Terra Madre 2026 si chiude a Torino con un bilancio di grande partecipazione: 120 Paesi, 1.500 delegati e migliaia di visitatori hanno animato quattro giorni dedicati ai 40 anni di Slow Food. Tra conferenze, degustazioni e il progetto dell’Arca del Gusto, la manifestazione ha messo al centro biodiversità, pace tra i popoli e nuove generazioni. Appuntamento al 2028.

Quattro giorni nel centro di Torino hanno celebrato i 40 anni di Slow Food e i 30 del Salone del Gusto. Terra Madre ha riunito migliaia di persone da cinque continenti, accomunate dai valori di un cibo buono, pulito e giusto. Il lascito di Carlo Petrini, un’altra idea di mondo, è già realtà e si è vista nelle bancarelle del Mercato e negli incontri in programma.

Il claim della 16esima edizione, Biodiversity – Be Diversity, ha guidato la cerimonia di apertura. Il presidente della Repubblica ha definito la biodiversità “la chiave della nostra sopravvivenza”, chiamando coltivatori, allevatori, pescatori e consumatori a una grande alleanza per la pace tra i popoli.

Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, ha sottolineato il valore del cibo come elemento capace di unire i popoli oltre ogni confine. Tra le voci più toccanti quella della palestinese Fidaa Abuhamdiya, che insieme ai sindaci di Betlemme, Gerico e Beit Jala ha raccontato l’esproprio di terre e cultura.

Gratitudine condivisa tra le istituzioni, in primis Regione Piemonte e Città di Torino, che da 30 anni collaborano alla manifestazione. Il progetto dell’Arca del Gusto, sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura, ha portato in piazza Castello centinaia di prodotti a rischio estinzione, raccolti nei 18 volumi degli Atlanti dell’Arca del Gusto.

L’assessore Domenico Carretta ha ringraziato la città di Torino, capace di ospitare 120 Paesi e 1.500 delegati. Il grande mappamondo nel cuore della città è diventato il simbolo visivo dell’esperienza collettiva, arricchita dalla diversità culturale dei partecipanti.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori competenti hanno parlato di un successo che supera le aspettative. Lo spazio “Eccellenza Piemonte” in Piazzetta Reale ha registrato un’affluenza costante, facendo conoscere ai visitatori le eccellenze agroalimentari e la biodiversità delle montagne piemontesi.

Edward Mukiibi, riconfermato presidente di Slow Food, ha ricordato l’insegnamento di Petrini: il cibo è cultura, identità e giustizia, legato alle condizioni ambientali e sociali in cui viene prodotto. La giustizia alimentare richiede pace, così come la pace duratura richiede giustizia, contro individualismo ed esclusione.

Slow Food riparte già nei prossimi giorni dalle Terre Alte, aree che coprono il 70% del territorio italiano e custodiscono gran parte della biodiversità. A fine ottobre partiranno lezioni online per i giovani, propedeutiche alla Scuola di Terre Alte, un laboratorio diffuso tra Alpi e Appennini sostenuto dal Fondo Carta Etica di UniCredit.

Il 16 ottobre parte la campagna Terre AltRe, realizzata con il Consorzio del Parmigiano Reggiano, dedicata a pascoli, alpeggi e boschi. La rete Slow Food organizza visite guidate e laboratori per oltre un mese, mentre cuochi e cuoche dell’Alleanza diventano ambasciatori dei prodotti di alta quota nei loro menù.

Gli Atlanti dell’Arca del Gusto, presentati per la prima volta a Terra Madre, saranno ora diffusi in tutta Italia nei mercati, nelle scuole e nelle biblioteche. Diventeranno strumenti didattici nel progetto Orto Slow Food, distribuiti nei kit per la Festa degli Orti dell’11 novembre.

Un ringraziamento va agli oltre 600 volontari torinesi coinvolti nella gestione dei punti informativi e delle attività, insieme agli studenti dell’Istituto Alberghiero Colombatto e dell’Istituto Gioberti. I cittadini di Torino hanno accolto con pazienza le modifiche alla viabilità, mentre i commercianti hanno collaborato con disponibilità.

Un grazie va ai luoghi della cultura che hanno ospitato Terra Madre: Musei Reali, Palazzo Carignano, il Museo del Risorgimento e Palazzo Madama. Il Mercato Centrale ha ospitato il punto delegati, mentre la Camera di commercio ha accolto il B2B in collaborazione con ICE.

L’appuntamento è ora fissato al 2028. Citando le parole conclusive del presidente della Repubblica, l’edizione si chiude con un augurio semplice e carico di significato: “Buona semina!”


Punti chiave

  1. Quattro giorni hanno riunito a Torino 120 Paesi e 1.500 delegati per celebrare Terra Madre e i 40 anni di Slow Food.
  2. Il Presidente della Repubblica ha definito la biodiversità la chiave della sopravvivenza per il pianeta.
  3. Gli 18 volumi degli Atlanti dell’Arca del Gusto saranno ora diffusi in scuole, mercati e biblioteche italiane.
  4. Le Terre Alte, che coprono il 70% del territorio italiano, diventano priorità dei prossimi progetti Slow Food.
  5. Oltre 600 volontari torinesi hanno garantito il funzionamento della manifestazione insieme a due istituti scolastici.