Non ricordo più quando ho scritto l’ultimo articolo sul vino Novello, e questo dice molto su come questa tipologia di vino non solo si sia eclissata dai mercati, ma anche dai pensieri di noi cronisti del vino. Eppure, c’è stato un tempo in cui il Novello era non solo un vino particolarmente apprezzato, ma anche un appuntamento importante per la comunicazione del vino nel nostro Paese. Ho frequentato per anni il Salone nazionale del Novello di Vicenza, organizzato negli anni ’90 da Pino Khail, fondatore di Civiltà del Bere. Era un appuntamento imperdibile che aveva acquisito un ruolo di rilievo tra gli eventi vinicoli in Italia. Un’importanza dettata da un prodotto che cresceva di anno in anno e che, nel 2003, raggiunse il record di ben 21 milioni di bottiglie.

Il record e il confronto con il Beaujolais Nouveau

A quel tempo si parlava di un avvicinamento del nostro Novello al ben più noto Beaujolais nouveau, che alla fine degli anni ’90 viaggiava a un ritmo di 60 milioni di bottiglie all’anno. Il suo déblocage nel mese di novembre rappresentava una festa del vino per tutta la Francia. Anche il Beaujolais Nouveau ha subito un forte calo negli anni: basti pensare che lo scorso anno sono state vendute 16,5 milioni di bottiglie di questa tipologia di vino, di cui 10,1 milioni in Francia. Numeri che sono comunque superiori al nostro Novello, che in circa vent’anni ha subito un vero e proprio tracollo e che quest’anno, con meno di 3 milioni di bottiglie, ha toccato il suo record negativo.

Ripercorrere la storia del Novello serve a poco, anche se prestigiosi brand italiani si sono cimentati in questa tipologia di vino. È opportuno ricordare che il Novello, uscendo ai primi di novembre, rappresentava “seppur una goccia nel mare del vino italiano, una prima importante opportunità di entrate economiche nelle casse delle cantine italiane”, come sottolineava ogni anno il bravo Khail. Cosa è successo, quindi, al Novello e al Beaujolais Nouveau per perdere quasi tutto il loro appeal?

Sfide di immagine e identità

Paradossalmente, l’immagine “semplice e immediata” di questi vini è stata penalizzata in una fase storica, come quella di quasi quest’ultimo ventennio, in cui essere easy significava quasi sempre essere considerati di serie B. E questo era ancor più vero per il Novello, caratterizzato da un’identità poco chiara e riconoscibile. Per produrlo, infatti, in Italia entravano in ballo anche oltre 60 diverse varietà (rispetto al solo Gamay per il Beaujolais Nouveau).

In un periodo in cui la corsa al vino prestigioso e muscolare sembrava essere l’unica ricetta per avere successo, con una critica enologica che lo ignorava costantemente, era evidente che la vita per il nostro Novello sarebbe stata durissima.

Il futuro del Novello: un nuovo rinascimento?

Ma quanto sopra evidenziato può essere valido anche oggi, alla luce di un mercato che sembra invece aperto per un vino rosso semplice, di facile beva e a bassa gradazione? Non ho certezze, ovviamente. Penso però che il Novello potrebbe avere un suo nuovo Rinascimento, soprattutto se meglio comunicato e arricchito di un’immagine più contemporanea e non legata solo al caminetto e alle caldarroste.

Può il Novello entrare a pieno titolo in quei vini “nuovi”, più moderni e in sintonia con le tendenze di consumo attuale e del prossimo futuro? Ma può anche il Novello offrire una narrazione del vino più vicina alle generazioni più giovani? È chiaro che c’è molto da “svecchiare” in un prodotto che paradossalmente, oggi, appare vintage nonostante rappresenti una tipologia di vino fresca e giovane. Probabilmente un nuovo corso più contemporaneo per il Novello dovrebbe portare a una selezione più accurata delle varietà per produrlo, ma questo non deve preoccupare, visto lo straordinario portfolio ampelografico che abbiamo a disposizione con alcuni vitigni assolutamente vocati per realizzare ottimi Novello (es. Sangiovese, Teroldego, ecc.).

Infine, si può anche ripensare a un evento o a una serie di iniziative capaci di raccontare il Novello lungo il nostro stivale. Ma intanto mi limito a lanciare questa nuova ipotesi di rilancio del Novello… fatemi sapere cosa ne pensate.