La vendemmia turistica sta rapidamente guadagnando popolarità come una delle esperienze più coinvolgenti nel mondo dell’enoturismo. Questo fenomeno, che si distingue nettamente dalla tradizionale vendemmia, permette ai visitatori di immergersi nelle tradizioni vitivinicole, offrendo un assaggio autentico della vita in vigna.

Cos’è la vendemmia turistica?

La vendemmia turistica si riferisce all’attività di raccolta dell’uva svolta dai turisti in modo non retribuito e di breve durata. Questa esperienza, organizzata in appositi spazi all’interno delle aziende vitivinicole, è strettamente legata al soggiorno in strutture ricettive locali e alla visita e degustazione delle cantine. Si tratta quindi di un’attività ricreativa e culturale che consente ai partecipanti di scoprire dove tutto ha inizio, raccogliendo i grappoli direttamente dalla vite.

La vendemmia turistica non solo avvicina i visitatori al mondo del vino, ma rivitalizza anche il concetto di agricoltura condivisa. Questa attività offre un’esperienza unica, permettendo agli appassionati di vivere momenti di simbiosi con le produzioni e il quotidiano delle aziende vitivinicole. È una dimostrazione del dinamismo e della capacità di innovare del settore agricolo, creando esperienze autentiche che valorizzano il territorio.

Norme e sicurezza: le regole della vendemmia turistica

Nel 2023, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e l’Associazione Nazionale Città del Vino hanno siglato un protocollo d’intesa per regolamentare la vendemmia turistica a livello nazionale. Questo accordo stabilisce che le attività di vendemmia turistica debbano rispettare precise condizioni, tra cui:

  • Essa non comporta l’erogazione di alcun emolumento in denaro o in natura (art. 2) e deve essere:
  • Ristretta a poche ore, alternativamente al mattino o al pomeriggio;
  • Non può essere svolta nella stessa settimana per più di due volte presso la stessa azienda;
  • I filari della vendemmia devono essere riconoscibili e distinguibili da quelli ove si svolge la normale attività di vendemmia, con esclusione di svolgimenti promiscui delle due attività;
  • Le coordinate mappali e catastali ove si svolge la vendemmia turistica vanno segnalate, in via preventiva, allo sportello unico delle attività produttive (SUAP) o sportello equipollente;
  • Svolgersi sotto la supervisione di referenti aziendali/tutor qualificati con adeguata formazione, rispettando le normative locali di riferimento;
  • Assicurarsi che i turisti e i referenti indossino cartellini identificativi o braccialetti con la scritta “tutor” e “vendemmiatore turista”;
  • Garantire la salute e sicurezza dei turisti, anche per quanto riguarda le attrezzature e gli indumenti forniti;
  • Vietare l’utilizzo di macchine agricole e le operazioni di carico e scarico delle cassette da uva ai turisti;
  • Stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile nei confronti dei turisti prima dell’avvio dell’attività;
  • Comunicare lo svolgimento dell’attività al Comune competente per territorio tramite la piattaforma S.U.A.P. o sportello equipollente

Adesione delle aziende e prospettive future

L’Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino, curato da Nomisma Wine Monitor per conto dell’Associazione Nazionale Città del Vino, rivela che solo il 19% delle aziende vitivinicole conosce bene il protocollo sulla vendemmia turistica. Il 51% ne ha sentito parlare, mentre il 30% non ne è a conoscenza. Nonostante il protocollo, solo il 7% delle aziende si è attivato nel 2023 per offrire questa esperienza, mentre il 34% prevede di farlo nel 2024. Il restante 57% delle aziende non intende implementarla o sospenderà questa iniziativa.

La vendemmia turistica rappresenta un’opportunità straordinaria per le aziende vitivinicole di valorizzare il proprio territorio e coinvolgere i visitatori in un’esperienza indimenticabile. Sebbene ci siano ancora molte aziende che devono adottare questa pratica, le prospettive per il futuro sono promettenti. Con una regolamentazione adeguata e un’attenzione particolare alla sicurezza e all’autenticità dell’esperienza, la vendemmia turistica può diventare un pilastro dell’enoturismo, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale e ricreativa delle regioni vitivinicole italiane.