Il Bio Distretto dei Colli Euganei protagonista a Vinitaly Tourism: il territorio euganeo si propone come destinazione integrata, capace di unire vino, olio, terme, paesaggio e cultura. Con il contributo di Emanuela Panke (Iter Vitis), emerge la necessità di un racconto condiviso – con il Moscato Fior d’Arancio come simbolo – per attrarre nuovi visitatori e valorizzare la rete locale.
Il Bio Distretto dei Colli Euganei come laboratorio di sviluppo territoriale, turistico e culturale. È questo il tema emerso nel corso del convegno organizzato all’interno di Vinitaly Tourism, dove il territorio euganeo è stato raccontato non solo come area di eccellenze agricole, ma come possibile destinazione integrata, capace di mettere in relazione vino, olio, terme, paesaggio, borghi, biodiversità e patrimonio culturale.
A portare una visione internazionale è stata Emanuela Panke, presidente di Iter Vitis, itinerario culturale certificato del Consiglio d’Europa. Il suo intervento ha offerto una lettura chiara: i Colli Euganei possiedono molti degli elementi necessari per diventare una destinazione attrattiva, ma il vero salto di qualità passa dalla capacità di trasformare questi elementi in una “ricetta” riconoscibile.
Il territorio, infatti, ha una vocazione straordinaria. Accanto alle produzioni tipiche, dal vino all’olio fino alle altre filiere agroalimentari, può contare su un paesaggio ancora fortemente caratterizzato, su un patrimonio naturale ricco di biodiversità, su borghi e luoghi simbolici come Arquà Petrarca, oltre che sulla vicinanza con il più importante distretto termale europeo, quello di Abano e Montegrotto. Un insieme di risorse che, se messe in rete, possono generare un’offerta turistica molto più ampia della sola esperienza enogastronomica.
Secondo Panke, però, non basta disporre di molti attrattori. Serve individuare un racconto forte, un elemento capace di fare da traino e da ambasciatore del territorio. In questo senso, il Moscato Fior d’Arancio potrebbe rappresentare uno dei simboli più efficaci dei Colli Euganei: un prodotto identitario, evocativo, capace di aprire un racconto che unisca storia, paesaggio, gusto e cultura. Come già avvenuto in altri progetti europei legati alla Malvasia, anche il Moscato potrebbe diventare il centro di un itinerario, di una narrazione e persino di relazioni internazionali con altri territori.
Il valore del Bio Distretto, tuttavia, non sta solo nei prodotti. Sta soprattutto nella rete. Il convegno ha evidenziato come la presenza di soggetti diversi – produttori, consorzi, strade del vino, comuni, operatori turistici e realtà termali – sia una ricchezza decisiva, a condizione che non resti soltanto una collaborazione formale. La rete funziona davvero quando ogni attore conosce e racconta anche il valore degli altri: quando il produttore diventa ambasciatore del territorio intero, non solo della propria azienda.
È qui che il Bio Distretto può assumere un ruolo strategico. La sostenibilità e il biologico sono valori importanti, ma oggi devono essere resi concreti, percepibili e desiderabili attraverso esperienze. Il turista non cerca soltanto qualità: cerca storie, autenticità, relazioni, occasioni da ricordare. Per questo i Colli Euganei possono dialogare con il sistema termale, con Padova, con Venezia e con i grandi flussi turistici del Veneto, proponendo escursioni, degustazioni, visite in azienda, percorsi dell’olio, picnic bio, itinerari culturali e pacchetti legati al benessere.
Panke ha ricordato esperienze europee in cui piccoli territori rurali sono riusciti ad attrarre visitatori partendo da un hub, da un autobus turistico, da un punto vendita trasformato in spazio di racconto e prenotazione di esperienze. Anche per i Colli Euganei questa può essere una strada: non limitarsi a vendere prodotti, ma vendere territorio, emozioni e possibilità di scoperta.
Dal confronto di Vinitaly Tourism emerge dunque un messaggio chiaro: il Bio Distretto dei Colli Euganei non è solo un contenitore, ma può diventare una cabina di regia per costruire una destinazione sostenibile, riconoscibile e competitiva. Gli ingredienti ci sono già. La sfida è metterli in relazione, scegliere un racconto condiviso e trasformare la ricchezza del territorio in un’esperienza capace di far tornare – e raccontare – chi la vive.

Punti chiave
- Il Bio Distretto dei Colli Euganei si propone come destinazione turistica integrata, unendo vino, olio, terme, paesaggio e borghi storici.
- Il Moscato Fior d’Arancio può diventare il simbolo identitario del territorio, trainando itinerari culturali e relazioni internazionali.
- Fare rete tra produttori, comuni e operatori termali è la condizione chiave per trasformare le risorse locali in un’offerta competitiva.
- La sostenibilità biologica deve tradursi in esperienze concrete, autentiche e memorabili per il turista moderno.
- I Colli Euganei possono dialogare con Padova, Venezia e i grandi flussi veneti, intercettando visitatori con pacchetti benessere ed enogastronomici.















































