Wine2wine 2019 si apre con la testimonianza cruda ed emozionante di Yannick Benjamin, cofondatore di Yannick descrive la sua vicenda umana e professionale, un flusso coinvolgente di esperienze che attira subito l’attenzione della platea presente all’Auditorium di VeronaFiere.

Cresciuto ad Hell’s Kitchen, quartiere periferico e multietnico di NY, dopo una infanzia non facile muove i primi passi nel mondo della ristorazione alla tenera età di 13 anni. La sua capacità e il suo carattere lo aiutano a crescere ed a scalare rapidamente le posizioni di responsabilità. Nonostante il padre (anch’egli ristoratore) lo sconsigli fortemente di intraprendere questa carriera, Yannick capisce ben presto che la sua vocazione è l’hospitality, la sua capacità di far vivere un’esperienza al cliente, un retaggio della cultura francese e cattolica della famiglia, come lui stesso dichiara. 
Nel 2003 all’età di 25 anni un incidente automobilistico lo rende disabile dalla vita in giù, una tragedia difficile da superare per un uomo giovane e rampante come Yannick. Da quel momento cambia atteggiamento nei confronti della vita: “ho capito che non erano gli altri che dovevano conoscermi, ero io che dovevo propormi e farmi conoscere per quello che ero, lavorando sulla mia attitudine principale, la capacità di soddisfare il cliente”.
Da questa importante riflessione nasce Wheeling Forward, no-profit che Yannick descrive con particolare enfasi e trasporto. Fondata grazie all’aiuto del suo migliore amico Alex Elegudin, l’associazione fornisce orientamento e risorse alle persone disabili al fine di raggiungere gli obiettivi, con un’attenzione particolare ai risultati scolastici, all’ottenimento di un impiego, alla salute e al benessere, all’integrazione nella comunità, all’acquisizione di alloggi e alla realizzazione personale.
Nell’ambito professionale si rimbocca le maniche e dota la propria sedia a rotelle di un tavolo che gli permette di lavorare in sala come sommelier. Descrive le estreme difficoltà che ha dovuto affrontare: inserirsi nel mondo della ristorazione per un disabile è una sfida logorante. Ciò nonostante due anni dopo incontra Jean-Luc Le Dû, leggendario sommelier newyorchese e proprietario di Yannick dal palco dell’Auditorium trasmette energia e personalità, l’elemento che colpisce maggiormente della sua biografia è la capacità di ottenere risultati su più fronti, impegnandosi dal punto di vista personale, sociale, formativo e professionale. La sua esperienza e l’importanza di mettere al centro della propria vita privata e professionale il concetto di hospitality, è un grande insegnamento che Yannick ci lascia in eredità.