Il Consorzio Prosecco DOC ha avviato il percorso verso la certificazione ISO 37101 per le comunità sostenibili. Il nuovo approccio inclusivo introduce un sistema a punteggi che valorizza le certificazioni esistenti e permette di misurare l’impatto ambientale, sociale ed economico della filiera, coinvolgendo 12.000 viticoltori e oltre 1.500 operatori su 28.000 ettari.
“La sostenibilità non è più una scelta: è una responsabilità che noi tutti abbiamo verso il consumatore, il territorio e il mercato. Se vogliamo garantire un futuro al Prosecco DOC, tutta la filiera deve muoversi nella stessa direzione, senza eccezioni. Il Consorzio continuerà a fare la sua parte, ma è fondamentale il contributo di tutti per una comunicazione chiara, veritiera e trasparente della sostenibilità“.
Con queste parole Giancarlo Guidolin, Presidente del Consorzio Prosecco DOC, ha aperto l’incontro che ha segnato l’avvio del percorso verso la certificazione ISO 37101.
L’appuntamento, ospitato nei giorni scorsi a Oderzo presso la Cantina Opitergium, guidata da Corrado Cester, e moderato dalla giornalista Costanza Fregoni, Direttore di VVQ – Vigne Vini Qualità, ha visto la partecipazione di oltre 200 operatori della filiera, dalle aziende viticole alle case spumantistiche.
Superare la frammentazione per creare un linguaggio comune
Negli ultimi anni, le crescenti esigenze del mercato e delle comunità locali in tema di sostenibilità hanno portato alla diffusione di numerosi standard di certificazione, generando disorientamento, soprattutto in una denominazione vasta e articolata come Prosecco DOC.
Per rispondere a tale complessità, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco ha approvato l’adozione di un approccio inclusivo, che lascia alle aziende la libertà di scegliere il percorso più coerente con le proprie capacità e sensibilità, valorizzando al contempo le pratiche virtuose già in atto e definendo obiettivi condivisi di filiera.
Il Direttore del Consorzio, Luca Giavi, ha illustrato il contesto che rende necessario questo cambio di passo:
«Con 28.000 ettari vitati distribuiti tra due regioni e nove province, da Trieste a Vicenza, la DOC Prosecco rappresenta una delle comunità produttive più grandi e complesse del Paese. La filiera coinvolge 12.000 viticoltori, 1.200 vinificatori e 350 aziende spumantistiche, in un territorio dove sono presenti numerose altre denominazioni, ciascuna con propri criteri e percorsi in materia di sostenibilità».
Per rendere il percorso coerente e misurabile, il Consorzio ha introdotto un sistema di punteggi: ogni iniziativa sostenibile certificata da enti terzi riceverà una valutazione specifica, sviluppata con il coinvolgimento degli stakeholder della filiera e del territorio. Il sistema consente di quantificare l’impatto ambientale, sociale ed economico delle singole aziende e di incentivare le migliori pratiche, anche attraverso strumenti concreti legati alla gestione del potenziale produttivo.
Semplificazione e trasparenza dei dati
Centrale nel progetto è anche la semplificazione dei processi. Grazie alla partnership avviata con l’Istituto Poligrafico – Zecca dello Stato, sarà possibile acquisire i dati relativi alle certificazioni di sostenibilità già in possesso della pubblica amministrazione, riducendo gli oneri burocratici per le aziende.
Il nuovo modello risponde inoltre alle più recenti indicazioni europee (Reg. UE n. 1143/2024), che richiedono alle Denominazioni la redazione periodica di relazioni di sostenibilità basate su informazioni verificabili e comparabili.
Costruire una Comunità Sostenibile
“L’obiettivo è ottenere la certificazione ISO 37101, la norma internazionale per le comunità sostenibili, estendendo il concetto di sostenibilità all’intero ecosistema sociale ed economico della Denominazione”, ha spiegato Leonardo Campigotto, referente scientifico del progetto per il Consorzio Prosecco DOC.
“Il progetto si fonda su due dimensioni integrate: la governance della sostenibilità, a cura del Consorzio – che comprende gestione dei dati, monitoraggio costante, certificazione terza e trasparenza – e la sostenibilità attiva, affidata alle aziende, con indicatori concreti come impronta carbonica e idrica, tutela della biodiversità, gestione dei rifiuti, condizioni del personale e relazioni con la comunità locale“.
È stato evidenziato il carattere flessibile e inclusivo del sistema: le certificazioni già esistenti – Equalitas, VIVA, SQNPI, Biologico e altre – saranno valorizzate e ogni azione sostenibile verificabile contribuirà al punteggio complessivo della filiera.
Ricerca e innovazione come leva strategica
Parallelamente alla governance della sostenibilità, il Consorzio continua a investire in ricerca e innovazione, strumenti fondamentali per rendere la transizione sostenibile concreta e misurabile.
“Ogni anno – ha ricordato Andrea Battistella, responsabile Ricerca e Innovazione del Consorzio – 1,3 milioni di euro, ai quali si aggiungono risorse pubbliche, vengono destinati a progetti sviluppati con Università ed enti di ricerca come CREA e Veneto Agricoltura“.
Gli investimenti riguardano tutti e tre i pilastri della sostenibilità. Sul fronte ambientale includono lo sviluppo di nuove varietà resistenti, l’impiego di tecniche di Evoluzione Assistita per ridurre fino al 50% i trattamenti, il corretto uso dei prodotti fitosanitari e strumenti digitali per il calcolo dell’impronta carbonica e idrica.
Sul piano sociale ed economico, nel 2024 il Consorzio ha favorito la formazione di 700 operatori, avviato progetti di inclusione lavorativa, sviluppato l’Osservatorio Economico e l’Osservatorio del Vino Sfuso, e siglato accordi con un istituto bancario per offrire strumenti finanziari agevolati a supporto della transizione.
Un valore condiviso per il territorio
Dal confronto è emerso infine un elemento chiave: un territorio sostenibile aumenta il proprio valore complessivo, migliora il paesaggio, rafforza l’attrattività turistica ed enoturistica e sostiene l’economia locale.
La certificazione dell’intera comunità Prosecco DOC consentirà di rendere questo valore misurabile e comunicabile in modo trasparente.
Il Consorzio ribadisce così il proprio ruolo di riferimento per il territorio: la sostenibilità non si impone, si costruisce insieme.
“Il Prosecco DOC non si limita a dichiarare la sostenibilità: la ingegnerizza, la misura, la certifica e la mette al servizio del futuro della Denominazione e dell’intera comunità“, conclude il Presidente Giancarlo Guidolin.
Punti chiave
- Certificazione ISO 37101 avviata dal Consorzio per rendere sostenibile l’intera comunità produttiva del Prosecco DOC.
- Sistema a punteggi introdotto per valorizzare ogni certificazione sostenibile riconosciuta da enti terzi indipendenti.
- 28.000 ettari e 12.000 viticoltori coinvolti in un modello flessibile che rispetta le diverse sensibilità aziendali.
- 1,3 milioni di euro annui investiti in ricerca e innovazione per varietà resistenti e riduzione trattamenti.
- Partnership con Istituto Poligrafico Zecca dello Stato per semplificare l’acquisizione dei dati sulle certificazioni esistenti.












































