Se c’è un territorio vitivinicolo nel nostro Paese che ha le caratteristiche ideali per sviluppare al meglio l’attività enoturistica questo risponde al nome di doc Lugana. E questo non solo per la sua ideale collocazione geografica, in quell’angolo del Lago di Garda dove il Veneto si incontra con la Lombardia, dove tre splendide cittadine lacustri come Peschiera, Sirmione e Desenzano del Garda ogni anno accolgono milioni di turisti, molti dei quali attratti anche dal suggestivo e ricco entroterra. (Pozzolengo e Lonato del Garda) Ma sarebbe sbagliato considerare la doc Lugana enoturisticamente forte, evoluta “solo” per una questione geografica. L’accoglienza, infatti, è un patrimonio insito nel DNA delle aziende vitivinicole di questa terra che da sempre ha visto nell’apertura all’ospite il modo migliore per farsi conoscere ma anche per far comprendere meglio i tanti valori di questo territorio. Le aziende del vino, pertanto, nella doc Lugana si possono considerare una sorta di osservatori privilegiati per vivere un’esperienza unica in uno dei territori del vino italiani più interessanti dal punto di vista storico-artistico e panoramico.

E riguardo a quest’ultimo aspetto va sottolineata la “bellezza paesaggistica” del Lugana. Dove il blu del Lago di Garda si mischia al verde delle vigne e degli ulivi che sono gli assoluti protagonisti dell’entroterra gardesano. Un fattore determinante nelle scelte dell’enoturista che è alla ricerca di prodotti non solo ottimi da degustare ma anche straordinari da vedere. Ma c’è un terzo fattore che tiene uniti la qualità del prodotto (i vini Lugana doc) e la bellezza del territorio: la qualità della vita. Troppe volte dimentichiamo che il grande sviluppo del turismo del vino in questi ultimi anni è stato determinato dalla ricerca di luoghi dove si vive bene, dove il benessere delle persone è messo al centro di tutte le strategie territoriali a partire proprio dall’accoglienza dei propri ospiti. Se c’è quindi un modo ideale per conoscere la terra del Lugana in tutte le sue diverse sfaccettature è proprio quella della cosiddetta “wine experience” che qui si evolve in “good life experience”.

“Per la nostra denominazione il Lago di Garda – sottolinea Edoardo Peduto, direttore del Consorzio di tutela Lugana doc – è un fattore determinante sia per quanto riguarda il suo “effetto” sulla qualità e l’identità dei nostri vini, sia per il grande potenziale turistico. Ed è proprio quando si riesce a connettere un vino al suo territorio di origine che si gettano le basi fondamentali per far sì che la denominazione diventi anche un’area enoturisticamente forte”. Non c’è dubbio, quindi, che la denominazione del Lugana DOC rappresenti uno dei territori più vocati per il turismo del vino in Italia. Lago, vino, vigneti e natura, sport all’aria aperta ne fanno una delle mete più richieste. 

Sulla scia di queste potenzialità, ad inizio 2022 il Consorzio del Lugana DOC ha posto le basi per il progetto “Enoturismo per la Denominazione Lugana“, promosso con il fine di valorizzare al meglio tutte le potenzialità che ha questo vino, vera eccellenza nel suo genere. Partendo infatti da un forte senso di appartenenza e consapevolezza del valore del territorio, la promozione del Lugana si sviluppa attorno al concetto di wine destination, con una comunicazione che ha l’obiettivo di mostrare i punti di forza della Denominazione sia in Italia che all’Estero. 

Il progetto Enoturismo mira a sviluppare azioni strategiche e intersettoriali che vanno concretamente ad intervenire su specifici margini di sviluppo per le aziende consorziate, mirando a diffondere una “cultura dell’enoturismo”, comunicandola al consumatore finale, agli operatori nazionali ed internazionali ed ai media e mezzi di comunicazione. Le azioni intraprese hanno coinvolto formazione in formato tradizionale e workshop rivolti alle aziende e un incoming con giornalisti e influencer sul territorio per testare nel concreto l’hospitality delle aziende in Lugana. 

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Un territorio vocato alla produzione vitivinicola di alta qualità

Quello del Lugana doc si può considerare a tutti gli effetti uno dei territori del vino a maggiore predisposizione vitivinicola. Incanalata tra le province di Brescia e Verona, la denominazione, tra le prime DOC in Italia, nasce all’interno di un territorio con una naturale attitudine alla produzione del vino fin dall’epoca antica. Il Lugana è un vino prodotto con un unico vitigno, il Turbiana, che giova della presenza del Lago di Garda: i terreni argillosi, dove viene coltivato questo vitigno, sono nelle vicinanze delle sponde del lago all’interno dell’anfiteatro morenico e godono di un microclima mediterraneo unico che regala un vino bianco distintivo per personalità e carattere. Il Lugana ha un grande vantaggio che deriva dalla sua grande versatilità e abbinamento al cibo: 5 stili differenti, dallo Spumante alla vendemmia tardiva, creano grande diversità nel bicchiere. 

Germania: il mercato storico per il Lugana

Dal Lago di Garda ai mercati internazionali: l’attività di promozione della DOC Lugana ha continuato senza sosta nel corso del 2023 sia sui mercati internazionali che su quello domestico. Non vi è dubbio, però, che il 70% delle 28 milioni di bottiglie di Lugana DOC prodotte nel 2022 siano andate all’estero; dunque, lo sviluppo dell’internazionalizzazione è per il Consorzio sempre più cruciale. Sicuramente la Germania è storicamente il mercato che prima di altri ha scoperto e apprezzato moltissimo il Lugana. Questo anche grazie alla storica relazione tra i turisti tedeschi e il Lago di Garda.  L’obiettivo a tendere del Consorzio è quello di consolidare questa relazione, oltre che favorire i nuovi ed interessanti canali che si sono aperti in altri mercati. In particolare, il Consorzio è stato protagonista nel mese di marzo in terra tedesca, oltre che con la fiera Prowein, anche con un ciclo di eventi in cui il Lugana è stato ospite della rivista Falstaff nella cornice storica dell’Antico Municipio di Monaco di Baviera. Oltre alla presenza di circa 40 produttori che hanno presentato le nuove annate di Lugana, sono stati selezionati 20 vini da parte di Othmar Kiem, caporedattore di Falstaff Italia, raccontati all’interno di due masterclass che hanno offerto una panoramica della regione e delle caratteristiche peculiari del vino Lugana. 

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