In Vietnam il mercato del vino cresce a doppia cifra, sostenuto più dai consumatori over 35 che dalla Gen Z. Le stime di valore variano ampiamente tra le fonti, ma la direzione resta chiara. L’export italiano sale del 15,7% nel 2025, mentre i dazi europei scenderanno progressivamente entro il 2027 grazie all’EVFTA.

A Da Nang, nella cantina a vista di La Maison 1888, ci sono 500 etichette diverse, tra cui un raro Henri Jayer Cros Parantoux del 1994. Il focus, però, come riportato nell’articolo di The Drinks Business Vietnam’s younger drinkers are driving wine forward, non è la bottiglia rara, ma chi la sta bevendo. 

Il pezzo di Rebecca Lo descrive un mercato vietnamita del vino in cambiamento, dove il gusto si sta lentamente spostando grazie all’innalzamento degli standard dei locali on-trade e dove sarebbe la Gen Z a trainare il fenomeno. I dati di mercato confermano il cambiamento, ma raccontano una storia leggermente diversa su chi lo sta guidando.

Una forbice più ampia con una direzione condivisa

Quanto vale davvero il mercato del vino vietnamita dipende da chi lo misura. Secondo Vietnam Nws (Growing wine market to be worth US$382 million), il mercato dovrebbe raggiungere 382,2 milioni di dollari tra il 2024 e il 2029, con un tasso di crescita annuo composto dell’11,5%. IMARC Group, invece, colloca il mercato già a 2 miliardi di dollari nel 2024, con una proiezione a 2,8 miliardi entro il 2033. Una forbice enorme per descrivere lo stesso mercato nello stesso periodo, segno di quanto il settore resti ancora poco standardizzato nella misurazione, come spesso accade nei mercati emergenti.

La buona notizia è che nonostante le cifre assolute divergano, la direzione no. Mentre i volumi di vino in Asia-Pacifico sono calati del 4% nel 2024, India e Sud-est asiatico si muovono in controtendenza, secondo i dati IWSR ripresi da Source of Asia, Wine & Spirits in ASEAN 2026: Vietnam vs Singapore vs Thailand. Il Vietnam, quindi, si inserisce in uno spostamento regionale più ampio, in un momento in cui i mercati asiatici storici del vino, Cina in testa, soffrono.

Non è (solo) la Gen Z

Qui va fatta una correzione di rotta rispetto al racconto di The Drinks Business. I dati di Strategy Helix Group parlano di un interesse crescente da parte dei consumatori dai 35 anni in su negli ultimi cinque anni, non della Gen Z in senso stretto. Il vino, tradizionalmente prediletto dagli over 50 in Vietnam, si sta certamente ringiovanendo. Ma il protagonista di questo ringiovanimento sembra essere il millennial più che il ventenne.

Resta comunque un consumo ancora fortemente tradizionale nelle sue forme: l’85% del vino bevuto in Vietnam è rosso, secondo i dati raccolti da WifiTalents (Vietnam Beverage Industry Statistics). Il fine dining di Da Nang, con le sue etichette rare e i suoi abbinamenti sofisticati, racconta quindi la punta più visibile di un mercato che, nella sua massa, si muove più lentamente e in modo più convenzionale.

Dentro questo scenario, il vino italiano si sta ritagliando uno spazio concreto. Nel 2025 le esportazioni di vino italiano verso il Vietnam sono cresciute del 15,7% rispetto al 2024, secondo dati Istat ripresi da WineNews, Leveraging the potential of emerging markets: “Wines Experience” stops in Vietnam. Ho Chi Minh City e Hanoi, da sole, valgono oltre il 50% del mercato food & beverage nazionale: due poli su cui concentrare qualsiasi strategia di ingresso. A dare ulteriore respiro all’export ci pensa la leva dei dazi, destinati a un progressivo abbattimento sul vino europeo entro il 2027 nell’ambito dell’EVFTA, l’accordo di libero scambio tra UE e Vietnam.

Il Vietnam ha una tradizione di consumo radicata in birra e superalcolici, che continua a rappresentare la vera concorrenza del vino. Le tasse all’importazione incidono ancora pesantemente su costo e accessibilità delle etichette straniere, e la contraffazione resta un problema capace di minare la fiducia dei consumatori proprio nel momento in cui iniziano ad avvicinarsi alla categoria. Ma la combinazione tra un pubblico che si sta ancora formando i propri gusti, standard on-trade in crescita e dazi in progressiva discesa disegna un terreno fertile difficile da ignorare.


Punti chiave

  1. Crescita a doppia cifra trainata da un pubblico in evoluzione, più maturo della Gen Z descritta inizialmente.
  2. Stime di mercato divergenti, tra 382 milioni e 2 miliardi di dollari, con una tendenza di crescita condivisa.
  3. Export italiano in forte crescita, +15,7% nel 2025, con Ho Chi Minh City e Hanoi come poli chiave.
  4. Dazi europei in calo entro il 2027 grazie all’EVFTA, un vantaggio competitivo per il vino europeo.
  5. Consumo ancora tradizionale, con l’85% di vino rosso e birra e superalcolici come concorrenti principali.