Il mercato del vino in Germania riflette una situazione dolceamara per i produttori italiani:
- Da una parte, secondo il German Wine Institute (DWI), il consumo di vino in rapporto alla popolazione presa in esame è sceso da 19,9 a 19,2 litri pro capite durante un arco temporale che va dal 1° Agosto 2022 al 31 Luglio 2023
- Dall’altra, invece, l’export di vino italiano in Germania nei primi 10 mesi del 2023 segnano una crescita del +4,8% con un valore totale di 980,4 milioni di euro.
Per avere una panoramica completa abbiamo chiesto il punto di vista di Lars Seyfrid, gestore delle operazioni presso Interpartner Weinimport, azienda importatrice specializzata in vini e liquori con sede a Norderstedt, una frazione della città di Amburgo.
“I vini italiani nel mercato tedesco sono essenziali – spiega Seyfrid –, ma restano difficili da commercializzare perché sono ampiamente disponibili nei supermercati specializzati in Germania e su internet, spesso con prezzi vantaggiosi che aumentano la competizione”.
Il gestore delle operazioni di Interpartner Weinimport aggiunge che l’attenzione del consumatore tedesco nei confronti delle etichette italiane è spesso riservata alle regioni e ai vitigni più tradizionali e conosciuti – come il Prosecco e il Primitivo – e questo lascia poco spazio ad altri brand italiani meno conosciuti.
“Il cliente tedesco – prosegue Seyfrid – preferisce ciò che è già consolidato ed è poco propenso a ricercare prodotti sconosciuti. Tuttavia, una buona comunicazione e un’ottima campagna di marketing potrebbero esaltare anche aziende meno conosciute. Infatti, la Germania è un paese diversificato ed il successo di un’etichetta può variare considerevolmente a seconda della regione in cui viene commercializzata. Per esempio, i consumatori del Sud della Germania privilegiano vini secchi, mentre al Nord si preferiscono vini con un grado di residuo zuccherino”.
E, proprio in merito alla comunicazione, Seyfrid sostiene che è indispensabile una collaborazione tra istituzioni e tra aziende:
“Sono un sostenitore della comunicazione coordinata e collettiva, piuttosto che sulla promozione individuale. Le Istituzioni Italiane e gli Enti Ufficiali dovrebbero organizzare degustazioni riservate agli addetti ai lavori e ai clienti. Lavorare insieme per promuovere meglio i vini italiani”.
Indispensabile, infine, anche tenere conto dei trend in atto:
“Ci aspettiamo un calo dei prezzi – conclude Seyfrid – a causa della domanda complessiva di bevande alcoliche in diminuzione. Le aziende che non adattano il proprio listino prezzi alle tendenze attuali saranno superate da alternative più economiche e convenienti”.












































