Vino, alcolici e salute. Oggigiorno il tema della salute e della nutrizione consapevole sono alla portata di tutti. Per molti winelover un buon bicchiere di vino è spesso un momento di conforto e relax dopo una giornata intensa, anche se diverse ricerche ci parlano degli effetti negativi del consumo dell’alcol. C’è chi sostiene, però, che la riduzione dello stress, che si può trovare con un consumo moderato di bevande alcoliche, sia più benefica e che addirittura ciò influisca sulla predisposizione a sviluppare malattie cardiovascolari conseguenti ad uno stile di vita troppo intenso. Un nuovo e recente studio ha presentato risultati promettenti per il consumo moderato di alcol e la riduzione dei segnali cerebrali legati allo stress responsabili delle malattie cardiache.

Ce lo racconta Wine Spectator, che in un interessante articolo di qualche giorno fa, racconta degli studi sviluppati dal dottor Kenechukwu Mezue. Il medico americano ha presentato recentemente al 70° congresso annuale dell’American College of Cardiology i risultati di una approfondita indagine (lo studio non è stato ancora pubblicato). Nella sua ricerca, il dottor Mezue e il suo team di cardiologia presso il Massachusetts General Hospital hanno analizzato i dati del sondaggio Mass General Brigham Biobank, con 53.000 partecipanti, di cui il 60% erano donne e l’età media era di 57 anni.

L’indagine ha classificato l’assunzione di alcol dei soggetti intervistati in quattro categorie: nessuna assunzione, assunzione bassa (meno di un drink a settimana), moderato (da uno a 14 drink a settimana) e alto (più di 14 drink a settimana). Dopodiché sono state controllate le cartelle cliniche degli intervistati per vedere quali soggetti avevano avuto eventi cardiovascolari avversi come infarto e ictus. Dei 53.000 partecipanti, quasi 8.000 avevano sperimentato un grave evento cardiovascolare avverso durante la loro vita. Infine, il dottor Mezue e il suo team hanno esaminato le aree del cervello con maggiore attività e hanno misurato l’attività cerebrale correlata allo stress nell’amigdala, la parte del cervello associata alla paura e allo stress, su 752 partecipanti al sondaggio.

I risultati della ricerca hanno dimostrato che i soggetti che non assumono, o hanno un’assunzione bassa o elevata di alcol hanno mostrato livelli più elevati di attività dell’amigdala rispetto ai soggetti con assunzione moderata. Inoltre i partecipanti che hanno segnalato un consumo moderato di alcol avevano una probabilità inferiore del 20% di avere un evento avverso rispetto al gruppo a basso consumo. Il dottor Mezue ha anche scoperto che l’esercizio e lo yoga erano correlati a livelli più bassi di attività dell’amigdala e ad eventi cardiovascolari avversi. I dati del sondaggio non hanno specificato i tipi di bevande alcoliche, ma il dottor Mezue afferma che ci sono stati dati coerenti sugli effetti positivi del vino. In futuro, i ricercatori sperano di condurre studi che cerchino informazioni più specifiche sui modelli di consumo e distinguano il vino dalla birra e dagli alcolici.

Quali saranno gli sviluppi futuri di questi studi? Il dottor Mezue sostiene che i risultati potrebbero aprire le porte a terapie specifiche. “Quello che abbiamo visto è che c’è un beneficio per le malattie cardiovascolari quando si beve moderatamente” ha dichiarato a WS. Dunque si potrebbero potenzialmente sviluppare soluzioni che avrebbero gli stessi effetti che l’alcol ha sui segnali rilassanti del cervello, riducendo così l’infiammazione e, in sostanza, fornendo una salute migliore.