La vendemmia 2025 si profila come un’annata di eccellente qualità ma con volumi ridotti, stimati attorno ai 44 milioni di ettolitri. Secondo Cristian Maretti di Legacoop Agroalimentare, questa contrazione dovuta a fattori climatici favorisce un riequilibrio del mercato e contrasta le speculazioni. La strategia futura punta su approcci mirati e un blocco temporaneo all’aumento dei vigneti.
La vendemmia 2025 si preannuncia di eccellenza qualitativa, sebbene con quantità più basse rispetto alle previsioni, in linea con lo scorso anno. Lo dichiara Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, a commento della raccolta ormai quasi completata a livello nazionale.
“Grazie alle moderate temperature notturne, che hanno favorito il giusto equilibrio tra gradazione alcolica e acidità, la qualità del vino sarà eccezionale“, afferma Maretti. Le stime indicano un quantitativo di circa 44 milioni di ettolitri, un dato più realistico rispetto alle aspettative.
Eventi climatici come siccità e piogge hanno influito sui volumi. Le regioni che nel 2024 avevano registrato produzioni abbondanti hanno visto una riduzione del 10-20%, contribuendo a un riequilibrio tra domanda e offerta e scoraggiando pratiche speculative.
Maretti sottolinea come il minor quantitativo possa creare un equilibrio fondamentale per il mercato. “Questo scenario non lascia spazio a speculazioni, ma favorisce la valorizzazione della filiera“, spiega il presidente.
“Il vino è un settore sensibile alle mode, per questo c’è bisogno di un approccio mirato, non di contrazioni produttive generalizzate“, sottolinea Maretti. “Ogni segmento ha proprie specificità e va affrontato con analisi dettagliate, senza penalizzare le aree che godono di un posizionamento remunerativo”.
Alcune aree, infatti, assorbono vini di altre zone che hanno effettuato minori investimenti commerciali. “Siamo favorevoli al blocco temporaneo dell’aumento dell’1% annuo del vigneto italiano”, spiega il presidente.
Di fronte alle incertezze globali, il sistema cooperativo ha dimostrato cautela. Le principali cantine hanno ridotto i propri margini, assorbendo i costi dei dazi per salvaguardare le quote di mercato acquisite.
“Il vigneto Italia ha dato prova della sua resilienza e permette di pensare a un ‘fine tuning’ per il futuro”, conclude Maretti, rimarcando l’importanza di una promozione che diffonda la cultura enologica nel mondo basandosi su dati reali.
Punti chiave
- Qualità eccellente ma quantità ridotta caratterizzano la vendemmia 2025, con stime di produzione inferiori alle aspettative.
- Meno prodotto significa più equilibrio di mercato, un fattore che contrasta le speculazioni al ribasso sui prezzi.
- Approccio mirato e stop a nuovi vigneti sono le strategie indicate per valorizzare i diversi segmenti di mercato.
- Sistema cooperativo dimostra resilienza, assorbendo i costi dei dazi per difendere le quote di mercato consolidate all’estero.












































