La società di consulenza Salisbury Creative Group ha analizzato 500 siti web e pagine social aziendali di cantine per capire gli sviluppi ed i livelli raggiunti nella vendita di vino online. I risultati sono stati illuminanti ed anche un po’ inquietanti.

Data la natura competitiva dell’industria del vino ed il più alto livello mai registrato nell’acquisto di vino online, era pronosticabile un livello di capacità e disponibilità maggiori a vendere vino sul web.

In sostanza sono emerse queste evidenze:

  1. La stragrande maggioranza dei siti web delle cantine hanno form per iscriversi alla mailing list mal strutturati,
  2. Esiste una correlazione abbastanza profonda tra la presenza di link ai social sui siti web delle cantine e il numero di follower sui social.
  3. La maggior parte delle cantine non sta ancora sfruttando adeguatamente la pubblicità su Facebook e Instagram (al di là del semplice aumento dei post).
  4. Risulta evidente la mancanza di comprensione di ciò che serve veramente per avere successo nella vendita di vino online.

1 – La stragrande maggioranza dei siti web delle cantine hanno form di iscrizione alla newsletter mal funzionanti e mal strutturati.

C’è una correlazione diretta tra la la grandezza del database di contatti email di un’azienda vinicola e la capacità di vendere vino online direttamente al consumatore. Questo vale anche per il trade.

L’importanza di far crescere continuamente la lista di email di consumatori ben qualificati e acquirenti commerciali deve rappresentare una priorità per chi si occupa di vendita e marketing all’interno di un’azienda vinicola.

Ma è abbastanza emblematico scoprire che più del 90% delle cantine intervistate da Salisbury Creative Group hanno solo un “touch point” sul loro sito web per iscriversi alla newsletter.

 data-cke-saved-src=

Inoltre meno di un quarto delle 500 cantine intervistate ha fornito una ragione convincente per iscriversi alla sua mailing list. Data l’estrema competitività nell’industria del vino, si potrebbe pensare che forme banali di persiasione come “Iscriviti alla nostra newsletter” siano rari.  Ma sono la maggioranza.

Solo il 21% delle aziende vinicole forniscono ragioni convincenti per iscriversi alla mailing list, questi sono alcuni esempi:

  • Accesso a offerte speciali
  • Accesso alle edizioni limitate
  • Avvisi relativi agli eventi della cantina
  • Possibilità della spedizione gratuita
  • Spedizione notturna
  • % di sconto sul primo ordine
  • Accesso alle esperienze VIP

Alcuni degli incentivi più creativi e intelligenti includono la possibilità di accedere a:

  • Spedizione a temperatura controllata
  • Ricette di cocktail a base di vino, abbinamenti cibo-vino, ecc.
  • Risorse formative sul vino
  • Regali aziendali
  • Una promessa scritta di non inviare troppe e-mail
  • Sconti a sorpresa
  • Offerte esclusive solo via e-mail

E’ facile capire quali aziende vinicole si impegnano realmente nell’email marketing con l’obiettivo di vendere più vino online. Ma è inquietante notare che la maggior parte delle aziende vinicole non diano importanza a questo aspetto, ritenendolo banale e non dandogli valore.

Un altro modo per aumentare gli iscritti alla propria mailing list sono i pop-up. Siamo d’accordo, i i pop-up risultano fastidiosi, ma rimane il fatto che funzionano nel convertire i visitatori del sito in iscritti alla mailing list.

2) I siti web delle cantine che hanno il link alla pagina Facebook hanno il doppio dei follower rispetto a quelli che non ce l’hanno. Per Instagram, la differenza è ancora maggiore.

Uno dei modi più semplici per aumentare la portata e l’awareness del tuo brand è la presenza sul sito web aziendale dei link alle pagine social.
Così facile che si potrebbe pensare che tutte le aziende vinicole lo facciano, in realtà quasi un quarto non lo fa. Questa statistica di Salisbury Creative Group include le cantine che hanno un link alle pagine social sul loro sito web, ma il link effettivamente non funziona.

L’indagine su 500 siti web di cantine e la loro corrispondente pagina Facebook ha mostrato che le cantine con un link funzionante (78%) hanno il doppio dei follower su Facebook rispetto a quelle che non hanno un link o non è funzionante. Per Instagram il quadro è un po’ più cupo. Solo il 74% delle 500 cantine prese in considerazione ha un link funzionante al proprio profilo Instagram e queste hanno un numero di follower maggiore di 3,5 volte.

 data-cke-saved-src=

3) La maggior parte delle aziende vinicole non sta ancora sfruttando adeguatamente le inserzioni su Facebook e Instagram.

Le campagne pubblicitarie su Facebook non sono così semplici come si potrebbe pensare, gestire il Business Manager è piuttosto complesso.

Ma la complessità e la difficoltà non cambiano il dato per cui Facebook è la piattaforma di marketing più sorprendente della storia e la buona notizia è che è disponibile per tutte le aziende, non importa quanto piccole.

Per soli 5 dollari al giorno, qualsiasi azienda vinicola può raggiungere migliaia di potenziali clienti ogni mese. Non è possibile vendere il vino a qualcuno che non sa che esisti. E le probabilità di aumentare gli iscritti alla newsletter sono estremamente basse se non si utilizzano gli strumenti di advertising di Facebook e Instagram per raggiungerli.

 data-cke-saved-src=

I risultati della ricerca di Salisbury Creative Group hanno mostrato che il 30% delle aziende vinicole non fa advertising su Facebook ed il 39% dei siti web delle aziende vinicole non utilizza i pixel di Facebook (il pixel di Facebook è un codice che si applica al sito web e che consente di misurare l’efficacia delle inserzioni, ndr). Questo la dice lunga sull’attuale livello di preparazione delle cantine nella vendita online.

4) Altri risultati dell’indagine.

Durante la visita dei 500 siti web di aziende vinicole presi in considerazione per questa indagine, sono emerse alcune osservazioni generali:

  • Pagine lente da caricare
  • Immagini di bassa qualità
  • Mancanza di contenuti di qualità nei blog (i blog erano inesistenti, troppo brevi, o poco curati)
  • Mancanza di alt-text sulle immagini
  • Non sono mobile-friendly

Alcuni siti web sono brutti, obsoleti e superati. Alcuni segnali sono:

  • Troppo testo
  • Nessuno spazio bianco
  • Nessun percorso utente chiaro
  • Nessuna call to action
  • Nessun certificato SSL

Analisi dei risultati complessivi.

I risultati complessivi dell’indagine di Salisbury Creative Group mostrano una mancanza di comprensione dell’importanza dell’email marketing nella vendita di vino online. La sola newsletter non è più una strategia vincente. 
Nel settore c’è un diffuso livello di mediocrità e mancanza di comprensione di cosa funziona e cosa no nell’ambiente estremamente competitivo di oggi.

La conclusione che se ne trae è quella di valutare seriamente la strategia di email marketing della propria azienda e di farne una priorità massima.
Fare un grande vino non è più sufficiente. Vendere vino online è una questione seria che richiede un approccio serio.