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News Venerdi 12 Marzo 2021

Addio Steven Spurrier, "gentleman" del vino mondiale

Con la scomparsa di uno dei più noti e apprezzati esperti di vino mondiale viene a mancare un "signore" del vino che è stato capace di comunicare in maniera straordinaria i valori del vino a livello internazionale.

di Michèle Shah

Sono stati scritti tanti tributi in questi giorni in ricordo di Steven Spurrier, uno dei più grandi intenditori di vino dei nostri tempi, che è stato da molti definito il “gentleman" del wine trade. Spurrier è morto nella sua casa del Dorset all’età di 80 anni.

Steven Spurrier è stato un vero e proprio luminare nel mondo del vino. Già all’età di 13 anni, dopo aver assaggiato un magnifico Cockburn's 1908, comprese che voleva lavorare nel settore del vino e così fece, dedicando il suo entusiasmo a una vita di avventure che l’ha portato ad essere educatore, critico enologico, degustatore e scrittore. Ma sarà ricordato anche per essere stato sempre elegante, modesto e generoso.

Spurrier entrò nel mondo del vino nel 1964 come apprendista presso il più antico commerciante di vino di Londra Christopher and Co. Nel 1970 il suo trasferimento a Parigi dove acquistò una piccola enoteca chiamata Les Caves de la Madeleine, situata in un passaggio al largo di Rue Royale. Essendo un uomo di lunghe visioni, ha lasciato il segno incoraggiando i clienti a degustare i vini prima di acquistarli, facendo diventare la sua enoteca uno dei luoghi più apprezzati nella diffusione della cultura del vino.

Nel 1973 ha fondato L'Academie du Vin, la prima scuola enologica indipendente di Francia a Parigi, ma la sua vera svolta e fama nel mondo del vino è arrivata nel 1976, quando ha organizzato il famoso Judgement of Paris” (Giudizio di Parigi), la prima degustazione alla cieca tra vini  francesi e californiani. Dalla degustazione risultarono vincenti alcuni Chardonnay e Cabernet Sauvignon californiani  rispetto a più prestigiosi vini di Borgogna e Bordeaux. Un risultato che comunque fu rivoluzionario nel mondo del vino e per il quale Spurrier sarà sempre ricordato.

Nel 1988 Steven Spurrier vende la sua enoteca a Parigi per tornare nel Regno Unito diventare un consulente di vino e giornalista. Divenne così direttore del Christies Wine Course, che ha fondò con l'allora direttore del dipartimento del vino, Michael Broadbent. Assunse anche il ruolo di consulente del vino per la Singapore Airline e molti lo ricorderanno anche come uno dei collaboratori più autorevoli della rivista Decanter e presidente del Decanter Wine Awards.

E’ in questo suo ruolo che mi ha consentito di incontrare spesso Spurrier, essendo stata per sette anni giudice nella giuria per l’Italia. Fin da subito mi ha colpito sia per la conoscenza dell’italiano ma anche per la sua grande competenza sui vini di qualsiasi provenienza.

Durante i concorsi enologici il ruolo di Steven era sempre quello di dare la sua opinione finale su quei vini che erano oggetto di discussione e di divisioni all’interno delle commissioni che non consentivano di arrivare ad un punteggio unanime. I suoi interventi sono sempre stati in grado di fare assoluta chiarezza grazie alla sua straordinaria competenza e obiettività.

Durante i miei anni come critico enologico è stato sempre un piacere incontrare Steven ai vari eventi enologici italiani. In particolare ricordo le degustazioni di vino siciliano, che nel mio ruolo di consulente per lo sviluppo internazionale dell'IRVOS (Istituto Regionale Vini Oli di Sicilia) dal 2010 al 2013 io e Fabio Piccoli abbiamo organizzato Wine of Sicily insieme a Jane Hunt MW di Hunt & Coady. Tre di questi eventi si sono svolti a Londra e Steven fu sempre presente mostrando il massimo interesse per i vini siciliani e i suoi produttori.

Durante i suoi numerosi viaggi in Italia e in particolare alle degustazioni delle Anteprime in Toscana, Spurrier è stato insignito nel 2019 del titolo di Ambasciatore del Chianti Classico con l'obiettivo di creare una rete di Gallo Nero Ambassador nei suoi principali mercati. Un riconoscimento che all’epoca il presidente del Consorzio Giovanni Manetti commentò così: “sono personalmente gratificato e onorato che un prestigioso leader della comunità del vino come Steven abbia accettato con tanta entusiasmo il nostro riconoscimento”. E Spurrier rispose:Assistito alle anteprime del Chianti Classico da più di 20 anni, ma bevo Chianti Classico da più di 50. Mi viene spesso chiesto di esprimere un'opinione sul mio vino preferito, e rispondo sempre che ci sono troppi vini eccellenti per sceglierne solo uno; ma se c'è un vino che vorrei sempre nella mia cantina, quel vino è il Chianti Classico, e grazie alla sua eccellente qualità, oggi è più vero che mai ”.

Sempre riguardo al Chianti Classico, Spurrier, più di dieci anni prima di ricevere l’importante riconoscimento disse: "Ecco una previsione per voi. All'inizio del prossimo decennio, il Chianti Classico sostituirà in cantina il Médoc in molti amanti del vino. La semplice ragione è che il Chianti Classico è ancora guidato dai vigneti, mentre il Médoc è oggi guidato dal mercato. Il risultato sono vini con energia e individualità da un lato e concentrazione semi-standardizzata dall'altro ”. (Decanter, ottobre 2007)

Come uomo di visone e sempre alla ricerca di nuova sfide, nel 2008, Steven e sua moglie Bella hanno piantato 10 ettari di vigne nell'allevamento di pecore della sua famiglia nel Dorset, lanciando il loro vino spumante, Bride Valley Vineyard, nel 2011. Spurrier è sempre stato decisamente ottimista sul futuro dello spumante inglese e Bride Valley Vineyard è oggi riconosciuto come uno sparkling inglese di qualità superiore.

Il successo internazionale di Spurrier lo ha portato a fondare numerose accademie del vino in diversi Paesi, tra cui una a Roma, The Wine Society of India e l'Académie du Vin in Giappone.

Le persone spesso pensano che i critici del vino siano unidimensionali, ma Spurrier aveva molti interessi, non ultimo quello dell'arte che l’ha portato a realizzare una sua incredibile collezione d'arte iniziata fin da adolescente. La sua casa nel Dorset è la testimonianza delle numerose sculture e dipinti che collezionava sin dalla gioventù.

Tra i tanti necrologi che ho letto in questi giorni vorrei riportare due citazioni di colleghi del mondo del vino a lui più vicini.

Modesto fino alla fine, poco prima della sua morte Steven Spurrier ha raccontato alla nota Master of wine Jancis Robinson le sue due più grandi passioni, oltre a sua moglie Bella e ai loro figli, Christian e Kate: "Ho amato il vino - e l'arte - per tutta la vita, e le persone meravigliose che ho avuto la fortuna di incontrare e forse di ispirare ".

"Era, soprattutto, un disinteressato promotore di vino e di persone", ha detto Bartholomew Broadbent (figlio di Michael Broadbent). Non aveva ego né illusioni di grandezza. Era affascinante e modesto. Amava la vita e l'ha vissuta appieno ".

Steven Spurrier è stato un'ispirazione per tutti noi nel mondo del vino e ci mancherà davvero, i nostri pensieri e vicinanza vanno a sua moglie Bella e ai loro figli, Christian e Kate.