Non serve dirlo, ne parlano già tutti e non lo faremo anche noi: il mondo dei social ormai ha contagiato tutti, dalla Gen Z ai boomers. Tutti usano i social media e sempre più persone li utilizzano per mostrare con orgoglio i propri viaggi e weekend fuori porta.
Chi è un operatore del settore enoturistico si sarà sicuramente imbattuto in quel particolare tipo di enoturista:
Arriva in cantina e si aspetta un luogo cool, con cura dei particolari e angoli dove farsi i selfie con gli amici. Non è assolutamente interessato/a alla spiegazione dei vini, né tantomeno alla storia della cantina. Non è cattiveria, semplicemente ha uno scopo diverso: ostentare la sua visita.
È una cosa negativa per l’azienda? Assolutamente no.
Capiamo bene che a un produttore o Hospitality Manager questo tipo di enoturista possa dare fastidio. Dopo tanti sacrifici, attenzione al prodotto e una storia unica dell’azienda da raccontare, vedere qualcuno che arriva in cantina e non è assolutamente interessato a tutto ciò non fa sicuramente piacere.
Ma c’è un ma. Non tutti i mali vengono per nuocere, e l’enoturista dipendente dai social può giocare a tuo favore.
Chi condivide compulsivamente sui social è una cassa di risonanza per la tua azienda e per la tua offerta enoturistica. Ogni selfie, ogni post, ogni storia Instagram diventa una pubblicità gratuita e potentissima. Siamo tutti diversi e, con l’aumento della fama dell’enoturismo che sta coinvolgendo sempre più turisti, è normale che non tutti siano persone appassionate di vino.
Pensa a quei selfie come a una forma di marketing moderno. Più la tua cantina sarà fotografata e condivisa, più attirerà l’attenzione di potenziali visitatori. E non sottovalutare l’effetto domino: un selfie postato da un influencer (o aspirante tale) può raggiungere migliaia, se non milioni di persone, mettendo la tua cantina sotto i riflettori in modo inaspettato.
E poi chissà, magari tra questi maniaci dei selfie potrebbe esserci qualcuno che, tra uno scatto e l’altro, potrebbe davvero interessarsi al vino. Magari quella foto con un bicchiere di vino diventa il primo passo verso una nuova passione enologica.
Non è anche questo parte del lavoro dell’Hospitality Manager? Trovare il modo di coinvolgere tutti, anche i più distratti, nel meraviglioso mondo del vino? Quindi, la prossima volta che vedi un enoturista intento a farsi selfie, non disperare. Anzi, sorridi e preparati a vedere la tua cantina diventare virale!
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