L’intelligenza artificiale potrebbe minacciare il lavoro di sommelier o esperti di vino in futuro? Ci poniamo sempre più frequentemente questa domanda dal momento che stanno nascendo nuovi strumenti digitali, che fanno uso dell’intelligenza artificiale, e che intendono guidare i consumatori dei prossimi decenni nella scelta dei prodotti da acquistare e tra questi c’è anche il vino. La tecnologia potrà dunque sostituire l’essere umano, l’esperto, nel nostro caso un sommelier, nel consigliare ed indirizzare sull’acquisto. È questo uno scenario possibile? Per scoprirlo cerchiamo di comprendere meglio in che cosa consistono queste nuove tecnologie. 

Un’app innovativa per monitorare i gusti dei consumatori

Una mappa del gusto digitale – taste map – si propone di guidare i consumatori attraverso i prodotti e apre alla possibilità di rendere il processo di selezione del vino più “democratico”, accessibile a tutti e meno dipendente da conoscenze tecniche. Come? Semplicemente affidandosi ad un’app. Fantascienza? Purtroppo, no. Secondo un recente articolo pubblicato da The Drink Business un gruppo di scienziati ha progettato un’app che raccoglie un ampio dataset multimodale sul vino, basato sulla relazione tra percezione visiva, linguaggio e sapore. Comprende 897.000 immagini di etichette di vino, 824.000 recensioni di vini dalla piattaforma Vivino e 350.000 annate, annotate con anno, regione, valutazione, percentuale di alcol, prezzo e composizione dell’uva.

La motivazione che ha mosso gli scienziati in questa ricerca è doppia: da una parte le foto e le recensioni degli utenti su Internet sono una grande risorsa di dati, offrendo una comprensione ampia, accessibile e varia delle qualità dei vini. Dall’altra, le valutazioni ed opinioni sui vini da parte degli utenti consentono di avere diretto accesso a possibili profili sensoriali e di gusto. Combinando queste risorse, gli scienziati si propongono di catturare il meglio di entrambi i mondi, costruendo un dataset ricco e articolato. 

Come sono arrivati a questo risultato?

Un pool di scienziati delle Technical University of Denmark, California Institute of Technology e University of Copenhagen hanno condotto un esperimento di degustazione di vini con 256 partecipanti a cui è stato chiesto di classificare i vini in base alla loro somiglianza nel sapore. Il team ha utilizzato i dati per separare i vini in gruppi di gusti simili. Questi dati sono stati poi inseriti in un algoritmo per creare una mappa completa dei profili aromatici dei vini rossi, bianchi e rosati che “si allinea con l’intricata percezione umana del sapore”: la Taste map. 

Le potenzialità della “Taste map”

Usando i dati combinati delle recensioni degli utenti su Vivino e la ‘taste map’, il sistema con l’intelligenza artificiale identifica i vini vicini nella mappa, simili per profilo gustativo. Le potenzialità della mappa del gusto sono molte, gli scienziati stanno studiando il sistema per applicarlo anche ad altri prodotti come birra o caffè. I ricercatori dichiarano che questa innovazione significa un importante avanzamento nell’intersezione tra tecnologia ed enogastronomia e potrebbe cambiare potenzialmente il panorama delle scelte dei consumatori in vari settori.

Potrà questo sistema scalfire completamente il ruolo dell’essere umano, del sommelier o dell’esperto di vino, nel comprendere i gusti e le preferenze altrui e consigliarlo nel migliore dei modi? A questo domanda per ora non possiamo dare risposta, ma sicuramente ad oggi non è facile accettare questo scenario.