Nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, patrimonio dell’UNESCO, l’azienda Col Del Lupo, guidata da Giulia Rosanda, ha trovato il suo spazio nel mondo dell’enoturismo. Un settore affascinante e competitivo dove l’innovazione e la tradizione si incontrano.

Come avete fatto a distinguervi in un territorio già noto per il vino ma meno per l’enoturismo?

La chiave è stata l’anticipazione. Abbiamo iniziato la nostra attività enoturistica poco prima che le colline venissero riconosciute patrimonio dell’UNESCO. Questo ci ha permesso di posizionarci come pionieri, offrendo esperienze ben definite e facilmente comprensibili sul nostro sito, rivolte a target specifici.

Inoltre, abbiamo cercato di distinguerci delineando esperienze ben definite, le quali sono state descritte con chiarezza sul nostro sito per intercettare efficacemente i vari target di clientela. Questo approccio ha incluso la strutturazione di visite tematiche specifiche, una strategia che ha migliorato notevolmente la visibilità e l’attrattività della nostra offerta. Inoltre, l’apertura durante i fine settimana e la creazione di una rete collaborativa con produttori locali, agenzie di viaggio e altri operatori del settore hanno rafforzato la nostra presenza sul mercato, consentendoci di offrire un’esperienza complessiva più ricca e integrata.

Per rendere l’esperienza unica, abbiamo sviluppato un format che riflette l’autenticità della nostra azienda senza imitare le proposte di altre cantine, puntando su un’accoglienza che mescola professionalità e calore familiare. Crediamo fermamente nell’importanza di fornire ai visitatori conoscenze approfondite e specifiche legate non solo alla nostra realtà aziendale, ma anche al territorio circostante. Il nostro obiettivo è che ogni cliente lasci Col Del Lupo arricchito, portando con sé un ricordo significativo e distintivo della sua visita.

Qual è stato l’ostacolo maggiore nel vostro percorso verso il successo dell’enoturismo?

La burocrazia senza dubbio. Trasformare la nostra attività in un’entità enoturistica ha richiesto un grande sforzo per navigare le norme, che nel 2018 erano ancora poco chiare.

Da qualche tempo l’enoturismo è normato in modo abbastanza chiaro, ma nel 2018 c’era ancora molta confusione. Quindi, volendo noi partire nel modo corretto, abbiamo fatto fatica a cercare le risposte che ci servivano a livello burocratico.

Quali competenze pensa siano essenziali per avere successo nell’enoturismo?

Empatia e capacità comunicative sono fondamentali, così come le competenze linguistiche, per accogliere una clientela internazionale. Non meno importanti sono le competenze tecniche per spiegare il processo di produzione e le competenze digitali, cruciali per il marketing e la vendita.

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Come gestite i periodi di alta e bassa stagione?

Durante i periodi di calo delle visite, a Col Del Lupo ci impegniamo in un’analisi condivisa con altri operatori del territorio per determinare se il decremento sia un fenomeno isolato o parte di una tendenza più ampia. Questi momenti di bassa stagione, oltre a offrirci una pausa per ricaricare le energie, sono essenziali per valutare il rendimento delle nostre iniziative: analizziamo le statistiche, pianifichiamo le attività future e apportiamo eventuali aggiustamenti alle esperienze offerte. Questo può includere modifiche ai prezzi dei vini o variazioni nella durata delle visite.

Inoltre, approfittiamo di questi periodi più tranquilli per aggiornare i contenuti sul nostro sito e sui canali social, e per intensificare la collaborazione con tour operator, agenzie di viaggio e altre cantine. Questo sforzo di rete è vitale per mantenere la visibilità e l’efficacia della nostra proposta enoturistica, garantendo che ogni aspetto dell’esperienza offerta sia ottimale e risponda alle aspettative dei nostri visitatori.

Quanto tempo è necessario per avviare un’attività di enoturismo e vedere i primi risultati?

Basandomi sulla nostra esperienza, ci vogliono circa sei mesi per iniziare a vedere il lavoro prendere forma, con un anno per stabilizzarsi. La persistenza e a volte anche un pizzico di fortuna sono decisivi.

Giulia Rosanda di Col Del Lupo dimostra che l’enoturismo, con le giuste strategie e un impegno costante, può non solo prosperare ma anche arricchire la cultura e l’economia locale. La passione per il vino e il territorio traspare in ogni dettaglio del loro lavoro, invitando gli appassionati a scoprire le bellezze di Conegliano Valdobbiadene.