Il terremoto economico provocato dall’emergenza Covid-19 ha interessato il settore del vino statunitense a partire da marzo 2020, le restrizioni hanno portato al più rapido declino dell’occupazione nella storia degli Stati Uniti.
Questa recessione ha danneggiato in modo particolare i settori del tempo libero, dell’ospitalità, del turismo e, naturalmente, le piccole aziende vinicole.
Ha anche colpito maggiormente i lavoratori a basso salario rispetto a quelli con un reddito più elevato.

Ma gli ultimi dati disponibili descrivono una repentina ripresa che coinvolge sia le vendite che l’occupazione nel settore.
Ibisworld.com ha dichiarato che attualmente gli addetti impiegati nell’industria del vino negli Stati Uniti sono 47.684, una crescita media dell’1,2% negli ultimi 5 anni tra il 2016 e il 2021.
L’industria del vino negli Stati Uniti per numero di occupati si posiziona all’80° posto tra i settori manifatturieri, una azienda statunitense di medie dimensioni impiega mediamente 6.9 dipendenti.

I dati di Winejobs.com delineano un trend in crescita. A questa crescita hanno contribuito in particolar modo le richieste di lavoratori impiegati nei ruoli DtC, tra cui gli operatori nelle sale di degustazione ed il personale di vendita al dettaglio. Sono cresciuti anche gli addetti nei ruoli di vinificazione e produzione e con l’avanzamento della vendemmia, anche la domanda di lavoratori in vigna ha mostrato un innalzamento.

I dati per la prima metà dell’anno indicano che negli Stati Uniti il mercato del lavoro nel settore del vino si è completamente ripreso, con un indice di attività a +72% rispetto all’anno scorso e +9% rispetto al 2019.

Chiaramente questa crescita è direttamente collegata all’incremento delle vendite di vino che sono cresciute del 3% rispetto allo scorso anno a $ 50,1 miliardi nei 12 mesi terminati a giugno. Incoraggiate dalla ripresa del settore on-premise, le vendite nel solo mese di giugno sono state di $ 4,9 miliardi, con un aumento del 24% rispetto al mese precedente.

La spesa per i vini da tavola, comprese le importazioni, è aumentata del 4%, mentre si rileva un calo di oltre il 3% della spesa dei consumatori per gli spumanti. 

Valore vendite off-premise
Le vendite off-premise, dopo una consistente crescita tra ottobre e dicembre 2020, hanno subito un arresto ed una flessione nei primi 6 mesi del 2021.
Le vendite off-premise di vini da tavola e spumanti a giugno 2021 hanno raggiunto i 902 milioni di dollari, in calo del 9% rispetto all’anno precedente.

I dati delle ultime 52 settimane indicano la persistenza dei modelli di acquisto dell’anno scorso. Le vendite di vino da tavola sono aumentate del 4% a $ 12,2 miliardi, mentre le vendite di spumante sono aumentate del 14% a $ 872 milioni.

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Valore vendite on-premise
Nonostante i dati siano ancora negativi, CGA Strategy indica che le vendite di vino on-premise, durante le 52 settimane terminate il 22 maggio, hanno iniziato a risalire, raggiungendo un totale di quasi 8 miliardi di dollari.
I vini nazionali hanno totalizzato vendite per 5,2 miliardi di dollari, mentre i vini importati hanno toccato i 2,6 miliardi di dollari in valore.

Sebbene il calo sia ancora del 48% rispetto all’anno precedente, si tratta di una inversione di rotta rispetto al calo del 66% registrato nelle prime 52 settimane della pandemia. 

Gli spumanti hanno registrato una flessione in valore del 44% a 984,8 milioni di dollari, mentre i vini da tavola hanno subito un calo del 49%. Tra i vini da tavola, i vini bianchi hanno registrato il calo più significativo assieme ai rosati (49%).

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