Gaetano Lanza, ideatore di Bottega Botlé® e della tecnologia Rewine®, racconta nel libro Enoturismo Urbano un modello che porta il vino in città. Senza tavoli, con il calice al collo e il gioco come guida, trasforma la curiosità in partecipazione. Tre ingredienti rendono l’esperienza memorabile: coinvolgimento, rilevanza personale e significato. Un invito alle cantine a ripensare il pubblico.

In un settore che da anni si racconta come saturo e bloccato, Enoturismo Urbano di Gaetano Lanza è la prova che lo spazio per inventare c’è ancora.

Gaetano arriva a Bologna a diciotto anni per studiare Fisica. Per mantenersi comincia a lavorare nei locali, ed è lì che scopre la materia che lo appassionerà per tutta la vita, cioè le persone. Dopo trent’anni tra ristorazione, eventi, formazione e tecnologia, guarda il vino da fuori e vede quello che noi spesso non vediamo. Un mondo straordinario per qualità, e tante persone curiose che restano fuori dalla porta perché si sentono impreparate. Quante volte abbiamo sentito dire “io di vino non capisco nulla”?

Da qui nasce l’Enoturismo Urbano. La visita in cantina resta fondamentale, ma richiede tempo, spostamenti, organizzazione, e finisce per essere un episodio isolato nella vita delle persone. “L’intensità non è continuità”, scrive Lanza. La città può diventare il luogo in cui la relazione con il vino e i territori prosegue, non contro le cantine ma accanto a loro. Lo ha dimostrato a Bologna con Bottega Botlé®, uno spazio senza tavoli dove si gira con il calice al collo, si assaggia in libertà e si gioca con il vino grazie a Rewine®.

Emozione non vuol dire esperienza

Il capitolo più prezioso è quello sull’esperienza. Oggi tutto è esperienza, dalla degustazione alla passeggiata in vigna, e la usiamo come sinonimo di emozione. Un’emozione può essere intensa e autentica senza diventare un’esperienza. Il panorama mozzafiato o la barricaia illuminata ad arte colpiscono, ma se l’ospite esce come è entrato, l’esperienza non c’è stata.

Perché ci sia, servono tre ingredienti. Il coinvolgimento, che non vuol dire fare delle cose, ma avere le chiavi per entrare in quello che si vive. Poi la rilevanza personale, cioè scoprire che quel vino ci riguarda, anche strada facendo. E infine il significato, uno scarto tra il prima e il dopo, qualcosa che ci si “porta a casa”.

Gaetano aggiunge che un’esperienza diventa memorabile quando la sorpresa apre una domanda invece di esaurirsi nello stupore, quando i sensi lavorano insieme invece di accumulare stimoli, quando l’ospite è chiamato a scegliere e non solo ad ascoltare. A tenere tutto insieme c’è il contesto, che “non è una cornice decorativa”.

A Bologna tutto questo diventa concreto. Il calice consegnato all’ingresso spiazza chi pensava di entrare in un negozio e trasforma il visitatore in protagonista. Ognuno sceglie cosa assaggiare e in che ordine, e al banco degli abbinamenti nessuno ordina, si assaggiano formaggi, salumi e mieli accanto al vino. Il Gioco del Sommelier fa domande sul vino nel calice e trasforma la paura di sbagliare in voglia di scoprire. Le persone non hanno bisogno di sentirsi esperte ma autorizzate a partecipare.

Lo spazio che c’è ancora

Il valore del libro va oltre il modello Botlé®, e lo conferma anche un riconoscimento recente: Enoturismo Urbano è stato premiato ex aequo con il manuale dell’enoturismo di WTH al concorso “50 sfumature di pinot noir”. Gaetano ha avuto il coraggio di togliere il tavolo in un Paese dove il tavolo è sacro. E ha dimostrato che nel vino ci sono ancora pubblici da accogliere e luoghi da inventare. Mentre in tanti aspettano che la crisi passi da sola, c’è chi apre uno spazio nuovo e lo riempie di persone.

Per cominciare basta la domanda che Lanza pone all’inizio del libro, e che ogni cantina dovrebbe farsi. Cosa sta facendo davvero la persona che ha il calice in mano? Sta ascoltando o sta partecipando? Sta ricevendo informazioni o sta costruendo un ricordo?

“Enoturismo Urbano” Gaetano Lanza formalizza un nuovo segmento di mercato tra cantine e città

Punti chiave

  1. Bottega Botlé® è uno spazio senza tavoli: si gira con il calice al collo e si assaggia in libertà.
  2. L’Enoturismo Urbano porta il vino in città e affianca le cantine, offrendo continuità alla relazione con i territori.
  3. Emozione ed esperienza sono cose diverse: l’esperienza richiede coinvolgimento, rilevanza personale e significato.
  4. Un’esperienza memorabile nasce quando la sorpresa apre una domanda e l’ospite sceglie, invece di ascoltare soltanto.
  5. Il Gioco del Sommelier trasforma la paura di sbagliare in voglia di scoprire.