Secondo i più recenti dati emersi dal “World Wine Production Outlook 2022” di OIV (International Organisation of Vine and Wine) nel 2022, la produzione mondiale di vino (esclusi i succhi e i mosti), nonostante la siccità e le ondate di calore che si sono registrate in molte regioni del mondo, dovrebbe rimanere stabile tra 257,5 e 262,3 mhl, con una stima intermedia di 259,9 mhl. Numeri leggermente inferiori alla media ventennale con una flessione di appena l’1% rispetto al 2021.

Ciò è dovuto a un volume di raccolto superiore alle aspettative in Europa e al livello medio di produzione registrato nell’emisfero meridionale e negli Stati Uniti. Si tratterebbe del quarto anno consecutivo in cui il livello di produzione globale si attesta leggermente al di sotto della media degli ultimi 20 anni.

Le informazioni sono state raccolte sulla base dei dati provenienti da 29 Paesi che rappresentano il 91% della produzione mondiale nel 2021 ma, come sottolinea OIV, le cifre per il 2022 devono essere prese con cautela, poiché ci sono ancora grandi Paesi come Cina e Russia per i quali non sono ancora disponibili informazioni.

Emisfero Settentrionale

Unione Europea
Nell’Unione Europea (UE), le ondate di calore primaverili ed estive hanno portato a una maturazione precoce. All’inizio della stagione si prevedeva che le rese sarebbero state inferiori a causa del caldo estremo e della mancanza di precipitazioni in molte aree. L’assenza delle principali patologie dell’uva e le piogge di fine estate hanno compensato la situazione, portando ad un volume di produzione di vino stimato in 157 mhl (esclusi succhi e mosti), un aumento annuale di 3,5 mhl (+2%) rispetto al 2021.

Nonostante la siccità che ha colpito alcune regioni, il 2022 si è rivelato un anno favorevole per la produzione di vino nei due maggiori Paesi produttori dell’UE – Italia e Francia, che insieme rappresentano il 36% della produzione mondiale e il 60% di quella europea – soprattutto grazie alle piogge di fine estate. 

L’Italia, ancora primo produttore mondiale con 50,3 mhl, stima un volume in linea con la produzione di vino del 2021. La Francia, dopo la scarsissima vendemmia del 2021, caratterizzata da gravi danni dovuti alle gelate precoci di aprile, seguite da piogge estive, grandinate e muffe, è il Paese dell’UE con il più alto tasso di crescita rispetto all’anno precedente: prevede un livello di produzione di 44,2 mhl, che rappresenta un +17% rispetto al 2021. Il clima secco e caldo di quest’anno ha ridotto la pressione delle malattie sulle viti e ha portato a un inizio anticipato della vendemmia.

Il caldo anomale si è abbattuto sulla Spagna che comunque rappresenta il terzo produttore di vino al mondo, con una produzione stimata di 33,0 mhl. Questo volume relativamente basso (-6% rispetto al 2021 e 12% in meno rispetto alla media quinquennale) può essere attribuito alla siccità e al limitato accesso all’acqua in molte regioni.

Anche il Portogallo, quinto produttore europeo di vino, stima per il 2022 una flessione del volume di produzione di 6,7 milioni di ettolitri (-8% rispetto al 2021), tuttavia il livello previsto per il 2022 è in linea con la media quinquennale. 

Uno dei Paesi più colpiti dall’ondata di caldo di questa stagione è sicuramente la Grecia, dove la produzione di vino prevista per il 2022 è stimata in soli 1,7 mhl. Ciò rappresenta non solo un forte calo rispetto all’anno precedente (-29%), ma anche una forte diminuzione rispetto alla media quinquennale.

Paesi extra-UE
Negli Stati Uniti, quarto produttore a livello mondiale, la stima preliminare per la produzione di vino del 2022 è di 23,1 mhl. Questa cifra è inferiore del 4% rispetto all’anno scorso e del 6% rispetto alla media quinquennale. Questo calo relativo può essere parzialmente attribuito ai danni provocati dalle gelate precoci, alle condizioni di siccità estive e alla conseguente mancanza di approvvigionamento idrico in alcune regioni vinicole.

Per quanto riguarda i Paesi dell’Europa orientale, si stima che la produzione di vino in Georgia sia in linea con quella già elevata del 2021 (+2%), con un livello record di 2,1 mhl. Questo volume è dovuto a condizioni climatiche favorevoli che hanno portato a rese elevate di uva e a un programma di sovvenzioni governative che ha spinto la produzione a livelli record.

Quest’anno, come sottolineato in precedenza, non sono ancora disponibili i dati sulla vendemmia e sulla produzione di vino in Russia e in Cina.

Emisfero meridionale

Come evidenzia OIV, nell’emisfero meridionale, dove le vendemmie terminano nel primo trimestre del 2022, i dati preliminari sulla produzione di vino tendono ad essere più precisi. Dopo un calo significativo della produzione di vino nel 2020 causato da condizioni climatiche sfavorevoli e una vendemmia 2021 da record, nel 2022 la stima della produzione di vino per l’emisfero meridionale è di circa 55 mhl, -7% rispetto all’anno precedente, ma pienamente in linea con la sua ultima media quinquennale. 

Complessivamente, nel 2022 la produzione di vino dell’emisfero meridionale dovrebbe rappresentare il 21% del totale mondiale. Tutti i principali Paesi produttori di vino sudamericani hanno registrato un calo della produzione rispetto al 2021. 

La produzione di vino in Cile (il più grande produttore dell’emisfero meridionale nel 2022) raggiungerà i 12,4 mhl, il 7% in meno rispetto alla produzione eccezionalmente elevata dello scorso anno (7% in più rispetto alla media quinquennale). La produzione di vino dell’Argentina è diminuita di circa 1,0 mhl, con una produzione di 11,4 mhl (-9% rispetto al 2021). 
Il Brasile ha un volume di produzione di vino stimato in 3,2 mhl nel 2022, un calo del 10% rispetto al 2021 ma superiore alla media osservata negli ultimi cinque anni. 

In Sudafrica, la produzione di vino nel 2022 è stimata a 10,4 mhl, con un calo del 4% rispetto al 2021. Tuttavia, va notato che questa cifra è perfettamente in linea con la sua media quinquennale.

L’Australia a causa delle fredde temperature primaverili e alle forti piogge estive, combinate con gli aggiustamenti stagionali effettuati dai viticoltori dopo l’annata record del 2021. ha registrato la maggiore variazione negativa rispetto all’anno scorso in tutto l’emisfero meridionale. Con 12,1 mhl, l’Australia registra un -18% rispetto al 2021. 

La Nuova Zelanda rappresenta, ancora una volta, l’eccezione nell’emisfero meridionale. Mentre nel 2021 è stata l’unico grande Paese dell’emisfero meridionale ad avere una vendemmia inferiore alla media, nel 2022 ha registrato un livello di produzione di vino da record, raggiungendo per la prima volta nella sua storia 3,8 mhl (+44% rispetto al 2021). Un mix di condizioni climatiche eccellenti e un’elevata domanda internazionale hanno certamente contribuito a questo volume di raccolto storicamente elevato.