Recentemente abbiamo avuto l’occasione di riflettere con Sara Norell, Direttrice assortimento, acquisti e approvvigionamento di Systembolaget (monopolio svedese della vendita al dettaglio di bevande alcoliche) su possibilità, strategie, traguardi e sfide del settore vitivinicolo di fronte ai cambiamenti ambientali, sociali ed economici che stiamo affrontando. In particolare abbiamo voluto approfondire la sua testimonianza diretta delle dinamiche del mercato vinicolo svedese in relazione alla sostenibilità.

“La sostenibilità è il centro pulsante di ciò che facciamo” ha subito voluto puntualizzare Norell, sottolineando che la popolazione svedese tende ad essere particolarmente attenta a mantenere comportamenti rispettosi nei confronti dell’ambiente e, sia per i consumatori che per gli imprenditori, il concetto di sostenibilità costituisce un elemento fondamentale nelle scelte di vita.

Norell ha voluto evidenziare che l’Italia, a livello di sostenibilità, ha un ruolo di primo piano in Europa e sta svolgendo un ottimo lavoro, impegnandosi nello sviluppo di filiere e imballaggi sostenibili.

“Entro il 2030, dovremmo ridurre del 50% le nostre emissioni” ha rilevato, quello che si può fare è “continuare a lavorare in modo sostenibile, producendo imballaggi sostenibili e leggeri, scatole di minori dimensioni, tetra pack e bottiglie leggere”.

Systembolaget ha anche deciso di responsabilizzare e agevolare le scelte del cliente, inserendo un marchio che identifichi i prodotti sostenibili e che ne specifichi le caratteristiche. 
Questa scelta, ha continuato Norell, dimostra come la sostenibilità non sia più vincolata al concetto di vino biologico o di packaging sostenibile: “è diventato un punto di vista olistico che riguarda il pensiero in generale e la considerazione che gli svedesi hanno delle varie declinazioni di sostenibilità, tra cui aspetti sociali, sicurezza sul lavoro e salute”. 

Norell ha affermato che il 25,6% dei vini venduti sono biologici ed oltre il 60% di questi vengono venduti in imballaggi sostenibili. Inoltre a marzo di quest’anno il 15% dei vini venduti erano provvisti di un’etichetta che ne certificasse il livello di sostenibilità, ad agosto questa percentuale è salita del 18,6%.
Rispetto all’assortimento di prodotti, anche in questo caso, si è notata una crescita sostanziale, spiega Norell: “A marzo potevamo contare 200 tipi di vini biologici, ad agosto invece ce n’erano già 270”. 

L’analisi di Sara Norell è terminata con una riflessione sulla crisi economica che stiamo vivendo: “Quello che abbiamo visto, anche durante la pandemia, è che nel momento in cui le persone non vanno più al ristorante e scelgono di restare a casa, prestano maggiore attenzione al vino che comprano per il consumo domestico. Sarà veramente interessante vedere cosa succederà, ora che ci stiamo dirigendo verso una recessione economica”. 

La Svezia gode di un’economia stabile, ma in momenti di difficoltà gli svedesi preferiscono godersi del tempo a casa comprando vini che sono esclusivi, ma anche sostenibili. 

La spinta verso l’acquisto di un prodotto sostenibile sembra essere un elemento forte oggi più che mai e, ha concluso Norell, “spero l’Italia continui a lavorare con VIVA ed Equalitas perché è importante avere certificazioni affidabili su cui basarsi. Noi di Systembolaget lavoriamo per rendere più facile la scelta di prodotti sostenibili da parte del consumatore finale”.