchi commerciali alla produzione, assorbendo la volatilità dei mercati e sviluppando marchi capaci di affermarsi oltre i confini nazionali, le imprese del vino mettono in connessione i territori vitivinicoli europei con i consumatori di tutto il mondo, consentendo a migliaia di produttori di mantenere la propria competitività in un’economia globale sempre più sfidante. Questo sistema integrato, nel quale produzione, innovazione e domanda operano in modo sinergico, sostiene il contributo di 130 miliardi di euro che il settore del vino apporta all’economia europea.

I partecipanti si sono concentrati in particolare sul rafforzamento della competitività del settore, sull’aumento dell’attrattività del vino presso i consumatori, sull’adeguamento degli strumenti politici alle attuali dinamiche di mercato e sulla necessità di un approccio basato su evidenze scientifiche nelle politiche relative alla salute. È stato inoltre evidenziato come il riconoscimento del ruolo strategico delle imprese del vino all’interno della filiera, il rafforzamento dell’accesso ai mercati internazionali, una regolamentazione proporzionata e armonizzata e un migliore equilibrio tra obiettivi di sostenibilità e sostenibilità economica siano elementi essenziali per accompagnare la transizione del settore.

Aprendo i lavori, la Presidente del CEEV, Marzia Varvaglione, ha sottolineato l’urgenza di affrontare le difficoltà attuali del settore senza perdere fiducia nel futuro: “Non siamo qui per lamentare le nostre difficoltà. Siamo qui perché crediamo nel vino. Il vino europeo rappresenta storia, cultura, territori, artigianalità e convivialità. Per garantirne il futuro dobbiamo riallacciare il rapporto con la società, attrarre nuovi consumatori adulti e riaffermare il valore della cultura del vino come pilastro essenziale della sostenibilità”.

Il dibattito si è sviluppato attorno a due temi principali: il futuro della Politica Agricola Comune e l’adattamento delle misure di sostegno per il settore vitivinicolo, nonché il rapporto tra vino, scienza e politiche sanitarie. I partecipanti hanno evidenziato l’importanza di garantire che le future politiche europee sostengano investimenti, innovazione e competitività, preservando al contempo il contributo culturale ed economico del vino alle aree rurali e alle comunità europee. Il Summit ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere relazioni commerciali stabili e prevedibili e di rafforzare la capacità del settore di rispondere alle aspettative dei consumatori e alle dinamiche dei mercati globali in continua evoluzione.

Le discussioni hanno inoltre evidenziato l’importanza di assicurare che le misure della futura PAC e l’attuazione delle prossime politiche sostengano efficacemente gli investimenti, l’innovazione e l’accesso ai mercati, affrontando gli squilibri strutturali in modo da preservare il potenziale produttivo e la competitività di lungo periodo del settore.

Riprendendo i temi affrontati durante l’European Wine Summit, il Commissario europeo per l’Agricoltura e l’Alimentazione Christophe Hansen ha dichiarato: “Il vino europeo è molto più di un prodotto agricolo. Fa parte del nostro patrimonio culturale, delle nostre identità regionali e delle nostre economie rurali, custodendo un know how tramandato da generazioni. Oggi a Taranto ho voluto soprattutto ascoltare direttamente i produttori e comprendere le difficoltà che stanno affrontando in una fase caratterizzata da importanti sfide di mercato, climatiche e legate ai consumatori. È proprio per questo che abbiamo presentato il Wine Package, per fornire agli Stati membri e al settore strumenti concreti a sostegno dell’adattamento e del rafforzamento della competitività. Un dialogo aperto e continuo tra decisori politici e il comparto è fondamentale per individuare soluzioni di lungo periodo per il settore vino europeo”.

Commentando gli esiti dell’evento, il Segretario Generale del CEEV, Ignacio Sánchez Recarte, ha dichiarato: “Le discussioni di oggi hanno confermato un ampio consenso lungo tutta la filiera vitivinicola e tra i decisori politici: l’Europa ha bisogno di una strategia coerente e orientata al futuro per il vino. Il settore sta affrontando profonde trasformazioni, ma dispone anche di solide risorse e importanti opportunità. La nostra responsabilità collettiva è garantire che le decisioni politiche sostengano resilienza, competitività e crescita sostenibile”.

Le conclusioni dell’European Wine Summit contribuiranno alle riflessioni in corso sul futuro quadro politico e normativo del settore vitivinicolo a livello europeo e alimenteranno il dialogo con le istituzioni dell’UE e gli stakeholder nei prossimi mesi.


Punti chiave

  1. I consumi mondiali di vino sono calati del 14% in un decennio: da 242 a 208 milioni di ettolitri.
  2. Il settore vitivinicolo europeo genera 130 miliardi di euro, ma affronta sfide strutturali sempre più pressanti.
  3. Il Wine Package della Commissione UE offre strumenti concreti per rafforzare adattamento e competitività del settore.
  4. La PAC futura dovrà sostenere investimenti, innovazione e accesso ai mercati per garantire la resilienza del settore.
  5. Attrarre nuovi consumatori adulti e riaffermare il valore culturale del vino sono le priorità strategiche condivise.