Il Mercato dei Vini FIVI 2024 si distingue per l’inclusione di oltre 1.000 vignaioli, collaborazioni strategiche e focus su tradizione e rete. Lorenzo Cesconi approfondisce le novità dell’evento, la collaborazione con FIOI e Panificatori Urbani e il coinvolgente “Fuori Mercato”.

In occasione della 13ª edizione del Mercato dei Vini FIVI, abbiamo intervistato Lorenzo Cesconi, presidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), che ha recentemente annunciato, durante l’Assemblea FIVI 2024, la sua decisione di non ricandidarsi per il prossimo mandato

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Figura di spicco del panorama vitivinicolo italiano, noto per il suo impegno nella valorizzazione dei produttori indipendenti e nella promozione dei loro valori, Cesconi ci ha raccontato le principali novità di quest’anno, le strategie messe in campo per garantire qualità e visibilità agli espositori, e l’importanza di costruire una rete tra produttori indipendenti, anche oltre il settore vinicolo.

Il Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti è giunto alla sua 13ª edizione. Quali sono le novità principali di quest’anno rispetto alle edizioni precedenti?

La seconda edizione del Mercato a Bologna consolida lo spostamento nel capoluogo di regione e raccoglie i frutti di una maggiore consapevolezza della città rispetto a un evento che è alla portata di tutti. Bologna è una città con tanti ristoranti e attività di buon livello che avevano risposto bene al primo Mercato FIVI a Bologna, ma che sta rispondendo molto meglio alla seconda edizione perché si è generata una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori.

Oltre alla crescita dei visitatori in Fiera, mi piace sottolineare la collaborazione con l’AMO (Associazione Mescitori Organizzati) e le associazioni di categoria riferibili ad alberghi e ristoratori: grazie alle iniziative sviluppate insieme, la nostra non è più solo una fiera che cade una volta all’anno ma si è trasformata in un’occasione per creare rapporti di collaborazione continuativi.

Quest’anno espongono oltre 1.000 vignaioli. Quali sono i criteri e le logiche di riferimento per accogliere le domande di partecipazione?

Il nostro mercato è caratterizzato dalla precisa volontà di dare spazio a tutti gli associati alla FIVI che vogliono partecipare e non vogliamo operare una selezione in fase di iscrizione: fino a che ci sarà spazio per accogliere i nostri associati, lo faremo.

Lasciamo ai visitatori la possibilità di fare una scelta e decidere i produttori che desiderano incontrare. Con la presenza di più di 1.000 espositori, è evidente che tre giorni non sono sufficienti per incontrare tutti, per cui noi ci impegniamo per coinvolgere e aggregare vignaioli veri. I visitatori hanno la grande opportunità di “percorrere” tutta l’Italia del vino passeggiando fra gli stand, ma poi è giusto che siano gli appassionati a scegliere regioni, denominazioni, vitigni e, soprattutto, donne e uomini del vino che vogliono incontrare.

Quali strategie sono state adottate per garantire visibilità e qualità agli espositori in una manifestazione così vasta?

I nostri sforzi sono stati principalmente indirizzati e focalizzati nella comunicazione dell’evento in città e, a livello comunicativo, siamo riusciti ad avere visibilità su qualche testata ad ampia diffusione. Ma, soprattutto, voglio segnalare il lavoro di comunicazione che viene fatto, direttamente ed in piena autonomia, da un buon numero degli associati.

In realtà, il Mercato FIVI è ormai un appuntamento consolidato che i produttori comunicano in tutti i modi e gli appassionati conoscono, aspettano e vogliono vivere in prima persona.

Quest’anno sono nate le collaborazioni con la FIOI (Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti) e i Panificatori Urbani. Qual è l’importanza di costruire una rete di produttori indipendenti, anche fuori dalla realtà del vino?

Abbiamo avviato la collaborazione con la FIOI perché ci siamo definiti a vicenda come “i cugini di campagna”: anche se i prodotti non sono in nessun modo confrontabili, i valori ed il lavoro degli olivicoltori sono identici ai nostri. Infatti, ci unisce il forte legame con l’origine, la volontà di preservare le varietà storiche, la determinazione nel fare una produzione di qualità, cioè valori altamente condivisibili in un’ottica in cui il vino deve riguadagnare consapevolezza e conoscenza anche da parte delle nuove generazioni.

Abbiamo messo un po’ in fila i valori della tradizione italiana di un tempo che erano pane, vino e olio e, infatti, quest’anno siamo riusciti a coinvolgere anche i Panificatori Urbani che, con il loro manifesto di appartenenza, ricalcano valori che sono comuni a noi ed alla FIOI. Tutti insieme, crediamo molto nella semplicità e nella genuinità, ai valori di un tempo che sono semplici e genuini, proprio come il pane, il vino e l’olio.

Il “Fuori Mercato” è una delle iniziative più interessanti del Mercato dei Vini FIVI. Come nasce e quali obiettivi si propone rispetto alla manifestazione principale?

Noi abbiamo ideato ed avviato questi importanti eventi esterni e paralleli alla Fiera definendo accordi con le realtà rappresentative del territorio. Ma quello che voglio sottolineare è che molti vignaioli, spontaneamente, hanno allacciato rapporti con gli esercenti di Bologna e quindi sono nate tantissime serate con i vignaioli in ogni angolo della città e con format diversificati.

Per agevolare queste iniziative abbiamo rinunciato alla storica cena del sabato sera tra vignaioli FIVI, così moltissimi hanno avuto l’occasione di mettersi a disposizione dei ristoratori per accogliere i clienti. Le cucine sono rimaste aperte fino a tarda sera, i ristoranti ed i vignaioli si sono conosciuti meglio ed hanno progettato serate motivanti e dinamiche.

I vignaioli sono usciti dalla Fiera per farsi conoscere dai bolognesi e la serata di sabato si è trasformata in un grande evento diffuso in città con i vignaioli in giro per i ristoranti. Gli effetti positivi generati sul territorio sono assolutamente evidenti e ci fanno molto piacere.


Punti chiave

  1. Il Mercato dei Vini FIVI 2024 consolida la sua presenza a Bologna con oltre 1.000 espositori.
  2. Collaborazioni strategiche con FIOI e Panificatori Urbani rafforzano l’autenticità e la tradizione italiana.
  3. Il “Fuori Mercato” coinvolge i vignaioli in eventi diffusi per interagire con i ristoratori locali.