Cantine del Notaio inaugura un museo dedicato al Vulture, capace di raccontare la storia vitivinicola del territorio attraverso reperti, documenti e installazioni multimediali. Il percorso, ospitato in una struttura settecentesca, affianca l’offerta enoturistica dell’azienda e propone ai visitatori un viaggio tra cultura, paesaggio e tradizione, valorizzando l’identità storica dell’Aglianico del Vulture nel panorama vitivinicolo meridionale.

Il turismo del vino è un fenomeno in forte ascesa e sta ampliando progressivamente, come è noto, i propri confini: dalla semplice esperienza di degustazione in cantina l’offerta si adegua per incontrare le aspettative di un visitatore sempre più alla ricerca di un’emozione e di un’esperienza, capace di mettere in relazione il vino con il territorio, la storia e le persone che lo producono. 

Il progetto “Museo del vino” di Cantine del Notaio, azienda di Rionero in Vulture guidata da Gerardo Giuratrabocchetti, è molto di più di un percorso di visita e ha le carte in regola per rappresentare una best practice. Non si tratta di un’iniziativa accessoria alla visita in cantina, né di un semplice spazio espositivo. Il museo nasce con l’obiettivo di offrire una chiave di lettura del Vulture attraverso la sua cultura vitivinicola, raccontando un patrimonio che merita una valorizzazione coerente con il suo significato storico nel panorama nazionale.

“Abbiamo sentito il dovere di costruire un luogo che raccontasse non la nostra azienda, ma il territorio che ci ha generati. Chi arriva nel Vulture deve comprendere che il vino qui non è un fenomeno recente, ma il risultato di una storia millenaria che ha segnato profondamente la vita economica e sociale di questa parte della Basilicata”. Secondo Gerardo Giuratrabocchetti, il Vulture rappresenta uno dei luoghi simbolo della viticoltura dell’Italia meridionale. 

Il percorso si sviluppa all’interno di una struttura settecentesca, dove un tempo convivevano gli ambienti destinati alla residenza dei proprietari e quelli utilizzati dai contadini. In questo contesto storico trovano spazio reperti, oggetti appartenuti alla famiglia Giuratrabocchetti, documenti, testimonianze della civiltà rurale, affiancati da installazioni multimediali, schermi in alta definizione e strumenti digitali progettati per coinvolgere pubblici differenti, compresi i visitatori più giovani.

L’obiettivo non è soltanto conservare la memoria, ma renderla accessibile attraverso linguaggi contemporanei. Il racconto attraversa le diverse epoche storiche del territorio, mettendo in relazione l’evoluzione della viticoltura con quella della società locale, fino ad arrivare ai profondi cambiamenti economici che hanno interessato il Vulture nel corso del Novecento.

Alla realizzazione del progetto hanno contribuito competenze provenienti da discipline diverse, dalla viticoltura alla storia locale, dall’entomologia alla divulgazione culturale, con l’intento di costruire un percorso rigoroso sotto il profilo scientifico ma al tempo stesso coinvolgente per il grande pubblico.

“Il museo vuole essere un luogo vivo. Le nuove tecnologie non sostituiscono la storia, ma aiutano a renderla comprensibile. Vogliamo che anche un bambino possa uscire da qui con la consapevolezza di aver conosciuto un territorio che ha costruito la propria identità intorno alla vite”.

Il museo, di recente apertura, si inserisce naturalmente all’interno di un’offerta enoturistica che Cantine del Notaio conduce da anni e che richiama circa cinquemila visitatori ogni anno, provenienti soprattutto dall’Italia; ma rappresenta un percorso a sé stante.

La visita enoturistica già oggi porta il visitatore nelle storiche grotte di affinamento scavate nel tufo vulcanico nel Seicento, ambienti sotterranei che custodiscono condizioni ideali per l’evoluzione dell’Aglianico del Vulture e rappresentano uno degli elementi più caratterizzanti dell’identità aziendale. Il percorso attraversa quindi un articolato sistema ipogeo, dove scorrono acque naturali e dove è custodito anche il caveau aziendale con tutte le annate prodotte dal 1998. 

Il visitatore viene di fatto accompagnato attraverso una colata lavica, alla scoperta di sensazioni emotive, tattili e olfattive che poi si ritrovano nei vini in degustazione.

L’offerta comprende due esperienze diversificate, accomunate dall’esperienza ipogea e dal racconto della nascita della cantina: il percorso “Il Cuore Lucano”, è una vera e propria scoperta delle eccellenze gastronomiche regionali, abbinate in degustazione seduta, a quattro vini dell’azienda; il “Viaggio Emozionale” è un percorso più snello, in cui è prevista la degustazione di due vini, pensato per valorizzare il rapporto tra vino, paesaggio e cultura locale. 

La posizione geografica del Vulture, facilmente raggiungibile da Matera, Bari e Napoli, offre interessanti opportunità di intercettare nuovi flussi turistici, nazionali e internazionali.

“Crediamo che il futuro dell’enoturismo passi dalla capacità di creare valore culturale. Il vino resta il protagonista, ma oggi il visitatore desidera capire il territorio, le persone e la storia che stanno dietro ogni bottiglia. Se riusciremo a trasmettere tutto questo, il museo avrà raggiunto il suo obiettivo”.Non, quindi, un museo dedicato all’azienda, ma uno strumento attraverso cui leggere il Vulture e la sua tradizione vitivinicola. Un investimento che affianca l’attività produttiva e rafforza una visione dell’enoturismo nella quale accoglienza, conoscenza e identità territoriale diventano parti della stessa esperienza.

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Punti chiave

  1. Cantine del Notaio apre un museo dedicato alla storia vitivinicola del Vulture, ospitato in una struttura settecentesca.
  2. Reperti, documenti e installazioni multimediali raccontano l’evoluzione della viticoltura e della società locale nel tempo.
  3. Il percorso museale affianca l’offerta enoturistica esistente, che attira circa cinquemila visitatori ogni anno.
  4. Le grotte scavate nel tufo custodiscono l’affinamento dell’Aglianico e il caveau storico dal 1998.
  5. La posizione strategica del Vulture favorisce nuovi flussi turistici da Matera, Bari e Napoli.