The Gentlemen è la nuova serie d’azione di Guy Ritchie pubblicata su Netflix lo scorso Marzo.
Lungo le puntate si racconta la storia del secondogenito Edward Horniman – interpretato da Theo James – il quale eredita dal padre il patrimonio di famiglia, il titolo di duca e, oltre alla lucrativa produzione di marijuana che si trova nei sotterranei della tenuta, anche una cantina che contiene vini rari dal valore di centinaia di migliaia di sterline.
Indipendentemente dalla trama, durante la prima puntata appare una scena interessante che ha come focus principale il vino, in particolare un Romanée Conti del 2002.
Stanley Johnston – interpretato da Giancarlo Esposito –, un milionario americano interessato ad acquistare la tenuta del neo duca, durante la trattativa di vendita chiede ad Edward Horniman: “Do you drink wine?” (“Lei beve il vino?”).
La scena successiva riprende in primo piano una bottiglia di vino (di cui ancora non si è vista l’etichetta), mentre viene versata in un decanter attraverso un filtro da caffè.

Nonostante subito dopo il focus venga spostato nuovamente su Johnston ed il duca mentre sono intenti a continuare la compravendita, in secondo piano si continua a vedere il collaboratore dell’americano che prende la bottiglia (appena svuotata nel decanter), ci versa all’interno dell’acqua, la rotea per sciacquarla e la svuota.
L’assistente di Johnston porta poi il tappo della bottiglia all’americano: “I hope you don’t disapprove the way I prefer my wine presented in breaking the tradition.” (“Spero che non disapprovi il modo in cui preferisco presentare il mio vino. Rompendo con la tradizione.”).
Sullo schermo, questa volta in primo piano, viene nuovamente mostrato il vino versato tramite un filtro da caffè e Johnston prosegue: “I like to decant and clean the liquid.” (“Mi piace far decantare e ripulire il liquido”).
Mentre viene mostrata la bottiglia che viene sciacquata e, subito dopo, il collaboratore dell’americano che versa il vino dal decanter alla bottiglia originaria tramite un imbuto di vetro, Johnston continua a spiegare: ““Clear the bottle of any sediment. Then return the wine so it can be enjoyed in its original housing.” (“Liberare la bottiglia da ogni sedimento. Poi rimettervi il vino affinché venga degustato nella sua dimora originale”).
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L’assistente versa quindi il vino in due calici e li presenta a Stanley Johnston ed Edward Horniman.
Entrambi procedono all’analisi olfattiva del vino e, subito dopo, si vede in primo piano di che vino si tratta.

Romanée conti 2002.
La scena prosegue poi con Johnston e Horniman mentre parlano di Domaine de la Romanée Conti.
Johnston: “Are you a fan of DRC?” (“Lei è un fan del DRC?”)
Horniman: “I’m more of a Bordeaux man myself. But my father, he was all about the Burgundy. He collected the DRC.. Have you ever tried an ’82?” (“Sono più un tipo da Bordeaux. Ma mio padre era fissato con la Borgogna. Collezionava DRC. Ha mai provato un’82?”).
Sullo schermo compaiono “D-R-Conti ’82 – 20.000 sterline per bottiglia – 6 casse rimanenti al mondo”. Johnston: “I understand there are only six cases left in the world” (“Mi risulta che ce ne siano solo sei casse al mondo”).
Horniman: “8, actually. Two belong to the crown Estate, one belongs to the Archduke of Moldova. And the rest… Well they’re in our cellar. Along with two cases of the ‘45” (“Otto in realtà. Due appartengono alla Corona, una appartiene all’arciduca di Moldavia e le restanti… Sono nella nostra cantina. Insieme a due casse del ‘45”).
In sovraimpressione: “D-R-Conti ’45 l’ultima cassa venduta all’asta per 1 milione e 2 mila sterline”.
Indipendentemente dall’eccentricità della scena stessa, la decantazione è un’operazione che si effettua per eliminare i sedimenti ed esaltare le caratteristiche proprie del vino travasandolo dal contenitore originale (la bottiglia) in un altro recipiente (un Decanter). Con l’aiuto di una fonte luminosa – generalmente una candela – si inizia a versare il vino nel decanter e si interrompe l’azione quando si notano i primi sedimenti raggiungere il collo della bottiglia.
Ma qual è l’opinione degli esperti in merito all’operazione di decantazione mostrata in The Gentlemen?
Nicholas Schulman – Wine Director per RPM Italian Restaurants – spiega: “Prima di tutto, la capsula è stata tagliata nel modo sbagliato: troppo in alto sul collo della bottiglia, rischiando di alterare un vino da 40.000 sterline qualora la capsula ne fosse venuta a contatto mentre viene versato. Inoltre, l’acqua ha un pH diverso da quello del vino e non dovrebbe mai essere usata per pulire una bottiglia vuota se poi il vino vi viene versato nuovamente, perché si potrebbe alterare il carattere del prodotto”. “Infine – conclude Schulman – “l’atto di filtrare un Grand Cru Borgogna maturo e di questa qualità attraverso un filtro da caffè mi è sembrato un sacrilegio”.
Proprio in merito all’utilizzo del filtro da caffè, è intervenuta anche Jennifer Waitte – scrittrice, giornalista e proprietaria di Tamber Bey Vineyards – la quale ha scritto: “Penso che Edward Horniman avrebbe dovuto sparare a Johnston. Decantare questo vino attraverso un filtro da caffè significa eliminarne gran parte del suo carattere. Sciacquare la bottiglia per rimuovere i sedimenti è come strapparne le radici. Ho trovato entrambi gli atti profondamente irrispettosi nei confronti di una storica bottiglia di DRC”.
In generale, sia nelle serie tv che nei film è difficile che si affronti correttamente l’uso ed il consumo degli alcolici, in questo caso del vino.
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Basti pensare a tutti quei protagonisti che, nel bel mezzo della giornata lavorativa, sono intenti a tracannarsi interi bicchieri di superalcolici, neat, senza ghiaccio, per trovare un momento di relax e conforto.
Sicuramente, nel caso di The Gentlemen, Guy Ritchie ha voluto intenzionalmente esasperare il concetto di lusso ed eccentricità per il personaggio di Stanley Johnston. E ne è nata una pratica di decantazione strana ed inusuale, che nessun esperto di vino adotterebbe mai, ma che resta comunque perfetta all’interno delle caratteristiche di un personaggio eccentrico come quello interpretato da Giancarlo Esposito.












































