L’articolo esplora il clima che precede Vinitaly 2025, evidenziando l’ottimismo che contraddistingue la fiera, ma anche le sfide che il settore vitivinicolo italiano deve affrontare, come il rischio dei dazi USA. Si sottolinea l’importanza di portare soluzioni e nuove strategie, piuttosto che nascondere i problemi, e l’auspicio di raccontare storie di successo nel settore.

Scrivere articoli in premessa a Vinitaly è sempre facile perché alcune cose sono certe ormai da decenni.

La prima è che quasi tutti arrivano a Vinitaly contenti. Sarà l’aria di Verona, la sua bellezza, l’atmosfera festaiola che contagia tutta la città, ma è difficile vedere musi lunghi sia in fiera che fuori.

E già questa prima caratteristica fa di Vinitaly una manifestazione che quasi sempre si apre all’insegna dell’ottimismo.

Ma prima di andare ad analizzare se questo ottimismo quest’anno è giustificato o meno provo ad evidenziare altre caratteristiche che fanno di Vinitaly una manifestazione di successo a prescindere.

Altro fattore chiave del successo della nota fiera veronese è che Vinitaly da sempre è una manifestazione b2b anomala e cioè in essa, per molti espositori, prevalgono i fattori comunicativi, relazionali, rispetto a quelli di business.

Non a caso, a Vinitaly la maggioranza delle imprese espositrici si mette il “vestito da festa” con stand spesso lussuosi.

Anche quest’anno, più di qualche azienda ci ha comunicato che avrà lo stand nuovo e basta fare quattro conti per rendersi conto che per Vinitaly le nostre imprese del vino sono disposte ad investimenti inimmaginabili per altri eventi o altre attività di comunicazione.

È chiaro, pertanto, che se investi così tanto per stand, viaggi e cene non puoi poi fare il pessimista per saresti preso inevitabilmente per “pollo”.

Ma c’è un altro importante fattore che rende Vinitaly una manifestazione dove i sorrisi sono d’obbligo (o di ordinanza se preferite) e cioè la grande passerella di politici che tutti i giorni si alternerà tra sale convegni e padiglioni di VeronaFiere.

E sappiamo quanto, nonostante tutto, anche il nostro amato settore vitivinicolo si genufletta di fronte a qualsiasi politico del nostro Paese, a prescindere dal colore politico.

Vinitaly storicamente è una delle maggiori vetrine per donne e uomini politici del nostro Paese. È una vetrina ideale per qualsiasi rappresentante di Governo che vuole raccogliere facili applausi e consensi.

Non ho memoria di avere sentito fischi o contestazione ai tantissimi politici che si sono affacciati a Vinitaly in questi ultimi quarant’anni e questo testimonia come il mondo del vino, almeno quello italiano, è sempre stato amico della politica.

Sono curioso, si fa per dire, di vedere se quest’anno, vista anche la scelta dell’amministrazione Trump di penalizzare l’import dell’Unione Europea (compresi i nostri vini) con l’imposizione del 20% di dazi e le risposte a petto in fuori dell’Unione Europea, ci sarà qualche voce fuori dal coro ma dubito.

I politici, nessuno escluso, diranno che hanno a cuore il destino economico delle nostre imprese del vino e che stanno facendo di tutto per scongiurare le guerre commerciali. E finirà, come sempre, a tarallucci, (ovviamente) vino e applausi.

Introducendo il tema dei dazi Usa, è ovviamente ancora troppo presto comprendere quali saranno concretamente le conseguenze sull’export dei nostri vini; quello che è certo è che il nostro sistema vitivinicolo arriva a Vinitaly in uno stato di salute che sarebbe sbagliato definire eccellente.

Che poi Vinitaly non sia il luogo ideale per parlare di problemi veri ormai è risaputo, quindi non sarò certo io a rovinare la festa.

Non dobbiamo però trasformare Vinitaly come il solito tappeto dove nascondere sotto tutti i problemi ma anche le possibili soluzioni.

Ed è proprio il tema delle soluzioni, delle nuove strategie che vorrei diventassero il contenuto chiave di questo Vinitaly 2025.

Auguro e spingo tutte le imprese, i Consorzi, anche i politici, se ci riescono, a portare alla Fiera di Verona idee nuove, analisi più attendibili e pragmatiche.

Se vetrina positiva deve essere, allora proviamo a raccontare case history vincenti, nonostante le difficoltà, proviamo a comunicare nuove strategie di comunicazione, di marketing e commerciali che stanno riuscendo a superare al meglio gli attuali ostacoli.

Noi come Wine Meridian abbiamo deciso di raccogliere al meglio tutte quelle storie che raccontano di un’Italia del vino che non ha paura delle sfide attuali, che non si nasconde dietro i problemi, che ha voglia ancora di crescere, convinta che gli spazi per farlo sono ancora tanti.

Buon Vinitaly a tutti!


Punti chiave

  1. Vinitaly 2025 si apre con ottimismo, ma il settore vitivinicolo deve affrontare sfide importanti come i dazi USA.
  2. La fiera rappresenta una vetrina per politici, ma è anche l’occasione per affrontare problemi reali del settore.
  3. È fondamentale portare a Vinitaly strategie nuove e casi di successo per superare le difficoltà del mercato.
  4. Nonostante le difficoltà, il mondo del vino italiano non si nasconde, ma cerca soluzioni e nuove opportunità per crescere.
  5. Wine Meridian promuove storie vincenti e strategie concrete per un futuro del vino più competitivo e innovativo.