Un Amarone in edizione limitata dedicato alla Camera del Sole e della Luna arricchisce il progetto culturale che unisce Villa Della Torre e Palazzo Te. Arte e vino si fondono in un racconto identitario che celebra il patrimonio italiano, con iniziative simboliche come il “Gioco del Ramarro” e la collaborazione con lo chef Carlo Cracco.

“L’arte ispira l’impresa. L’impresa sostiene l’arte”. Con questo motto Marilisa Allegrini ha raccontato il progetto che cresce, evolve e si rafforza negli anni e che unisce Villa Della Torre e Fondazione Palazzo Te. Progetto, che, dopo la presentazione di due etichette – Valpolicella Classico Superiore e Lugana – vestite dalle celebri Camera dei Giganti e Camera di Amore e Psiche negli scorsi anni, vede oggi arricchire la sua proposta con un terzo vino: un’edizione limitata di Amarone – vino simbolo della Valpolicella e di Verona – dedicata alla Camera del Sole e della Luna.

“Questo Amarone dedicato a Palazzo Te, realizzato con le uve del brolo della Villa, è un tributo a un comune sentire e alla visione di bellezza che ci accomuna. L’Amarone è, per la sua stessa storia, qualcosa di unico, un prodotto nato da un lungo processo di appassimento che caratterizza e che racconta la Valpolicella e il suo territorio. Questo progetto dà voce ad un legame speciale tra arte e vino, due universi che sono espressione, in tutto il mondo, della nostra identità nazionale” ha spiegato Marilisa Allegrini. Iconico e fortemente identitario il vino ancora una volta diventa un forte strumento di comunicazione in quanto capace di raccontare l’arte, l’architettura, la storia così come il territorio e la sua cultura produttiva mettendo in armoniosa contaminazione il patrimonio culturale materiale e immateriale. 

Progetto senza titolo

Un itinerario nuovo per il turismo di prossimità

Dunque da un lato la meravigliosa dimora eretta dai Della Torre tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, oggi di proprietà della famiglia Mastella Allegrini, dall’altro lo splendido palazzo dei Gonzaga, unanimemente riconosciuto come uno dei massimi esempi di villa suburbana manierista del Rinascimento.  Due capolavori le cui vicende storiche e architettoniche si sono intrecciate nel solco e nel segno di Giulio Romano. L’obiettivo del progetto è quello di offrire un punto di vista inedito con cui scoprire i due monumenti: proporre al turismo di prossimità un itinerario nuovo che di fatto accorcia le distanze tra Mantova e Verona e, prima ancora, offrire al patrimonio culturale italiano una nuova, preziosa, occasione di valorizzazione. 

“Rinnovare l’alleanza con Villa Della Torre e annunciarne un ulteriore sviluppo, proprio nell’anno in cui celebriamo i cinquecento anni di Palazzo Te, significa riconoscere la forza e la bellezza di un percorso intrapreso insieme unendo le forze e le idee per quel meraviglioso patrimonio di cultura e bellezza italiana che abbiamo l’onore di condividere” ha dichiarato Stefano Baia Curioni, Direttore di Palazzo Te

Progetto senza titolo

Il Gioco del Ramarro

La seconda novità è un progetto artistico ideato con l’intento di legare ancora più profondamente i due luoghi. Si è deciso di chiedere all’artista Flaminia Veronesi di creare un gioco da tavola che ricreasse e attraversasse simbolicamente Palazzo Te e Villa Della Torre. È nato così il “Gioco del Ramarro” – riprendendo un animale simbolo di Palazzo Te – che, simulando la struttura tipica del gioco dell’Oca, conduce i partecipanti da un luogo all’altro.

“Credo che la parola chiave per esprimere al meglio il lavoro, portato avanti insieme alla Fondazione Palazzo Te, sia meraviglia” ha detto spiega Caterina Sofia Mastella Allegrini, Vicepresidente del Gruppo Marilisa Allegrini e Direttrice Marketing & Comunicazione di Villa Della Torre. “Meravigliarsi della forza espressiva di Giulio Romano e della sua Scuola, delle affinità e delle differenze tra i due Palazzi, è stato il centro di tutto e, prima ancora, un regalo. Per questo è stato naturale chiedere a Flaminia Veronesi, a cui va il nostro sentito grazie per la dedizione dimostrata al progetto, di immaginare un gioco che li unisse e raccontasse il territorio che li connette. È un invito a guardare con occhi nuovi le geometrie, i simboli e le allegorie di questi due luoghi straordinari”. 

La cena firmata dallo chef Cracco

Per l’occasione della presentazione del nuovo vino è stata organizzata una cena, firmata dallo chef Carlo Cracco e allestita nel Cortile d’Onore di Palazzo Te, ha accompagnato la degustazione di tutti e tre i vini del progetto. Per la famiglia Mastella Allegrini quella con lo chef Carlo Cracco è un’amicizia pluriennale che trova ulteriore conferma nel fatto che il Ristorante Cracco sarà il primo ristorante italiano ad avere in carta i vini presentati.


Punti chiave:

  1. L’Amarone dedicato a Palazzo Te è il terzo vino del progetto che fonde arte e impresa.
  2. Il vino è prodotto con uve del brolo di Villa Della Torre, residenza rinascimentale della famiglia Mastella Allegrini.
  3. L’obiettivo è creare un itinerario culturale che unisca Verona e Mantova attraverso due monumenti storici.
  4. L’artista Flaminia Veronesi ha creato un gioco da tavolo ispirato ai due luoghi: il “Gioco del Ramarro”.
  5. I vini saranno presenti in carta al Ristorante Cracco.