È bello ogni tanto trovare conferme di quello che si pensa. Ci è capitato nella nostra recente visita a Villa Sandi, la nota azienda dei Moretti Polegato a Crocetta del Montello.
Era da tempo che volevamo andare a capire meglio non solo le caratteristiche di questa importante azienda, leader della produzione del vino italiano attualmente più popolare al mondo, il Prosecco.
La seguivamo da tempo a distanza. Siamo sempre incuriositi dalle realtà più grandi perché siamo convinti che siano loro a giocare un ruolo fondamentale nella percezione allargata di una certa tipologia di vino.
Per questa ragione se si vuole capire dove sta andando il Prosecco è essenziale andare a conoscere aziende come Villa Sandi.
Avevamo poi voglia di approfondire questa conoscenza perché in questi ultimi anni avevamo avuto la sensazione che stava succedendo qualcosa di importante e per certi aspetti un po’ in controtendenza rispetto al complesso dell’universo Prosecco.
In estrema sintesi degustando le diverse tipologie di Prosecco di Villa Sandi ci eravamo resi conto che nell’azienda dei Moretti Polegato c’era sempre più la volontà di esprimere le diverse identità delle bollicine italiane più popolari al mondo.
Ed è stata questa la conferma al nostro pensiero. Da tempo, infatti, pensiamo ed esortiamo i produttori del Prosecco ad accettare la sfida della diversificazione e cioè far capire in maniera sempre più chiara, distinta che esiste una piramide qualitativa del Prosecco. Che non significa cadere nella solita paura delle classifiche, quelle le fanno i consumatori nelle loro scelte, ma scegliere la via più vera e credibile e cioè quella del dimostrare che la Glera prodotta sulla collina di Cartizze non può dare gli stessi risultati di quella coltivata a Spilimbergo e ad Asolo.
Sembra quasi una banalità esprimere un concetto come questo eppure per molti anni lo si è voluto negare pensando che alla fine la vera e unica forza fosse racchiusa solo nel nome “Prosecco”. Nessuno vuole negare questa forza comunicativa ma da sola non sarebbe sufficiente a garantire non solo il successo di questo vino ma soprattutto la sua reputazione e il suo posizionamento.
E sulle diversità del Prosecco Villa Sandi ha costruito la sua filosofia produttiva. Una filosofia che ci è stata ben raccontata dal bravo e amico Flavio Geretto, export area manager di Villa Sandi per UK, Usa, Americhe e Asia Pacific. Quello che possiamo considerare oggi uno dei più autorevoli wine ambassador del Prosecco italiano nel mondo. Un vero e proprio globetrotter del Prosecco, seguitelo su instagram e vi farà fare il giro del mondo in poco tempo, per raccontarci come nei diversi continenti apprezzano questa nostra grande bollicina italiana.
Flavio ci ha accompagnati non solo nella scoperta delle diverse tipologie di Prosecco prodotte da Villa Sandi, ma soprattutto nella conoscenza dei diversi territori produttivi di questa tipologia. E soprattutto ci ha fatto comprendere come vi sia un nesso incredibile, e purtroppo ancora oggi troppo poco conosciuto, tra zona produttiva e caratteristiche del Prosecco.
Ci dispiace continuare invece a sentire che le differenze per questa tipologia di vino alla fine sono da ascrivere al massimo solo all’essere extra dry o brut. La banalizzazione della comunicazione del Prosecco può essere più pericolosa di certe interpretazioni di questo vino talvolta troppo banali.
Per questo Villa Sandi a nostro parere rappresenta oggi anche una “scuola” non solo sul fronte produttivo del Prosecco ma anche su quello comunicativo.
A questo riguardo un plauso e ringraziamento va fatto anche alla responsabile delle relazioni esterne Manuela Oregna che ci ha accompagnati nella visita della Villa e in particolare della parte sotterranea quella che ispirò negli anni 70 i fratelli Moretti Polegato dando loro l’idea che qui si potesse realizzare un qualcosa di importante sul modello Champagne.
Alla fine, pur producendo anche un ottimo metodo classico, è stato il Prosecco a rendere Villa Sandi popolare nel mondo. Ma questo deve essere comunque un grande motivo di orgoglio perché il Prosecco, anche con la sua semplicità (da non confondere mai con banalità), è in grado di raccontare storie molto importanti, non dobbiamo dimenticarlo mai.
Ce l’hanno ricordato gli amici di Villa Sandi che nei loro 160 ettari che spaziano nell’intera area del Prosecco – dalle pianeggianti zone della DOC in Veneto e in Friuli, dalle colline di Asolo alle vigne storiche DOCG di Valdobbiadene fino alla CRU del Cartizze ” interpretano e raccontano le diverse anime di questa nostra preziosa bollicina.
Ed è fondamentale oggi farlo, credeteci.