Faccio molta fatica a scrivere il ricordo di persone che per me non hanno rappresentato “solo” un incontro professionale, seppur importante, ma anche la relazione autentica con uomini o donne con le quali è stato possibile condividere anche parti del loro spirito. Tra questi vi è sicuramente Franco Zanovello che ho avuto la fortuna di conoscere molti anni fa e la cui relazione non è mai venuta meno negli anni. E potevano passare anche mesi senza sentirsi ma ogni volta era un piacere, un fiume di condivisioni, di ipotesi, di progetti, di sogni. Se ne è andato via con quella velocità che sarà anche un vantaggio per chi la subisce (ma anche questo è probabilmente quel luogo comune con il quale ci consoliamo) ma lascia sgomenti chi resta. Ci riteniamo comunque molto fortunati di aver potuto conoscere Franco e di aver potuto godere della sua stima e questo perché lo riteniamo una delle figure più vivaci, dinamiche, coraggiose nel panorama vitienologico del nostro Paese. E soprattutto protagonista, con la sua azienda Cà Lustra, di una terra come i Colli Euganei di cui lui, prima di altri, ne ha percepito le straordinarie potenzialità. Franco, infatti, è stato tra i pochi che possono fregiarsi del titolo di pioniere. Pioniere in tutti i sensi, cioè capace di intuire prima di altri le potenzialità di un territorio, di un vitigno, di una metodologia di produzione, di un modello di promozione. Pioniere che ha sempre voluto metterci la faccia, di prendersi il fardello pesante di un progetto anche quando gli altri non ti seguono. Sue le intuizioni degli Euganei terra enoturistica di eccellenza, degli Euganei “vulcanici”, degli Euganei distretto nato per le produzioni biologiche, degli Euganei terroir ad alta vocazionalità per i vitigni cosiddetti internazionali. Ma la forza di Franco è di essere riuscito ad essere davanti agli altri senza mai farlo pesare. Con quell’umiltà tipica dei grandi uomini, delle persone vere e autentiche. Vederlo girare per la sua terra con il suo amato “Duetto” rimarrà per me e per le persone che l’hanno amato, un’immagine indelebile. Lascia un’eredità importante, non solo sotto il profilo aziendale, ma anche territoriale. Sono convinto che sarà raccolta sia dai suoi figli che dai produttori dei Colli Euganei che hanno oggi la responsabilità ma anche l’onore di raccogliere un testimone così importante, ricco. Le persone, purtroppo se ne vanno. Spesso come ci racconta il vecchio proverbio, proprio i migliori. Ma proprio perché sono i migliori il loro insegnamento ci rimane a disposizione e questo vale tantissimo e di questo non possiamo non essere grati. Io sono e sarò sempre grato a Franco per l’amicizia che generosamente mi ha concesso e per l’esempio che mi ha regalato a partire dal riuscire a fare grandi cose sottovoce. Grazie Franco.