Santa Sofia celebra sessant’anni di storia vitivinicola in Valpolicella con un evento al Byblos Art Hotel. Luciano Begnoni racconta l’evoluzione dell’azienda fondata dal padre Giancarlo, presentando i vini simbolo Gioè e Montegradella. Un percorso di qualità e visione che oggi guarda al futuro con una nuova cantina innovativa e sostenibile.

Un anniversario, un luogo d’eccezione, due vini simbolo e una storia lunga sessant’anni. Il 23 ottobre al Byblos Art Hotel Villa Amistà, affascinante dimora cinquecentesca trasformata in un’icona d’arte e hospitality, Santa Sofia ha celebrato i suoi capolavori enologici, Gioè e Montegradella, in un press lunch scandito da eleganza e memoria. A costruire un dialogo tra vini e cucina è stato lo chef Mattia Bianchi, tra i protagonisti della nuova ristorazione veronese, che ha firmato un menu pensato per far emergere il carattere e la longevità di queste due etichette.

Più che un evento, è stata una narrazione. Non solo la degustazione di vini straordinari, ma il racconto di una continuità familiare, di un modello imprenditoriale e di un territorio che vive di dedizione. Luciano Begnoni, oggi alla guida dell’azienda, non ha nascosto la sua emozione nel ricordare le radici di questo cammino: «Papà Giancarlo ha creduto nella Valpolicella quando non era ancora la terra ambiziosa di oggi. La sua è stata una scelta di amore, non di opportunità». Diplomato a Conegliano negli anni in cui si costruiva la moderna enologia italiana, Giancarlo aveva visione e rigore: dalla selezione in vigna all’affinamento in cantina, ogni gesto era fondato sul rispetto del tempo e della materia.

La “seconda rivoluzione” è arrivata con Luciano negli anni ’80, quando l’obiettivo non era soltanto produrre vini eccellenti, ma fare di Santa Sofia un brand riconosciuto nel mondo. «Ho voluto che Santa Sofia parlasse ai mercati, senza snaturarsi. L’identità per noi non è mai stata negoziabile» ha raccontato. Questa scelta ha portato l’azienda in oltre 70 Paesi, senza inseguire mode o scorciatoie, ma valorizzando uno stile classico, fine, profondo, capace di crescere nel tempo.

La degustazione lo ha confermato. Gioè, Amarone di rara eleganza, è un vino che chiede pazienza e restituisce profondità: sentori complessi, tannini fitti ma gentili, una persistenza che sembra raccontare la storia della sua terra. «Non è un vino che vuole stupire subito, ma che vuole farsi ricordare», ha sottolineato Luciano. Montegradella Valpolicella Classico Superiore è invece la dimostrazione di come la Valpolicella possa abbinare carattere e bevibilità, intensità e freschezza, diventando un compagno versatile della cucina senza perdere spessore.

Ma ciò che ha reso il lunch del 23 ottobre un momento speciale non è stato soltanto il calice. È stata la visione che Luciano ha scelto di condividere: «Investire oggi è un atto di responsabilità verso la Valpolicella. Non ci basta raccontarla, vogliamo contribuire al suo futuro». Da qui nasce la nuova grande cantina, prossima al completamento, destinata a diventare uno dei poli più innovativi della regione. Tecnologia, sostenibilità e rispetto della materia prima saranno i tre pilastri di una struttura pensata non per aumentare la produzione, ma per esaltare la qualità e la coerenza dello stile Santa Sofia.

Lo sguardo corre inevitabilmente ai prossimi anni e alla terza generazione. «Mi auguro che i miei figli abbiano la passione e il coraggio di proseguire questo cammino. Ma qualunque futuro ci attenda, Santa Sofia ha radici solide e un’identità che non verrà meno». In queste parole c’è una promessa, ma anche un lascito: la consapevolezza che un grande marchio non si costruisce soltanto con vini eccellenti, ma con fedeltà alla propria storia.

Santa Sofia entra nel suo futuro senza perdere ciò che la contraddistingue: eleganza, autenticità, determinazione. Sessant’anni dopo, è ancora fedele alla sua idea più bella: far parlare la Valpolicella attraverso vini che durano nel tempo, perché nascono dal tempo.


Punti chiave

  1. Santa Sofia celebra 60 anni di attività con un evento dedicato ai vini Gioè e Montegradella al Byblos Art Hotel.
  2. Giancarlo Begnoni fondò l’azienda negli anni ’60 con visione e rigore, seguito dal figlio Luciano negli anni ’80.
  3. Espansione internazionale in 70 Paesi mantenendo identità e stile classico senza compromessi sulla qualità.
  4. Nuova cantina in completamento con focus su tecnologia, sostenibilità e valorizzazione della materia prima.
  5. Terza generazione in arrivo per continuare la tradizione familiare con passione e fedeltà al territorio.