Nonostante il consumo globale di alcolici sia cresciuto del +0,1% in volume e del +3,6% in valore nel 2019, le nuove previsioni IWSR ritengono che l’emergenza Covid-19 porterà in termini di volumi ad un balzo indietro di 5 anni.

Le perdite registrate nei mesi di lockdown per quanto riguarda bar, locali e ristoranti di tutto il mondo non sono state compensate da un aumento delle vendite di bevande alcoliche nei canali retail ed e-commerce. 
L’IWSR prevede che ciò porterà a cali a due cifre nel 2020 e stima che bisognerà attendere fino al 2024 per raggiungere i livelli pre Covid-19 del 2019. 
Il rallentamento successivo alla crisi finanziaria del 2008 è stato meno grave di quello attuale.

La vendita di viaggi a livello globale, influenzata negativamente dalle restrizioni di viaggio, vedrà un calo particolarmente duro nel 2020 e si prevede che tornerà ai livelli pre-crisi entro il 2024.

Mark Meek, CEO di IWSR ha dichiarato: “stiamo ancora valutando l’impatto complessivo dell’attuale emergenza Covid-19, ma la pandemia è destinata a causare all’industria globale delle bevande, un effetto più profondo e duraturo rispetto a qualsiasi altra contingenza sperimentata in precedenza. 
Anche il rallentamento successivo alla crisi finanziaria del 2008 è stato meno grave di quello che stiamo vivendo ora. Per molti versi, il 2019 è stato forse l’ultimo anno standard per l’industria delle bevande”.

Nella macroregione chiave di consumo dell’Europa nord-occidentale, i volumi di vino hanno subito un rallentamento negli ultimi anni, mentre negli Stati Uniti il consumo di vino è diminuito l’anno scorso per la prima volta in 25 anni. Il faro della categoria è lo spumante, che entro il 2024 dovrebbe rubare lo scettro al vino fermo, dato che i consumatori si spostano sempre più verso l’acquisto ed il consumo di questi prodotti durante l’intero arco dell’anno.

Le forti perdite di volume nel baijiu (liquore distillato cinese) sono il principale fattore che ha contribuito al calo complessivo del consumo globale di alcolici nel 2019. Tuttavia, escludendo il baijiu, il mercato degli alcolici è cresciuto dell’1% nel 2019 rispetto al 2018 in termini di volume. 
È interessante notare che, anche se il consumo in volume del baijiu è diminuito nel 2019, il suo valore in Cina è ancora superiore al valore dell’intero mercato dei distillati al di fuori dell’area Asia-Pacifico.

I distillati analcolici sono stati il segmento in più rapida crescita in termini di volume nel 2019, anche se ancora piccolo in termini di quota di mercato. 
Tra le categorie dei distillati tradizionali, il gin è stato il segmento in più rapida crescita nel 2019, ma tale crescita ha subito un certo rallentamento in quanto i consumatori cominciano a mostrare segni di stanchezza, soprattutto in alcuni mercati europei.

Nel 2019 per il terzo anno consecutivo, i prodotti pronti al consumo (RTD – ready to drink) sono stati la categoria di bevande alcoliche a più rapida crescita. 
Anche se gli RTD rappresentano solo una piccola fetta della quota di mercato, nel 2019 hanno contribuito alla crescita del valore del settore in misura più che doppia rispetto al vino. Gran parte di questo interesse e della crescita della categoria è alimentata dall’innovazione e dalla convenienza degli hard seltzers negli Stati Uniti.


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