Nel Regno Unito il settore della ristorazione sta registrando una forte ripresa, dopo aver subito un duro colpo negli ultimi due anni. Tuttavia, il futuro delle bevande alcoliche sembra più insicuro e fragile e la quota dei prodotti più costosi e di qualità appare sempre più schiacciata dal costo della vita in costante aumento.  

Già nella seconda settimana di novembre, il conto alla rovescia per il Natale è iniziato ed in questo periodo ci si gioca tutto. Sebbene il costo della vita sia in continuo aumento ed il potere d’acquisto in contrazione, la prospettiva del primo Natale in quattro anni senza restrizioni significa che i ristoratori potranno finalmente sfruttare appieno le feste natalizie, dato che le ultime sei settimane di vendite possono rappresentare, negli anni migliori, un quinto o addirittura un quarto del fatturato annuale.

È incoraggiante notare che il mercato della ristorazione ha mostrato segni di forte ripresa nell’ultimo anno. Come riporta il sito Harpers UK, le previsioni di Lumina Intelligence – agenzia di analisi di mercato focalizzata sul settore food and beverage – sul mercato on-trade del Regno Unito mostrano che il settore dovrebbe aver ripreso il valore perso negli anni pandemici ed entro la fine dell’anno dovrebbe raggiungere i 18,1 miliardi di sterline. Tuttavia, quando la domanda si sposta sulle bevande alcoliche, la visione diventa meno chiara e rosea. 

Se confrontato con il mercato totale dei ristoranti, che comprende una vasta gamma di caffè e fast-food, l’impatto del calo degli alcolici è evidente. La spesa media a pranzo e a cena è diminuita del 20% e del 12% rispetto al 2021 (12 settimane fino al 2 settembre 2022), e il calo è dovuto al fatto che i consumatori, soprattutto i più giovani, hanno rinunciato ad acquistare bevande in abbinamento al cibo. Le nuove generazioni si stanno allontanando da quelle che considerano bevande costose.

Nel Regno Unito la quota di cocktail e distillati nella categoria totale degli alcolici è scesa rispettivamente del -4,1% e del -1,3% nelle 12 settimane fino al 2 settembre 2022, poiché i giovani tra i 18 e i 34 anni hanno optato per bevande meno costose o hanno rinunciato del tutto all’acquisto.
L’analisi di Lumina Intelligence fa emergere che i consumatori più giovani sono i più colpiti dall’incertezza economica e ciò si riflette nella flessione dei consumi di alcol, compresi vino e cocktail.

Le imprese, tuttavia, sono passate all’attacco. Con l’inflazione galoppante e una spesa media in calo, pub, bar e ristoranti hanno ampliato le loro possibilità di vendita aumentando i portafogli. Secondo Lumina Intelligence, nel Regno Unito tra giugno e settembre, le gamme di bevande alcoliche di ristoranti e pub sono cresciute rispettivamente dell’1,4% e del 6,5%, nella comprensibile speranza che una scelta più ampia porti ad una maggiore probabilità di acquistare bevande durante i pasti.

È chiaro che questo è il momento di puntare su quegli aspetti che rendono il periodo natalizio così redditizio. C’è un grande interesse per gli extra a valore aggiunto e le bevande premium, se l’offerta è di qualità e il messaggio adeguato. E se questi presupposti sono presenti, non c’è motivo per cui le previsioni di quest’inverno non debbano essere positive.