Il crescente interesse del pubblico degli eno-appassionati nei confronti del turismo tematico del vino sta aprendo grandi opportunità per i territori e richiedendo una sempre maggiore capacità di coordinamento da parte dei Consorzi.

Le recenti norme europee, e in particolare il Regolamento UE 2024 / 1143 riformano il sistema delle IG e conferiscono ai Consorzi nuovi poteri e responsabilità: tra queste, intervenire in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, anche sviluppando servizi turistici nella propria area geografica.

Il territorio di Montepulciano è tra le mete italiane preferite dai wine lover. Nel nostro excursus tra i Consorzi, abbiamo chiesto al Direttore Paolo Solini di raccontarci quale ruolo sta svolgendo il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano nella promozione enoturistica e di illustrare i principali strumenti utilizzati a sostegno di questa attività. 

Il Direttore osserva anzitutto che il Comune ha risposto alle esigenze di promozione di un enoturismo sostenibile con il recente ottenimento della certificazione internazionale del Global Sustainable Tourism Council, diventando “destinazione turistica sostenibile. “Per raggiungere questo traguardo abbiamo creato una task force operativa composta dal Consorzio, l’Università degli Studi di Siena, la Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese e la Camera di Commercio Arezzo-Siena: il gruppo è stato coadiuvato da Valoritalia”.

“A Montepulciano la connessione tra aspetto enologico e turistico è sempre stata storicamente molto forte: abbiamo cantine storiche che sono dei veri e propri musei del vino; strutture che vanno ben oltre la degustazione e la vendita del vino che producono. E all’aspetto turistico è strettamente legato quello della sostenibilità, che abbiamo voluto mettere in cima ai nostri valori: a maggio 2022 siamo riusciti ad avere il riconoscimento Equalitas, che prevede che oltre il 60% dei terreni che producono Nobile e rosso di Montepulciano siano aderenti ai canoni della lotta integrata. Naturalmente questo non è assolutamente un traguardo, ma un percorso, nel quale bisogna continuare a credere fermamente al di là del riconoscimento stesso. Siamo ora alle prese con la misurazione della carbon footprint, della water footprint e della biodiversità: aspetti sui quali l’ente certificatore stesso misurerà la serietà del nostro impegno”. 

La responsabilità di Montepulciano nei confronti della sostenibilità è in primo luogo sentita nei confronti di chi vi abita. Solo per fare un esempio, presso l’Ospedale di Nottola, che serve tutta la Val di Chiana, è stato impiantato un parco utilizzando essenze autoctone quali lecci, ornelli, ciliegi ed altro, grazie al coinvolgimento di un migliaio di bambini, e un luogo deputato alla sofferenza è stato trasformato in un bel segnale di vitalità, all’insegna del messaggio “alberi, non parole”.

“Se consideriamo gli impegni e le possibilità che si aprono oggi con la nuova regolamentazione europea” prosegue il Direttore, “possiamo dire che quei valori li abbiamo fatti propri da anni, anche se è evidente che coglieremo lo stimolo della normativa per essere sempre più sensibili sul tema dell’accoglienza sostenibile. Voglio però dare qualche dato significativo: nella patria del Vino Nobile si è registrata una grande ondata di presenze della cosiddetta “Generazione Z”, con età compresa tra i 20 e i 25. Questa nuova fascia di consumatori ha evidenziato una grande richiesta di sostenibilità nelle pratiche di cantina e in generale nelle azioni volte a sostenere il territorio e l’ambiente”.Per sensibilizzare i turisti a evitare gli sprechi alimentari è nato qui a Montepulciano il progetto  #portamiconte, che, grazie alla collaborazione di oltre 200 enoteche, bar e ristoranti, prevede la raccolta di bevande e pietanze non consumate in doggy e wine bag realizzate con carta riciclata e riciclabile a sua volta.