Eleganza e creatività, ma anche concretezza e determinazione, sono gli aggettivi con cui definirei Marina Cvetic, Amministratore Unico di Masciarelli Tenute Agricole, una delle donne del vino italiano. Imprenditrice che negli ultimi 16 anni con passione e impegno ha saputo proseguire il lavoro avviato insieme al marito Gianni Masciarelli, Marina Cvetic ha ricevuto di recente due importanti riconoscimenti: è tra le ‘100 donne di successo’ del 2024 nella classifica di Forbes Italia e ha da poco ritirato il Premio Khail in occasione di VinoVip Cortina, la manifestazione organizzata dalla rivista “Civiltà del bere”.

Grazie alle attività di mecenatismo, all’ampliamento dell’offerta di prodotti e all’apertura di nuovi mercati, con un importante coinvolgimento delle nuove generazioni, Marina ha saputo garantire la continuità di un’impresa familiare italiana, oggi esempio di eccellenza a livello mondiale.

Come ha accolto la notizia di questi due premi appena ricevuti?

Sono molto sorpresa, e allo stesso tempo positiva e contenta. Questi premi sono un riconoscimento del nostro impegno quotidiano, quello mio e del mio team, e della passione che tutti mettiamo nel nostro lavoro.

Non smetterò mai di dire che l’Abruzzo è una regione ancora giovane e da scoprire e sono lieta che, con il nostro operato, sempre più persone apprezzino il suo patrimonio enogastronomico e la bellezza della natura che ci circonda. Sono orgogliosa di aver trasmesso questi valori ai miei figli e ora, insieme a loro, custodiamo la nostra terra, che consideriamo un dono prezioso da proteggere con gratitudine, promuovendo la sostenibilità e prendendoci cura del territorio e della sua biodiversità.

Leadership femminile: quali sono le caratteristiche di una buona leader a suo avviso? C’è distinzione tra uomo e donna? 

Non vedo alcuna distinzione tra leader uomo e donna. Siamo uguali, con le stesse competenze, magari con diversi linguaggi, comunicazione e obiettivi. Forse una cosa che noto è che le donne di solito si fidano di più di me, in quanto donna. Il 54% delle risorse nella nostra azienda sono donne, ma a me piace dire che gestisco talenti, senza alcuna distinzione di genere. 

Donne e vino: a che punto siamo a livello di accettazione della presenza femminile nel mondo del vino, per lunghi anni quasi esclusiva prerogativa maschile?

Sicuramente 30 anni fa la presenza femminile all’interno delle aziende di vino era molto timida, era più difficile organizzarsi e bilanciare la vita familiare con quella lavorativa. Oggi, fortunatamente, ci sono molte più possibilità e supporto da parte della famiglia e le donne nel mondo del vino sono più che presenti. Esistono anche delle associazioni che uniscono le donne, che creano positività e valore e contribuiscono a fare rete. 

Lei è affiancata da Sua figlia nel portare avanti l’azienda. Che valore dà al passaggio generazionale e cosa pensa della valorizzazione dei giovani in ruoli decisionali? 

A mio avviso, il passaggio generazionale non è tra mamma o papà e figli, ma tra una cultura e l’altra. Io sono una persona che accoglie in modo molto entusiasta le idee altrui, specialmente se arrivano dai giovani, ma poi bisogna mettere tutto in ordine e dare concretezza. 

Io penso che i giovani vadano sostenuti e amo dare loro fiducia e incoraggiamento, ma allo stesso tempo una giusta formazione, per consentirgli di acquisire una corretta professionalità. 

Marina Cvetic Chiara Masciarelli Miriam Lee Masciarelli @ph. Barbarossa
Marina con le figlie Chiara e Miriam

Un’intera linea di prodotti dell’azienda porta il Suo nome, per quale motivo? 

Io non lo avrei scelto mai, l’ha scelto mio marito; è stato il suo gesto d’amore. Questa cosa è molto particolare, perché a suo tempo non lo aveva fatto mai nessuno. Lui mi ha dato tanta fiducia. 

Cosa direbbe Suo marito oggi del successo che ha ottenuto? 

Go ahead. Bisogna innovare e investire, pensare positivo e divertirsi. Il mondo del vino è frizzante e pieno di stimoli oggi. Contemporaneo, ma allo stesso tempo tradizionale. Io penso sia giusto bilanciare entrambe le forze.

Qual è la sfida per il mondo del vino oggi?

Coinvolgere le nuove generazioni e aiutarle a sognare, creando nuovi percorsi emozionali per avvicinarsi al loro palato in modo diverso. 

Da chi o cosa sente di imparare?

Io prendo molto dalla natura e ascolto la vigna. La vigna è femmina e mi ispira sempre. Sono i miei punti di riferimento. 

Quale sogno o obiettivo ha per il futuro?

Un giorno vorrei una fattoria o una vigna sul mare. Ho tanti sogni nel cassetto che aspetto di realizzare.