È tra i più grandi d’Italia con i suoi ottomila viticoltori e tremila ettari coltivati. Il Consorzio Pignoletto Emilia Romagna, costituito nel 2013 per tutelare un vino in grande crescita e trait d’union fra l’Emilia e la Romagna, ha eletto Francesco Cavazza Isolani come suo nuovo Presidente per il triennio 2019/2022, la terza conferma consecutiva dell’incarico, con voto unanime da parte del Consiglio di Amministrazione.

Il Consorzio unisce le zone DOC lungo la via Emilia, da Modena a Faenza, e ha sede nella prestigiosa Villa Edvige Garagnani a Zola Predosa, in provincia di Bologna. Il suo impegno principale è quello di promuovere e valorizzare la produzione: 9 milioni di bottiglie, il 90% delle quali in versione frizzante e spumante.il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna ha eletto all’unanimità Francesco Cavazza Isolani Presidente.
Il territorio
Tra la pianura e i rilievi appenninici dell’Emilia Romagna si estende l’area di produzione del vino di Pignoletto che prende il nome dalla località Pignoletto nel Comune di Valsamoggia (BO), territorio di confine fra Bologna e Modena.
Il territorio di riferimento comprende le colline di Modena, Bologna, Imola e Faenza. In pianura si spinge fra Panaro e Reno fino alla Romagna nel comune di Faenza. L’area di denominazione prevede tre sottozone: Modena, Colli di Imola, Reno. Le province di produzione sono Bologna, Modena e parte di Forlì e Cesena, mentre per le sole pratiche di vinificazione, imbottigliamento e confezionamento l’area di pertinenza si estende anche alle province di Reggio Emilia e Ravenna.

“Sono felice della rinnovata fiducia” ha dichiarato Cavazza Isolani, imprenditore agricolo e proprietario dell’azienda vitivinicola e agrituristica Montevecchio Isolani “e orgoglioso di rappresentare la seconda denominazione vinicola emiliano romagnola. Gli obiettivi restano senz’altro quelli della gestione della denominazione, proseguendo nel percorso di tutela intrapreso a partire dal 2013 con la creazione del Consorzio, cui si aggiunge quello ambizioso dell’incremento dell’esportazione verso i mercati esteri e di una sempre maggior soddisfazione di tutto gli attori della filiera produttiva”.