Il recente contest della rivista tedesca Weinwirtschaft ha incoronato le migliori cooperative vinicole del mondo, con un trionfo italiano. Kellerei Tramin si è aggiudicata il titolo di migliore in assoluto, mentre i Vignaioli del Morellino di Scansano hanno vinto per l’Italia (isole escluse). Un risultato che certifica come il modello cooperativo sia un percorso consolidato verso l’eccellenza qualitativa e la valorizzazione territoriale.

Nella prestigiosa cornice del Deidesheimer Hof si è recentemente tenuta la cerimonia di premiazione del CO-OP Contest, l’autorevole competizione organizzata dalla rivista specializzata tedesca WEINWIRTSCHAFT. L’evento, che ha visto la partecipazione di 112 cantine cooperative da tutto il mondo, ha offerto un verdetto chiaro: il modello cooperativo italiano rappresenta un’eccellenza globale, capace di coniugare identità territoriale e vertici qualitativi assoluti.

Infatti, a salire sul gradino più alto del podio come “Migliore Cooperativa del Mondo” è stata la Kellerei Tramin dall’Alto Adige. La cantina, guidata dal presidente Leo Tiefenthaler e dal direttore vendite Wolfgang Klotz, ha sbaragliato la concorrenza internazionale grazie a una gamma di vini che esprime rigore e finezza. Tra i vini presentati, l’Epokale Gewürztraminer Spätlese 2017 ha ottenuto il punteggio di 94/100, venendo consacrato come “Best Wine Overall”. Un risultato che premia una filosofia produttiva orientata da decenni alla massima qualità, dalla gestione del vigneto alla vinificazione, confermando la cooperativa altoatesina come un punto di riferimento non solo nazionale.

Tuttavia, il contest di Weinwirtschaft, che dal 2010 include Francia e Italia e dal 2024 si è aperto a livello globale, non è una semplice momento espositivo. La metodologia del contest è studiata per misurare la caratura complessiva di un’azienda. Ogni cooperativa ha dovuto presentare sei etichette rappresentative: due vini base (un bianco e un rosso sotto i 10 euro), due vini premium e due specialità territoriali. Il concorso valuta la solidità dell’intera gamma, dalla base al vertice, premiando chi dimostra coerenza e un alto standard qualitativo su tutta la linea produttiva. È la dimostrazione che il successo non è frutto di un singolo vino iconico, ma di un progetto strategico condiviso da centinaia di soci viticoltori.

L’eccellenza italiana oltre l’Alto Adige

Se l’Alto Adige si conferma leader, il resto d’Italia celebra un altro importante successo con i Vignaioli del Morellino di Scansano, premiati come “Migliore Cantina Cooperativa d’Italia” (escluso l’Alto Adige) e “Migliore Cooperativa della Toscana”. Un riconoscimento che celebra il forte legame con il territorio della Maremma e la valorizzazione del Sangiovese, dimostrando la capacità di creare vini identitari e apprezzati. La vitalità del modello cooperativo italiano è testimoniata anche dagli altri premi regionali, che disegnano una mappa dell’eccellenza da nord a sud:

  • Veneto: Cantina Colli del Soligo
  • Trentino: Gruppo Mezzacorona
  • Abruzzo: Cantina Frentana 1958
  • Campania: La Guardiense
  • Sardegna: Cantina Santadi
  • Sicilia: Cantina Settesoli

Cantina Settesoli: l’eccellenza cooperativa siciliana

Particolare menzione merita Cantina Settesoli, premiata come “Migliore Cooperativa della Sicilia”, che rappresenta un modello virtuoso di come il movimento cooperativo possa valorizzare un territorio dalle enormi potenzialità come quello siciliano. Fondata nel 1958 a Menfi, in provincia di Agrigento, la cooperativa riunisce oggi centinaia di viticoltori che coltivano oltre 6.000 ettari di vigneti nella Sicilia occidentale, dal livello del mare fino alle colline dell’entroterra.

La forza di Cantina Settesoli risiede nella capacità di interpretare la ricchezza varietale siciliana con un approccio moderno e sostenibile, valorizzando sia i vitigni autoctoni come Nero d’Avola, Grillo e Catarratto, sia le varietà internazionali che trovano nell’isola condizioni pedoclimatiche ideali. La cooperativa ha saputo evolversi nel tempo, passando da una produzione prettamente quantitativa a una filosofia orientata alla qualità, investendo in tecnologie all’avanguardia e in pratiche agronomiche rispettose dell’ambiente.

Il riconoscimento del CO-OP Contest premia non solo la qualità dei vini presentati, ma anche la visione strategica di una realtà che ha saputo fare della cooperazione uno strumento di sviluppo territoriale, garantendo un futuro sostenibile ai piccoli produttori e contribuendo alla crescita dell’immagine qualitativa della viticoltura siciliana sui mercati internazionali.

Il podio internazionale è stato, poi, completato dai francesi di Plaimont (secondo posto), eccellenza del Sud-Ouest, e dai tedeschi di Wachtenburg Winzer (terzo posto), dal Palatinato. Questi risultati confermano che il podio internazionale riflette la vitalità del modello cooperativo in diverse aree vinicole storiche d’Europa.

Il contest di Weinwirtschaft non si limita a stilare una classifica, ma fotografa un’evoluzione cruciale nel mondo del vino. Le cooperative, un tempo relegate a un’immagine di produzione di massa, sono oggi protagoniste di un rinascimento qualitativo. Attraverso l’unione delle forze, la condivisione di protocolli agronomici ed enologici rigorosi e una visione strategica comune, rappresentano un modello di sviluppo sostenibile in grado di preservare il paesaggio, tutelare la biodiversità – di cui le api in viticoltura sono preziose sentinelle – e garantire un futuro a centinaia di piccoli viticoltori, portando nel calice l’espressione più autentica di un territorio.


Punti chiave

  • Trionfo italiano: La vittoria di Kellerei Tramin come migliore cooperativa mondiale e il successo di altre realtà regionali posizionano l’Italia ai vertici della produzione cooperativa di qualità.
  • Il valore del modello cooperativo: Il concorso dimostra che le cooperative non sono più solo sinonimo di grandi volumi, ma di filiere capaci di raggiungere l’eccellenza assoluta, dal vino base al prodotto di punta.
  • La forza del territorio: I premi ottenuti da cantine come i Vignaioli del Morellino di Scansano o Cantina Santadi evidenziano come il successo sia legato a una forte identità territoriale e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni.
  • Metodologia rigorosa: La valutazione su sei diverse etichette per azienda (base, premium, specialità) garantisce che il premio non vada a un singolo vino fortunato, ma a un progetto produttivo solido e coerente.