L’Asti Rosé è ora ufficialmente riconosciuto nel disciplinare dell’Asti Docg dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il nuovo spumante rosato nasce dal blend di uve Moscato e Brachetto d’Acqui, disponibile in tutte le versioni di dosaggio. Produzione iniziale stimata tra 5 e 10 milioni di bottiglie, con presentazione simbolica a Vinitaly.

L’Asti Rosé è ufficialmente realtà. Si è concluso infatti l’iter burocratico, avviato a fine 2023, con la pubblicazione ieri sera in Gazzetta Ufficiale che inserisce la tipologia rosata nel disciplinare di produzione dell’Asti Docg. Il nuovo prodotto (imbottigliabile a partire da trenta giorni dalla pubblicazione in GU) sarà un blend composto da uve Moscato destinate all’Asti Docg (dal 70% al 90%) e uve Brachetto destinate al Brachetto d’Acqui Docg (dal 10% al 30%). Potrà essere proposto in tutte le varianti, dal dolce all’extra brut, offrendo così alle aziende la possibilità di modulare il residuo zuccherino in base alle proprie scelte stilistiche e alle esigenze dei diversi mercati potenzialmente interessati a questa nuova tipologia.

“L’inserimento dell’Asti Rosé nel disciplinare rappresenta un importante riconoscimento della storicità e della vocazione enologica di questo territorio – dichiara Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg –. Questa nuova tipologia costituisce un unicum nel panorama italiano: è infatti un prodotto che unisce due vitigni diversi, entrambi aromatici. A Vinitaly brinderemo simbolicamente per la prima volta a questo risultato; nei mesi successivi, le aziende che credono nel progetto e hanno investito nella sperimentazione ne svilupperanno la produzione, inizialmente stimata tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie, anche in base alla risposta del mercato”.

Tra le modifiche approvate al disciplinare, anche l’eliminazione del peso minimo delle bottiglie: una scelta sostenibile che permette ora alle cantine di adottare soluzioni più leggere, riducendo l’impatto ambientale. Viene infine abolito l’obbligo di riportare la dicitura “Asti” sui tappi.


Punti chiave

  1. Asti Rosé è ufficiale: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale sancisce l’ingresso della tipologia rosata nel disciplinare Docg.
  2. Blend unico in Italia: nasce dall’unione di Moscato (70-90%) e Brachetto d’Acqui (10-30%), entrambi vitigni aromatici.
  3. Massima flessibilità stilistica: disponibile dal dolce all’extra brut, adattabile a diversi mercati e preferenze di consumo.
  4. Produzione stimata tra 5 e 10 milioni di bottiglie, con sviluppo progressivo in base alla risposta del mercato.
  5. Novità sostenibili approvate: eliminato il peso minimo delle bottiglie e l’obbligo della dicitura “Asti” sui tappi.