ProWein 2024: si prospetta un’edizione colma di aspettative quella che sta per arrivare a Düsseldorf dal 10 al 12 marzo. Tutto il mondo del vino e degli alcolici guarda con grande curiosità ed incognite la fiera tedesca, che arriva a poco meno di un mese dalla “trionfante” edizione numero due della giovane Wine Paris 2024. Per capire cosa ci aspetterà abbiamo intervistato  Peter Schmitz, direttore di ProWein, Messe Düsseldorf. A lui abbiamo rivolto le nostre curiosità, che sono anche quelle del mondo degli operatori del settore, per comprendere cosa offrirà di interessante la storica fiera che quest’anno taglia l’importante traguardo dei 30 anni. 

Direttore, quali sono le sue aspettative per questa edizione di ProWein?

L’industria del vino si trova attualmente ad affrontare sfide importanti. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, attendiamo tutti con grande impazienza ProWein 2024. Una piattaforma internazionale come ProWein è più importante che mai, proprio per la delicatezza del momento e il calo del consumo di vino in molti mercati. Siamo anche molto curiosi di vedere quale impatto avrà la digitalizzazione sull’industria del vino e quali nuove prospettive aprirà.

Come è cambiata la fiera nei suoi 30 anni di storia?

ProWein si è sviluppata continuamente negli ultimi 30 anni. Siamo riusciti a fare di Düsseldorf una capitale internazionale del mondo del vino e degli alcolici. Nel corso degli anni ProWein si è evoluta da semplice piattaforma per gli ordini ad incontro al vertice del settore, dove al centro non c’è solo il business ma anche il dialogo. Inoltre il programma di supporto presso gli stand degli espositori o nel forum è in continua crescita e fornisce molte informazioni e ispirazioni preziose. Abbiamo anche sviluppato molti nuovi format, come il Concept Store con soluzioni innovative per il trade o il trend show “same but Different” con bevande artigianali per la scena dei bar.

Dopo Wine Paris 2024 è sorto un interessante dibattito tra i produttori ed i buyer sulla possible competizione tra ProWein e la fiera di Parigi. Qual è la sua opinione a riguardo?

Certo, stiamo seguendo questo dibattito, ma in realtà non vogliamo partecipare attivamente a questa discussione. Non si tratta di chi è più grande o migliore. Ogni singolo espositore e visitatore deve rendersi conto da solo di quali contatti ha bisogno per la propria attività, dove può incontrare importanti partner commerciali con cui vuole fare affari e quale piattaforma commerciale offre il miglior rapporto qualità-prezzo. Poi – tra l’altro – non parlerei più di Düsseldorf e Parigi, ma anche di altre località come Verona, Londra o Barcellona

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Quali sono i temi e le tendenze su cui vi concentrerete quest’anno a ProWein?

Naturalmente, il primo passo è mostrare nuovi vini da tutto il mondo. A cominciare dalle grandi nazioni vitivinicole come Italia, Francia, Spagna e Germania, per arrivare oltreoceano, all’Europa dell’Est e a nuove regioni come l’Inghilterra. Non si può non dare spazio alla tendenza verso vini sostenibili come i PiWi, ovvero vini ottenuti da vitigni resistenti ai funghi, o imballaggi alternativi per il vino che abbiano una migliore impronta ecologica. Anche l’area liquori è stata ristrutturata: oltre al nostro trend show “same but Different”, abbiamo riunito tutti i nostri produttori di liquori a ProSpirits nel padiglione 5. Qui ci sarà anche un forum con molti argomenti interessanti.

Cosa mostra il ProWein Business Report 2023?

Il ProWein Business Report 2023 identifica le principali sfide che il settore deve affrontare durante l’attuale crisi economica e segnala soluzioni che attualmente possono portare fuori dalla crisi secondo gli esperti del settore. L’aumento dei costi e il calo della domanda pongono attualmente l’industria del vino di fronte a grandi sfide economiche, aggravate ulteriormente dalla tendenza a lungo termine verso uno stile di vita sano e dalle mutate preferenze dei consumatori. Gli esperti del settore concordano sul fatto che il settore vitivinicolo dovrà adattare la propria comunicazione alle esigenze dei giovani consumatori per riuscire a raggiungere la prossima generazione di bevitori di vino. Per garantire la redditività richiesta sarà inoltre necessario un risanamento strutturale della produzione globale di vino in eccesso. Anche il commercio segnala un forte spostamento verso i segmenti popolari: hanno perso terreno i vini premium e i segmenti medi. Per il 2024 e il 2025 il trend prevede una inclinazione più pronunciata di questa tendenza. Dunque secondo il report i produttori si aspettano una polarizzazione per il futuro con guadagni o nei segmenti base/popolare o in quello premium.