Dato l’anno impegnativo appena trascorso, il fascino di scrivere una lista di buone intenzioni per il 2022 è più forte che mai: ma quali sono i propositi che arrivano per restare e quali, invece, sono solo idee sporadiche?
Lo svela Katie Gilsenan, Consumer Insights Manager di GWI, presentando i risultati dell’ultima ricerca di mercato condotta dalla nota società di ricerca.

Sebbene non tutti lo riconoscano, i buoni propositi per l’anno nuovo non sono solo un frivolo passatempo: sono un’indicazione utile e preziosa sullo stato d’animo dei consumatori e su quali siano le loro priorità per l’anno a venire.

Le priorità dei consumatori

Analizzando la ricerca “Zeitgeist” condotta da GWI a novembre, è possibile evidenziare gli elementi che compaiono in cima alla lista delle priorità dei partecipanti al sondaggio. Non è un caso, ad esempio, che le prime 5 intenzioni indicate dai consumatori come “prioritarie” riguardino l’acquisire nuove competenze o il cambiare certi aspetti delle loro vite introducendo delle novità (come mangiare in modo più sano, imparare cose nuove o trascorrere più tempo con la famiglia e gli amici). Questi, dunque, i primi 5 propositi indicati dai partecipanti:

  1. Mangiare cibo più sano
  2. Acquisire nuove competenze o imparare nuovi hobby
  3. Risparmiare più soldi
  4. Concentrarsi sulla salute mentale
  5. Passare più tempo con familiari ed amici.

Gli ultimi 5 propositi sono ugualmente significativi:

  1. Consumare meno carne e prodotti di origine animale
  2. Trovare un/a partner
  3. Fare del volontariato
  4. Guardare meno televisione
  5. Bere meno alcol

Come spiega Gilsenan, molte ricerche condotte da GWI negli anni passati hanno dimostrato che eliminare cattive abitudini o evitare determinati comportamenti sono propositi che si rivelano più fallimentari rispetto ad adottare abitudini nuove o introdurre delle novità nella propria vita. Aggiungere elementi positivi è dunque meglio di togliere elementi negativi, secondo le indagini.
Ciò, fra le altre cose, sottolinea l’importanza di fissare obiettivi realistici e gratificanti: un proposito, infatti, non dovrebbe prendere le sembianze di una punizione o di un lavoro faticoso.

Resta da capire come si inserisce il vino in questo contesto di riduzione del consumo di alcolici: molti intervistati, infatti, riferiscono di voler virare verso opzioni no- o low-alcohol per raggiungere uno stile di vita più salutare, in cui il benessere possa convivere con il piacere di avere nel bicchiere una bevanda appagante. Come possono inserirsi i brand di vino in queste nuove dinamiche di acquisto?

La pandemia ha spinto molte persone a rivalutare le proprie priorità e a capire cosa le rende veramente felici, portandole ad essere (secondo Gilsenan) più sensibili a temi relativi al significato di prodotti ed esperienze. Per i brand, il consiglio è quello di appoggiarsi alla mentalità positiva dei consumatori riguardo a comportamenti sani e consapevoli per riuscire a coinvolgerli nella propria filosofia aziendale.

Viaggiare di più

Negli USA e nel Regno Unito, “viaggiare di più” è il proposito che ha visto il maggiore aumento di popolarità fra i partecipanti al sondaggio durante l’ultimo anno. Il 36% di questo gruppo afferma che viaggiare di più sia uno dei propri buoni propositi per il nuovo anno; un aumento significativo rispetto al 29% del 2020.
Come illustrato in una recente ricerca dell’ABTA, recuperare i viaggi persi durante la pandemia è una tendenza che sta emergendo sempre di più fra i consumatori.

A livello globale, l’ottimismo relativo alle finanze personali è cresciuto rispetto allo scorso anno, raggiungendo il 57% dei partecipanti nel terzo trimestre del 2021. Inoltre, quasi il 40% dei consumatori in 7 mercati afferma che la cura personale (fisica e mentale) sia diventata più importante per loro nell’ultimo anno. Questa maggiore fiducia finanziaria e personale, unita al bisogno di avventura e al desiderio di concedersi il lusso, favorirà i brand che nel 2022 sapranno interpretare i bisogni dei consumatori ed intercettare le loro necessità.

Salute mentale e cura personale

I dati emersi dalle ricerche di GWI in USA evidenziano che ansia e stress sono aumentati trasversalmente in tutte le generazioni durante l’ultimo anno, colpendo maggiormente i giovani. Non c’è da stupirsi, quindi, che le buone intenzioni incentrate sullo stare bene (come concentrarsi sulla salute mentale) facciano parte dei primi 5 propositi.

Per i brand, questo si traduce nella necessità di garantire che messaggi e campagne siano positivi e motivanti, senza dimenticare che, nel 2022, vincerà chi troverà il modo di arricchire la vita dei consumatori senza togliere loro nulla.