Cantine di Verona rappresenta un esempio virtuoso di sostenibilità integrata nel settore vitivinicolo. Dalla certificazione Equalitas alla gestione idrica e al fotovoltaico, fino al welfare aziendale e alla valorizzazione della biodiversità, la cooperativa coniuga innovazione e rispetto per l’ambiente, dimostrando come un approccio strategico possa migliorare non solo la qualità del vino ma soprattutto il benessere collettivo.
La sostenibilità nel settore vitivinicolo è un tema che sta ridefinendo i paradigmi di produzione, gestione e valorizzazione del territorio. Cantine di Verona rappresenta un esempio concreto di come sia possibile coniugare innovazione, rispetto ambientale e crescita sociale, grazie a una visione strategica condivisa dalle figure chiave dell’azienda. In questa intervista esclusiva, Luigi Turco, Presidente di Cantine di Verona e Manuel Orlandi, Quality & Sustainability Manager, ci guidano attraverso le tappe fondamentali del percorso della cooperativa verso una sostenibilità integrata.
Da un lato, Orlandi illustra gli interventi che hanno permesso all’azienda di ottenere la certificazione Equalitas, come l’ottimizzazione idrica, l’ampliamento del parco fotovoltaico e l’adozione di pratiche che preservano la biodiversità. Dall’altro, Turco offre una visione più ampia, sottolineando il valore strategico di iniziative come il piano triennale di formazione per i dipendenti, che promuove non solo competenze professionali ma anche benessere personale e coesione aziendale.
Quali innovazioni tecniche e processi avete introdotto per ottenere la certificazione Equalitas? Avete modificato qualche aspetto del lavoro in cantina o nei vigneti?
(Manuel Orlandi) Più che di innovazioni vere e proprie si parla di miglioramenti, di implementazioni. Non tanto per ottenere la certificazione, ma per dare un maggior peso al nostro impegno verso l’ambiente e verso il sociale. Faccio riferimento al raddoppio della superficie del fotovoltaico, alla sostituzione di alcuni macchinari con altri a risparmio energetico, ai diversi studi con esperti del settore per efficientare i nostri impianti e la loro distribuzione come ad esempio la diminuzione di dispersioni di calore, la sostituzione di tutti i corpi illuminanti con tecnologia LED , l’ammodernamento di tutti i sistemi di coibentazione.
Può spiegare più nel dettaglio come la gestione idrica è stata ottimizzata per ridurre sprechi e impatti ambientali, e quali risultati avete già ottenuto?
(M.O.) In vigneto, l’installazione di due capannine metereologiche ha consentito un monitoraggio “sincero” dell’andamento idrico. L’unione di questo con le analisi del suolo, per comprendere la capacità di trattenere l’acqua, ha portato ad una irrigazione veramente solo nei casi di necessità, limitando al minimo l’utilizzo non efficace della risorsa.
In cantina invece, oltre alla banale riparazione di tutte le perdite, stiamo attrezzando una serie di “linee e tubazioni” utili per riutilizzare l’acqua depurata (dal nostro depuratore interno) per lavare alcuni macchinari e tutte le pavimentazioni esterne, andando a gravare meno sull’acquedotto comunale.
Il progetto di autoproduzione energetica e l’uso di fonti rinnovabili come sta trasformando la sostenibilità energetica di Cantine di Verona?
(M.O.) Purtroppo dobbiamo essere realisti e percepire che un’autosufficienza con la sola autoproduzione per un’azienda di queste dimensioni è difficile, ma tutti gli spazi sfruttabili a livello tetto sono comunque stati convertiti in pannelli fotovoltaici per supportare e limitare l’acquisizione da rete dell’energia. Non solo, la gestione, il controllo e la pulizia di pannelli e inverter da parte dei dipendenti (oltre a training e informative interne) automaticamente infonde in tutti loro una maggior consapevolezza della necessità di risparmio energetico e della difficoltà a metterlo in pratica. Pensare all’investimento economico e a quanto l’azienda creda in questo progetto, ci rende tutti più responsabilizzati.
La biodiversità è un elemento centrale per la sostenibilità. Quali pratiche avete adottato per preservare flora e fauna nei vigneti e nelle aree naturali circostanti?
(M.O.) Adottiamo la confusione sessuale nei vigneti da circa 20 anni quando non era ancora una priorità, come metodo naturale per il controllo dei parassiti. Questa lungimiranza ci ha premiato, riducendo così la necessità di interventi chimici nel vigneto.
Adottiamo inoltre la tecnica dello sfalcio alterno dei filari che permette di mantenere un equilibrio tra le esigenze agronomiche e la conservazione della flora spontanea. Prestiamo particolare attenzione anche al paesaggio circostante, preservando le siepi preesistenti, che svolgono un ruolo essenziale come habitat per molte specie animali e vegetali. Abbiamo azzerato l’uso del diserbante chimico anche grazie all’inerbimento per sovescio, una tecnica che favorisce la fertilità del suolo e la biodiversità attraverso la coltivazione di specie vegetali benefiche tra i filari.
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Può darci un’anteprima del bilancio di sostenibilità che sarà pubblicato a breve? Quali dati o iniziative ritiene più significativi?
(M.O.) Il bilancio che verrà pubblicato sarà relativo allo scorso anno fiscale (quindi settembre-agosto) e come primo anno pone una panoramica generale di tutte le attività / iniziative in atto ad oggi, con spunti di miglioramento per l’anno prossimo in ogni ambito, dal sociale, all’energetico e ambientale. Le iniziative più importanti, perlomeno dal mio punto di vista, oltre al già citato parco fotovoltaico, sono l’istituzione di un budget per il welfare aziendale e di un piano di formazione professionale (e non solo in ambito lavorativo) per tutto il personale.
Dal punto di vista rifiuti e riciclo invece sono rimasto colpito dai dati, che hanno sottolineato veramente quanto la produzione del vino sia facilmente supportabile in questo senso. L’utilizzo di bottiglie leggere, sempre fatte con vetro riciclato, tappi riciclabili o addirittura ricavati dalle plastiche dell’oceano, barriques e botti da foreste rinnovabili e non per ultimo un progetto che stiamo seguendo per dare una seconda vita alle “glacine” di supporto delle etichette e trasformarle in etichette 100% riciclate, col supporto di un’azienda che ha sede a Verona.
In che modo il piano di crescita professionale triennale per i dipendenti (corsi di formazione linguistica, informatica e di benessere lavorativo ma anche professionalizzanti e di degustazione) contribuisce agli obiettivi di sostenibilità sociale dell’azienda?
(Luigi Turco) Il piano di crescita professionale triennale per i dipendenti contribuisce agli obiettivi di sostenibilità sociale perché permette ai dipendenti di crescere a livello personale e non esclusivamente in funzione dei bisogni aziendali. Il piano di crescita può tornare utile in diversi aspetti della vita ed è funzionale al percorso individuale, oltre che lavorativo. Abbiamo già messo in piedi il corso di inglese (livello base e livello business) e il corso per ampliare la conoscenza di Excel (base, intermedio e avanzato) ovviamente tutti su base facoltativa.
Inoltre nelle prossime settimane manderemo a tutti i dipendenti un questionario facoltativo di adesione per altre tipologie di corsi: un’altra lingua (spagnolo o francese), un corso di enografia (degustazione di vini di varie zone italiane), un corso di show cooking (team building), un eventuale corso sui vitigni resistenti e un corso sulla gestione delle potature in vigneto. In sostanza, anche con l’aiuto dei dipendenti, stiamo implementando questa offerta formativa diversificata.
Può darci un esempio concreto di come il rispetto per il territorio si traduce in un miglioramento del prodotto finale in termini di qualità e autenticità?
(L. T.) Per quanto riguarda la qualità del prodotto, non tutte le misure che vengono attuate per rispettare il territorio sono in grado di influenzare la qualità intrinseca del prodotto. Il rispetto del territorio si concretizza, ad esempio, in un minor impatto dei trattamenti, una migliore gestione delle zone boschive e della biodiversità. Tutto questo si traduce in un miglioramento del livello di salubrità e di autenticità del prodotto finale.
Ma per noi l’aspetto più importante riguarda la crescita del territorio circostante, non tanto relazionato alla qualità del vino ma in riferimento al nostro impatto positivo che permette lo sviluppo delle risorse umane, della filiera locale, dell’indotto e delle aziende limitrofe.
Punti chiave:
- Certificazione Equalitas: Cantine di Verona ha ottenuto la certificazione grazie a interventi come il raddoppio della superficie fotovoltaica, l’ottimizzazione idrica e l’adozione di pratiche sostenibili per preservare la biodiversità.
- Gestione idrica avanzata: L’uso di capannine meteorologiche e analisi del suolo ha ridotto al minimo l’irrigazione non necessaria, migliorando l’efficienza idrica nei vigneti e in cantina.
- Autoproduzione energetica: L’installazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli spazi disponibili supporta la riduzione dei consumi energetici, aumentando la consapevolezza ambientale tra i dipendenti.
- Welfare aziendale: Il piano triennale di formazione promuove lo sviluppo personale e professionale dei dipendenti, con corsi di lingue, informatica e degustazione, migliorando il benessere aziendale.
- Innovazioni per il riciclo: Bottiglie leggere in vetro riciclato, tappi ecosostenibili e progetti per trasformare materiali di scarto in etichette 100% riciclate evidenziano l’impegno verso una produzione più responsabile.












































