Il vino italiano affronta una forbice tra prezzi in discesa e spese in crescita. A settembre l’indice Istat dei prezzi al consumo segna -2,3% su base annua, mentre energia, trasporti e packaging rincarano. Le vendite a volume restano ferme. L’Uiv chiede al Governo e all’Ue interventi su energia, credito e fiscalità.

Il vino italiano è stretto nella morsa tra prezzi al consumo in calo e costi di produzione in aumento. A settembre – rileva l’Unione italiana vini (Uiv) sulla testata online del Corriere Vinicolo (Inflazione alle stelle mentre il prezzo del vino continua a scendere) – l’indice Istat dei prezzi al consumo del vino segna -2,3% su base annua e -0,3% sul mese precedente, mentre le vendite a volume non crescono. Una dinamica in netta controtendenza rispetto all’inflazione generale (+4,2% su base annua) e particolarmente critica per le imprese, chiamate contemporaneamente a sostenere rincari su alcune delle principali voci di costo.

A pesare – secondo Uiv – sono soprattutto energia elettrica e gas, con ricadute dirette sulle attività di cantina e indirette sulla produzione del vetro, oltre agli aumenti che interessano trasporti e logistica, prodotti enologici, packaging e materiali. Ne deriva una forbice sempre più ampia tra inflazione a monte e deflazione a valle, che riduce la capacità delle aziende di trasferire i maggiori costi sui listini e comprime i margini. La contemporanea flessione di prezzi e vendite segnala inoltre che il ribasso allo scaffale non sta producendo, almeno finora, una ripresa della domanda. “Per questo – secondo il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – confidiamo in ulteriori interventi da parte del Governo italiano ma ancor più dell’Ue, come richiesto dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella lettera di ieri sera alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, per contrastare l’aumento eccezionale dell’inflazione. Alle nostre imprese – ha concluso Frescobaldi – serve un intervento strutturale sul costo dell’energia, il rafforzamento delle garanzie pubbliche per facilitare l’accesso al credito e strumenti fiscali che incentivino gli investimenti in efficienza energetica e riduzione dei costi produttivi”.

Secondo l’Osservatorio Uiv, il settore del vino in Italia esprime un fatturato di circa 14 miliardi di euro realizzato per il 55% attraverso le vendite all’estero che assicurano una bilancia commerciale con l’estero in attivo per 7,2 miliardi di euro. Il numero di addetti, indotto compreso, conta circa 900 mila persone lungo tutto il territorio italiano.


Punti chiave

  1. Prezzi in calo: a settembre l’indice Istat del vino segna -2,3% su base annua e -0,3% sul mese.
  2. Inflazione generale al +4,2%: il vino va in direzione opposta, con vendite a volume ferme.
  3. Costi in aumento: energia, gas, trasporti, logistica, packaging e prodotti enologici pesano sui margini delle imprese.
  4. Richieste dell’Uiv: intervento strutturale sul costo dell’energia, garanzie pubbliche per il credito e incentivi fiscali all’efficienza.
  5. Peso del settore: 14 miliardi di fatturato, 55% dall’export, 7,2 miliardi di attivo commerciale e 900 mila addetti.