Cielo e Terra chiude la stagione fieristica internazionale 2026 – da Parigi a Düsseldorf fino a Verona – con un bilancio positivo. L’azienda veneta punta su innovazione continua, diversificazione geografica e relazioni stabili lungo la filiera per presidiare oltre 80 mercati. Al Vinitaly debuttano la linea The History of Gio e il rilancio dei 30 anni di Freschello.

La stagione fieristica internazionale 2026 si chiude per Cielo e Terra con un bilancio positivo e, soprattutto, con indicazioni chiare su come affrontare un contesto globale sempre più complesso. Dopo il trittico Parigi–Düsseldorf–Verona, l’azienda veneta conferma una direzione precisa: non basta più esserci, serve sapere esattamente dove si vuole andare.

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Luca Cielo

“Abbiamo percepito un’atmosfera complessivamente positiva, soprattutto nelle prime fiere dell’anno”, racconta il Direttore Generale Luca Cielo “ma abbiamo avuto conferma che oggi non è più sufficiente portare un prodotto sul mercato: le aziende devono avere le idee chiare, una strategia definita e coerente. Noi da tempo abbiamo scelto un posizionamento preciso, lavorando sulla qualità e sulla capacità di rinnovarci ogni anno”.

È proprio questa tensione continua verso l’innovazione che rappresenta uno dei pilastri della filosofia aziendale. Non solo sul piano enologico, ma anche su quello del packaging e del racconto. “Innoviamo costantemente linee e packaging perché il mercato ha bisogno di novità, e deve riconoscerle come autentiche”, prosegue Luca Cielo. “Allo stesso tempo consolidiamo ciò che funziona: è un equilibrio tra memoria e futuro”.

Un equilibrio che trova piena espressione nelle novità presentate al Vinitaly. Da un lato, il lancio della nuova linea The History of Gio, omaggio al fondatore Giovanni Cielo, pensata per interpretare in chiave contemporanea la tradizione familiare e collocarsi in una fascia più premium. Dall’altro, la celebrazione dei 30 anni di Freschello, uno dei vini più iconici dell’azienda, simbolo di accessibilità e capacità di parlare a generazioni diverse, oggi rilanciato anche attraverso il restyling e nuove iniziative di comunicazione.

Se la visione di prodotto è chiara, altrettanto definita è la strategia sui mercati internazionali, dove Cielo e Terra realizza circa l’80% del proprio fatturato. Una presenza capillare, costruita nel tempo con un approccio che si discosta dalle logiche più tradizionali.

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Pierpaolo Cielo

“Siamo sempre alla ricerca di nuove opportunità, adattando la nostra proposta a situazioni specifiche”, spiega il Vicepresidente Pierpaolo Cielo, “in questi anni abbiamo visto mercati considerati secondari darci grandi risultati, perché siamo entrati con le persone giuste e con le proposte corrette. Non vendiamo commodity legate al prezzo: non siamo quelli con i prezzi più bassi, ma puntiamo su innovazione sostenibile, valore aggiunto e accoglienza. 

Una strategia che si traduce in un’elevata diversificazione, sia geografica sia di portafoglio prodotti, elemento chiave per ridurre il rischio. “Siamo presenti in oltre 80 Paesi, con tanti vini di tipologie diverse. Questo ci permette di non dipendere da un singolo mercato o da un singolo prodotto e di essere più resilienti”, continua Pierpaolo Cielo.

Alla base di questo modello c’è anche un forte investimento sulla struttura commerciale e sulla squadra. Gli area manager, insieme alle funzioni marketing e customer service, rappresentano un asset fondamentale nella costruzione delle relazioni e nello sviluppo dei progetti internazionali. “I risultati arrivano quando c’è un progetto condiviso e quando le persone sono coinvolte”.

Ma il vero elemento distintivo è forse la capacità di costruire relazioni stabili lungo tutta la filiera. Non solo clienti fidelizzati, ma anche fornitori e partner con cui sviluppare un percorso comune nel tempo. “Per noi è fondamentale creare filiera, dare continuità e affidabilità”, sottolinea Luca Cielo. “Abbiamo scelto, molti anni fa, di credere nella stabilità come valore competitivo”.

In un contesto globale caratterizzato da incertezza, la risposta di Cielo e Terra sembra quindi poggiare su alcuni principi chiave: chiarezza strategica, innovazione costante, diversificazione e relazioni solide. Un approccio che, alla luce dei risultati e delle prospettive emerse durante la stagione fieristica, appare oggi più che mai efficace.


Punti chiave

  1. Strategia chiara e posizionamento premium: Cielo e Terra sceglie qualità e innovazione, piuttosto che competizione sul prezzo.
  2. Innovazione costante di prodotto e packaging: ogni anno nuove linee, per rispondere alle esigenze di mercato in modo autentico.
  3. 80 Paesi, nessuna dipendenza: la diversificazione geografica e di portafoglio garantisce resilienza nei mercati internazionali.
  4. The History of Gio e Freschello 30 anni: al Vinitaly 2026 tra heritage familiare e icone di successo.
  5. Filiera e relazioni stabili come vantaggio competitivo: fornitori, partner e team commerciale sono asset strategici del modello di business.