La prima giornata di wine2wine 2022 si è aperta con una conferenza tenuta da Erica Duecy – content strategist pluripremiata e formatrice in campo enologico – dal titolo: “Comprendere il panorama dei media americani e posizionare in modo efficace il proprio brand”. 

“La comunicazione sta cambiando in modo significativo”, ha esordito Erica, è ormai evidente che il pubblico generalista preferisce forme comunicative più dirette e visive come i TikTok e i meme, rispetto ad articoli tradizionali  più corposi. Anche i contenuti stanno cambiando, prosegue Duecy, “ed è sempre più dispendioso costruirsi una propria audience e creare connessioni attraverso i media”. 

Secondo Duecy infatti, i media del settore vino che stanno avendo più successo al giorno d’oggi sono quelli che non trattano più solo ed esclusivamente di vino, ma che includono anche contenuti su spirit, liquori e altre bevande alcoliche.

Proprio l’attuale cambiamento dei media ha portato ad una frammentazione che può rivelarsi un elemento vincente per le aziende, se viene ben gestito: pubblicare contenuti basati su sottoscrizioni invece che su advertisement richiede il coinvolgimento del pubblico che, se interessato, sarà disposto a pagare. 

Duecy ha definito 9 fattori chiave per i brand che vogliano essere competitivi nel vasto mondo dei media statunitensi: 

  1. C’è un’ascesa di contenuti e formati visuali: video, reel a tema vino sui social media catturano milioni di like e views;
  2. La fascia demografica chiave è 21-34 anni: i consumatori in questa fascia non sono esclusivamente focalizzati al vino, sono interessati anche a birra e spirit. I media del vino devono tenere in considerazione questo aspetto per creare coinvolgimento e attirare l’attenzione di questo pubblico;
  3. Le celebrità godono di copertura: una persona nota che beve una determinata bottiglia scatenerà l’interesse del pubblico in modo rilevante;
  4. Ci sono argomenti chiave che catturano l’attenzione dei lettori tra cui sostenibilità e vini biologici;
  5. È diventato necessario essere reali e trasparenti: parlare delle difficoltà che si stanno incontrando e cosa si sta facendo per affrontarle, dare visibilità ai content creator e al volto principale di un’azienda;
  6. Storytelling. Nei social media il racconto emozionale è un’arma vincente: mostrare il dietro le quinte, i propri gusti personali e la propria passione, con contenuti chiari e coerenti, crea coinvolgimento;
  7. I siti aziendali devono essere curati: assicurarsi che il website sia facilmente fruibile e accessibile;
  8. Lavorare con un PR accreditato può fare la differenza: le agenzie di pubbliche relazioni sono i referenti sul campo e lo specchio del mercato americano;
  9. Testare nuovi canali pubblicitari: i podcast sono in forte espansione in USA e nuovi canali possono portare ad una nuova tipologia di audience. 

In ogni caso secondo Duecy, tutti questi elementi si rivelano inutili se, alla base, non è stato definito un piano strategico e non sono state identificate delle priorità: “Qual è l’audience più importante e più interessata al tuo messaggio? Una volta che si ha la risposta a questa domanda si deve sviluppare una strategia per raggiungere i risultati prefissati”.