Molte cantine procrastinano il loro sviluppo enoturistico dietro la scusa del “ci proverò”. Questo articolo esplora come trasformare l’enoturismo in una scelta strategica, superando paure e alibi. Con coraggio e impegno, le cantine possono diventare destinazioni di successo, creando esperienze uniche per wine lover e fidelizzando i visitatori.

Quante volte mi sono trovata di fronte a cantine che, con entusiasmo, dichiarano: “Vorremmo tanto migliorare la nostra offerta enoturistica”. Oppure: “Abbiamo delle idee che potrebbero trasformare il nostro territorio in una destinazione per wine lover da tutto il mondo”. Eppure, nonostante le buone intenzioni, quelle stesse cantine non fanno mai il passo decisivo. Quando le incalzi sul perché, la risposta è quasi sempre la stessa: “La produzione ha sempre la priorità. Ora non abbiamo tempo.”

Siamo onesti: è davvero una questione di priorità o, più semplicemente, di paura?

Un libro che sto leggendo descrive benissimo questa dinamica. L’autore racconta di come, di fronte a una nuova opportunità, la risposta più frequente e disarmante sia: Ci proverò. Due parole che, secondo l’autore (e come non dargli ragione?), rappresentano uno degli ostacoli più grandi alla crescita personale e professionale. Quando diciamo “ci proverò”, spesso non abbiamo nessuna intenzione reale di impegnarci. È una frase che ci fa sentire giustificati a non agire, protetti dall’illusione di aver comunque fatto qualcosa.

Ma nell’enoturismo, come nella vita, non basta “provare”. Bisogna fare o non fare.

Le cantine che continuano a procrastinare l’implementazione di un vero progetto enoturistico rischiano di perdere un’occasione straordinaria: diventare luoghi di incontro, cultura, ed esperienza. Certo, le sfide non mancano: ci sono vendemmie da seguire, bottiglie da imbottigliare, mercati da presidiare. Ma questo è il punto. Se si aspetta che “ci sia tempo”, quel tempo non arriverà mai.

L’enoturismo non è un ripiego o un “bonus” per i momenti di calma. È un’opportunità strategica, un volano per il brand, una chiave per creare valore duraturo. Le cantine che l’hanno capito sono quelle che hanno avuto il coraggio di fare, senza aspettare il momento perfetto, senza nascondersi dietro l’alibi del “ci proverò”.

Come disse Yoda in Guerre Stellari: Fare o non fare. Non esiste provare. Forse è giunto il momento per molte cantine di abbracciare questa filosofia. Perché non si può sperare di attirare turisti, di fidelizzarli, di trasformare la propria cantina in una meta di destinazione senza il coraggio di cambiare, di innovare, di rischiare.

Alla fine, la vera domanda è: il vostro sogno enoturistico è qualcosa che volete davvero? Se sì, allora smettete di rimandare. Fate il primo passo. Forse non sarà perfetto, ma sarà l’inizio.

E ricordate: il “ci proverò” è il più grande rapinatore di potenziale che esista. Non lasciategli rubare i vostri sogni.


Punti chiave

  1. L’enoturismo è una scelta strategica, non un’attività da rimandare. Dire “ci proverò” significa spesso non impegnarsi davvero.
  2. Le cantine devono superare la paura del cambiamento per creare valore: l’enoturismo può trasformare una cantina in una destinazione culturale.
  3. Non aspettare il momento perfetto: agisci subito.