Argea ha presentato il suo Report di Sostenibilità 2024 durante “HABITAT”, evento che ha riunito i principali attori della filiera per discutere di innovazione e responsabilità. L’analisi evidenzia progressi misurabili in decarbonizzazione, gestione della supply chain e sicurezza. Lanciato il progetto “Gualdo”, primo vino biosimbiotico in ecodesign, simbolo di un impegno che integra la sostenibilità nel modello di business.
La sostenibilità nel settore vitivinicolo non è più una dichiarazione di intenti, ma un processo strategico misurabile che richiede la collaborazione dell’intera filiera. È questo il messaggio emerso da HABITAT, il terzo appuntamento promosso da Argea, tenutosi da poco a Milano, dove il gruppo ha presentato i risultati del suo Report di Sostenibilità 2024. L’evento è stato un’occasione di confronto tra produzione, grande distribuzione, logistica e fornitori, mettendo al centro del dibattito l’ecodesign come frontiera dell’innovazione responsabile.
“Come azienda leader del vino in Italia, che esporta la maggior parte della propria produzione nel mondo, sentiamo la responsabilità di guidare il settore verso un futuro più sostenibile”, ha commentato Massimo Romani, Amministratore Delegato di Argea. “I risultati raggiunti dimostrano che competitività e responsabilità possono convivere, creando valore per l’azienda, per i territori e per il mercato globale”.
I risultati di un impegno misurabile
Il Report 2024, redatto per la prima volta secondo i nuovi standard europei (European Sustainability Reporting Standards, ESRS), articola l’impegno di Argea su quattro pilastri strategici, Filiera, Terra, Persone e Direzione, mostrando progressi tangibili e supportati da dati concreti.
Sul fronte della Filiera, spicca l’estensione del Patto di Sostenibilità, che oggi coinvolge 26 cantine e copre oltre il 60% del vino acquistato dal gruppo. Un dato ancora più significativo è la crescita dei fornitori qualificati secondo criteri ESG Argea, passati dal 65% del 2023 all’86% nel 2024. Questo dimostra un controllo sempre più rigoroso e una condivisione di valori estesa a tutta la supply chain.
Per quanto riguarda il pilastro Terra, i risultati sono altrettanto netti. Argea ha raggiunto il 100% di approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili (Scope 2) e ha aderito formalmente alla Science Based Targets initiative (SBTi) per validare scientificamente i propri obiettivi di decarbonizzazione. I consumi energetici totali hanno registrato una riduzione del 7,3% rispetto al 2023, un traguardo ottenuto grazie a una maggiore efficienza operativa. Notevoli anche i risultati sul packaging, con un tasso di riciclo trainato dall’impiego di bottiglie riciclate (70%), cartoni (40%) e tappi (50%).
Il benessere e la sicurezza delle Persone restano una priorità assoluta. Nel 2024, il numero di infortuni si è quasi dimezzato, scendendo da 9 a 5, con un indice di frequenza (5,67) e di gravità (0,21) ampiamente al di sotto dei target prefissati. Un risultato frutto di un investimento costante in formazione, con oltre 5.600 ore erogate, di cui quasi la metà (44,7%) dedicate proprio a salute e sicurezza.
Infine, meno visibile ma altrettanto cruciale è il lavoro svolto sulla Direzione, che definisce le regole per guidare le azioni del gruppo. Argea ha intrapreso un percorso di transizione verso i nuovi standard europei di rendicontazione (CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive), adottando già nel 2024 i principi VSME per le PMI.
Gualdo: quando l’ecodesign incontra il vino biosimbiotico
L’impegno di Argea si è concretizzato in un progetto pilota che funge da manifesto per il futuro: il nuovo Gualdo di Poderi dal Nespoli. Non è solo il primo vino dell’azienda a essere certificato biosimbiotico, ma è soprattutto il primo concepito interamente in ottica di ecodesign.
“Con Gualdo abbiamo voluto coniugare il valore del territorio di Predappio con un approccio alla sostenibilità che non riguarda solo la vigna, ma anche la bottiglia che arriva al consumatore”, ha spiegato Giacomo Tarquini, Group Marketing Director di Argea.
L’agricoltura biosimbiotica, come illustrato nel report, va oltre il biologico: arricchisce il suolo inoculando microrganismi vivi che, entrando in simbiosi con le radici della vite, ne rafforzano le difese naturali e migliorano la sua resistenza agli stress idrici e climatici.
Questo approccio rigenerativo si sposa con un packaging a impatto ridotto: la bottiglia bordolese utilizzata è più leggera del 16% rispetto allo standard con un potenziale risparmio annuo di oltre 460 tonnellate di vetro se il modello venisse esteso a tutta la produzione analoga del gruppo. Anche etichetta (in parte da scarti d’uva), tappo (con legante da cereali) e capsula (in ceralacca naturale) sono stati scelti per minimizzare l’impatto ambientale.
Una visione condivisa per il futuro del settore
Il dibattito durante HABITAT ha confermato che la sostenibilità è efficace solo se diventa un linguaggio comune. Daniele Colombo di Esselunga ha evidenziato la necessità di un impegno condiviso: “Produttori, distribuzione e comunicazione devono lavorare insieme affinché il messaggio arrivi forte e chiaro all’utente finale”. Gli ha fatto eco Alessandro Rossi di Partesa, sottolineando come nel canale Horeca la sostenibilità sia diventata un criterio di scelta per i ristoratori e un fattore di credibilità: “Per le nuove generazioni il vino non è solo cosa c’è nel bicchiere, ma il racconto che possono fare di ciò che bevono”.
“In Argea la sostenibilità è l’approccio stesso del nostro modello di business”, ha concluso Michael Isnardi, QHSE & Sustainability Director. “Dobbiamo essere capaci di coinvolgere tutto il settore perché solo così la nostra filiera sarà più forte nelle sfide di oggi e domani”. Una visione che trasforma la responsabilità in un motore di crescita e innovazione per l’intero comparto.
Punti chiave
- Approccio Data-Driven: la strategia di sostenibilità di Argea non si basa su intenzioni, ma su dati misurabili e obiettivi chiari.
- L’Ecodesign come leva strategica: il lancio del vino “Gualdo” di Poderi dal Nespoli non è solo una novità di prodotto, ma la manifestazione di un approccio integrato che unisce agricoltura rigenerativa e packaging a impatto ridotto, coinvolgendo l’intera catena del valore.
- La Sostenibilità è un atto collettivo: HABITAT ha sottolineato come la vera transizione ecologica nel settore vitivinicolo richieda la collaborazione di tutti gli attori, dalla produzione alla GDO fino alla logistica, per creare un messaggio coerente e un valore percepibile dal consumatore finale.












































