Generazione Next, il gruppo under 40 nato all’interno di Assovini Sicilia, rappresenta la nuova voce del vino siciliano. Sotto la guida di Gabriella Favara di Donnafugata, il progetto punta su formazione, rete e dialogo tra generazioni per valorizzare il territorio e comunicare il vino con linguaggio fresco, inclusivo e orientato ai giovani.

Gabriella Favara, sesta generazione delle nota azienda siciliana Donnafugata, figlia di José Rallo, porta il nome della nonna, la fondatrice con il marito Giacomo Rallo del brand che ha reso nota la Sicilia nel mondo. Da alcuni mesi Gabriella è la giovane presidente del gruppo Generazione Next. Come il nome stesso suggerisce, è un gruppo di under 40, le nuove generazioni delle famiglie di Assovini, associazione al cui interno è nata questa compagine. 

Generazione Next vuole essere una rete, un’occasione di incontro, confronto e crescita, ma anche una sfida: per parlare alle nuove generazioni di vino in modo diverso, nuovo. Un incubatore di idee, che non vuole parlare di passaggio generazionale, ma piuttosto di dialogo tra generazioni. Perché il futuro si costruisce sì osando, ma anche “stando con i piedi per terra e prendendosi il tempo per maturare le scelte giuste” come ci racconta Gabriella. 

Come è nato il progetto Generazione Next?

Generazione Next nasce innanzitutto dal grandissimo esempio che abbiamo ricevuto da Assovini.
Assovini è l’associazione nata nel 1998 in Sicilia dalla volontà di grandi produttori del mondo del vino — come mio nonno Giacomo Rallo, Diego Planeta, Lucio Tasca — con il desiderio di promuovere il vino siciliano e valorizzare sempre più la Sicilia come continente vitivinicolo nel mondo. Oggi Assovini è una grande squadra che unisce quasi cento aziende vitivinicole siciliane e familiari, e ha creato più volte negli anni occasioni in cui anche noi giovani, le nuove generazioni di queste aziende, ci siamo incontrati. Da lì è nato il desiderio di fare squadra e continuare a farlo, proprio come Assovini ha fatto e continua a fare.
Ci siamo incontrati anche perché ognuno di noi stava iniziando il suo percorso in azienda, oppure tornava da esperienze di lavoro o di studio fatte altrove, e quindi ci è venuto spontaneo il desiderio di dar vita a un gruppo, a una squadra che potesse continuare a promuovere questi valori.

Da chi è composto questo gruppo di giovani?

Generazione Next oggi unisce 26 giovani, ma l’obiettivo è crescere sempre di più.
I membri sono le nuove generazioni delle famiglie di Assovini, già operative in azienda, oppure — nel caso di aziende che non hanno ancora un familiare attivo — un giovane collaboratore che possa rappresentarle. Tutti under 40 e operativi in azienda: questi sono stati i due requisiti fondamentali per costruire una platea di giovani che vivono il settore.

Da dove arrivate e dove vorreste andare?

Il bello è che ognuno di noi proviene da percorsi diversi: studi differenti, esperienze diverse, magari all’estero o in altre aziende italiane, o addirittura, come nel mio caso, da altri settori.
L’obiettivo è continuare a promuovere e valorizzare la Sicilia del vino, facendolo in coro.
Vogliamo formarci insieme, condividere le esperienze, metterle a disposizione di tutti, essere una squadra che cresce e studia unita.

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Il gruppo di Generazione Next

E il passaggio generazionale come si affronta?

All’interno del nostro gruppo ci piace parlare di dialogo, più che di passaggio generazionale, perché abbiamo la fortuna di avere accanto le generazioni attuali con cui stiamo costruendo il nostro percorso in azienda.
Questo dialogo deve continuare, perché noi portiamo freschezza e innovazione, ma non dobbiamo dimenticare il tesoro dell’eredità che abbiamo tra le mani e che dobbiamo preservare e rispettare. L’unione, la collaborazione e il confronto tra la nuova generazione e quella attuale restano valori essenziali.

Arrivare dopo una storia di successo — come nel tuo caso, con figure importanti in famiglia — può far paura. Ma avere il tempo di assorbire l’esperienza della generazione che precede è una fortuna che prepara e alleggerisce la responsabilità…

Le generazioni precedenti ci insegnano a stare con i piedi per terra, a prenderci il tempo per maturare le scelte. Noi giovani tendiamo a voler andare sempre dritti al punto, forse a volte troppo istintivamente. Loro ci portano a ragionare, ad avere una visione d’insieme, un metodo diverso, frutto dell’esperienza.
Questo è un valore prezioso, perché nelle nostre mani non ci sono solo grandi aziende, ma persone, territori, reputazioni. 

Qual è il tuo percorso prima di entrare nell’azienda di famiglia?

Ho studiato a Milano Economia e Gestione Aziendale, poi ho fatto un master all’estero. Prima di tornare in Sicilia ho lavorato in due grandi aziende familiari del settore alimentare, nel marketing e nel brand management. Dopo otto anni tra studio e lavoro, sono rientrata a casa e da ottobre 2022 sono in Donnafugata. Il mio desiderio era costruire un piccolo bagaglio professionale, imparare da altri settori e portare approcci e metodi nuovi.

Qual è la sfida più grande oggi?

Una delle sfide più grandi è parlare ai giovani consumatori, che talvolta sono neofiti o semplicemente curiosi.
Io non sono l’enologa di famiglia, non ho una formazione tecnica, ma amo raccontare e trasmettere emozioni. Credo nell’importanza di un linguaggio fresco, svincolato dai tecnicismi: serve per conquistare chi non conosce ancora il vino ma ne può cogliere la bellezza, la convivialità, le storie e i territori.
Un linguaggio semplice non significa superficiale: conosciamo il lavoro che c’è dietro ogni bottiglia — la vigna, la cantina, la comunicazione, la vendita — ma vogliamo farlo vivere ai consumatori attraverso esperienze e contatto diretto.
Con Generazione Next, con membri sparsi in diverse zone dell’isola, possiamo davvero raccontare la Sicilia come un continente vitivinicolo fatto di diversità.

Qui mi stai sottolineando l’importanza di unirsi, di fare rete…

Io ho la fortuna di vivere in un contesto privilegiato: Assovini è stato un grande esempio di rete. Gli incontri con loro, in Italia e all’estero, sono sempre momenti di confronto e di grande valore.
Con Generazione Next vogliamo proseguire su questa strada, creando anche occasioni di incontro con altri consorzi e gruppi di giovani del vino, in Italia e all’estero.

Parliamo ora delle iniziative concrete di Generazione Next: cosa fate?

Stiamo partecipando a diversi eventi sul territorio, con spazi dedicati dove comunichiamo il vino in modo diverso, fuori dal classico format di degustazione.
In parallelo, stiamo lavorando a un progetto con le università siciliane: vogliamo creare momenti di divulgazione e collaborazione, per far conoscere le realtà vitivinicole del territorio e offrire opportunità di stage o lavoro ai giovani.
Puntiamo anche sulla formazione interna al gruppo e, in futuro, sui collaboratori delle nostre aziende. Oggi siamo 26, ma l’obiettivo è crescere man mano che ogni azienda individuerà un giovane da proporre nel gruppo. Generazione Next vuole essere anche un incubatore di idee. Abbiamo delle linee guida, ma tutto è in divenire: ognuno porta proposte e contributi diversi, frutto di esperienze e sensibilità personali.
C’è un continuo fermento di nuove idee e collaborazioni, e siamo solo all’inizio.


Punti chiave:

  1. Generazione Next nasce in seno ad Assovini Sicilia per unire le nuove generazioni del vino isolano sotto un’unica rete di confronto e crescita.
  2. Il gruppo, oggi composto da 26 giovani under 40, promuove un dialogo costante con le generazioni precedenti, valorizzando esperienza e innovazione.
  3. Obiettivo centrale: raccontare il vino siciliano con un linguaggio semplice ma profondo, capace di coinvolgere i giovani consumatori.
  4. Generazione Next lavora su formazione, divulgazione e collaborazione con università e altri consorzi italiani e internazionali.
  5. L’iniziativa vuole essere un incubatore di idee e relazioni, per far emergere una nuova visione condivisa e moderna del vino siciliano.