L’articolazione del sistema vitivinicolo negli Stati Uniti presenta una mappa complessa e differenziata, riflettendo non solo la vastità geografica del Paese ma anche la varietà di climi e terroir che influenzano la produzione di vino. 

L’ultimo report di Wine Business Analytics offre uno sguardo dettagliato su come si struttura questo settore, evidenziando alcuni dati chiave che possono aiutare a comprendere meglio il panorama vitivinicolo statunitense.

Al primo posto, senza sorpresa, troviamo la California, che domina sia in termini di numero di cantine sia per volume di produzione. Con 4.947 cantine, che rappresentano il 42% del totale nazionale, e una produzione nel 2023 di circa 280 milioni di casse di vino (circa 3,4 miliardi di bottiglie), l’86% della produzione totale degli Stati Uniti.

La California si conferma il cuore pulsante del vino americano. La sua influenza sul mercato non può essere sottostimata, considerando anche  l’importanza “storica” e la reputazione di regioni come Napa e Sonoma nella cultura vitivinicola mondiale.

Al di là della California, la distribuzione delle cantine attraverso gli Stati Uniti mostra una diversità sorprendente. Oregon e Washington seguono con rispettivamente 897 e 872 cantine, evidenziando l’importanza della costa occidentale nel panorama vinicolo del Paese. Tuttavia, Stati come Texas, New York, e Virginia dimostrano (con 521, 459 e 388 cantine rispettivamente) che la produzione di vino è un’affare nazionale, con centinaia di cantine ognuno e una produzione significativa che contribuisce alla diversità del vino americano.

Il report rivela anche una varietà nell’articolazione delle dimensioni delle cantine. Delle 11.654 cantine americane (secondo l’ultimo censimento di WineBusiness Analytics di gennaio 2024), la maggior parte di esse ha una produzione decisamente limitata (meno di 1.000 casse all’anno, cioè circa 12.000 bottiglie), costituendo il 50% del totale. Questo sottolinea una tendenza verso la piccola produzione, quasi totalmente dedicata al mercato interno e, in modo particolare, alla vendita diretta tramite le attività di accoglienza enoturistica, di cui gli Usa continuano a rappresentare un eccellente esempio a livello mondiale.

 Al contrario, le cantine di grande dimensione (più di 500.000 casse, cioè oltre i 6 milioni di bottiglie) rappresentano solo l‘1% del totale, sebbene la loro produzione sia cruciale per il volume complessivo.

Interessante notare come si distribuiscono le cantine in base al prezzo medio della bottiglia. La maggior parte si posiziona nella fascia di prezzo (franco cantina) tra $11 e $29.99 (quasi il 60%), con un picco significativo di cantine che vendono bottiglie tra i $20 e i $29.99 (33%). Questo dato riflette posizionamenti medi decisamente più elevati di quanto avviene nel nostro Paese anche in denominazioni alquanto prestigiose. Ma che testimonia anche una capacità di acquisto da parte dei consumatori americani decisamente più elevata rispetto alla media mondiale. Sono infatti più del 30% le cantine che si posizionano su prezzi tra i 30 e i 59,99 dollari, mentre le realtà con prezzi superiori ai 100 dollari rappresentano il 2% del sistema vitivinicolo americano.

In sintesi, il sistema vitivinicolo degli Stati Uniti si presenta come un ecosistema ricco e diversificato, dove la produzione di vino spazia dalle piccole cantine artigianali alle grandi imprese con distribuzione globale. La varietà di climi, terroir, e filosofie di produzione rende il vino americano un campo di esplorazione particolarmente interessante e, soprattutto, una costante testimonianza di capacità di relazionarsi al meglio con i consumatori finali, un fattore che sarà sempre più strategico anche nel prossimo futuro.