“Così vicini eppure così lontani” decantava Shakespeare. Parole che potremmo adattare se pensiamo ai nostri vicini svizzeri, consumatori di un mercato adiacente all’Italia, ma dalle caratteristiche particolari; un mercato che si sta evolvendo e che reclama vino di qualità.
Secondo una serie annuale di report di OSWM, l’Osservatorio del Mercato Vinicolo Svizzero, ci è dato conoscere gli ultimi sviluppi all’interno del Paese. Primo fra tutti, il cambio monetario, che dopo tre anni di quota di mercato decrescente, torna a far tirare un sospiro di sollievo ai produttori; e poi i buoni riscontri che sta ottenendo la categoria “sparkling”, categoria che presenta, anche secondo alcune dettagliate indagini di IWSR Vinexpo, un calcolo CAGR quinquennale in crescita di +0.5% per il 2021.
Ma andiamo ad addentrarci maggiormente in quest’ultimo aspetto. Sempre secondo IWSR, per le bollicine si è passati ad un volume di 2.0 milioni in casse da 9 litri nel 2011 a un volume di 2.2 dal 2015 in poi; le previsioni per il 2021 sono positive, il volume infatti rimane stabile con una leggera crescita per quanto riguarda il vino importato, che comunque rappresenta la maggioranza dei consumi. Altra notizia che ci fa ben sperare: l’Italia resta, sia per vini sparkling che vini fermi, il maggior fornitore, superando anche le entrate dei vicini francesi.
Ma quanto spendono in Svizzera per il vino?
Siamo tutti a conoscenza del generale benessere economico della popolazione, viene pertanto naturale chiedersi se tanto benessere dia spazio per gli acquisti di bottiglie. Sempre secondo l’Osservatorio, in questi ultimi anni il consumo di vino ha subìto una crescita del 3.8% nel 2016 e il consumo annuale a persona è salito da 30 litri all’anno nel 2014 a 35 nel 2016, complice sicuramente la crescente densità di popolazione, che sempre nel 2016 contava 8.4 milioni di abitanti. L’Osservatorio segnala che in questi due ultimi anni questi dati sono in crescita così come in crescita è l’apprezzamento dei prodotti vinicoli di qualità da parte dei consumatori.
A dimostrare il maggiore interesse per la qualità è il fatto che nei supermercati sta via via scomparendo l’idea classica di “vino da supermercato” e le catene svizzere stanno puntando a selezionare vini autoctoni e importati qualitativamente migliori da proporre al consumatore. La categoria di prezzo di vendita più grande per tutti i vini è di CHF12-15, ma i vini di origine svizzera rappresentano solamente il 31% di tutto il vino venduto nei supermercati e rappresentano il 35% di tutte le vendite di vino in volume nel Paese, anche di quelle effettuate direttamente in cantine o enoteche. Questi dati si prevede aumentino però, già ora il fatturato per il vino svizzero rimane superiore al vino italiano, un volume d’affari/ vendite di 32,6% contro 27%.
Visto e considerato però che madre natura non è stata particolarmente generosa con i terreni elvetici, o almeno non tanto quanto con la stragrande maggioranza di quelli italiani, occorrerebbe cavalcare l’onda di questa richiesta di alta qualità e mostrare al mercato svizzero e ai suoi assetati consumatori che prodotti italiani di qualità ce ne sono (tantissimi).













































